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Bollettino dei Triangoli
No. 157 -2006
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SHAMBALLA

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
il proposito che i Mastri conoscono e servono

Shamballa, il centro ove il Volere di Dio è conosciuto

Definizioni

Shamballa è semplicemente una parola che trasmette l’idea di un vasto punto focale di energie, riunite e collegate dal Logos planetario per creare una manifestazione adeguata al Suo intento in via di sviluppo e al Suo servizio planetario.

(Il Discepolato nella Nuova Era,
vol. II, pag. 404 ed. ingl.)

Shamballa è uno stato di coscienza o una fase di consapevolezza sensibile in cui vi è risposta acuta e dinamica al proposito divino, risposta resa possibile dalla sintesi di proposito e rapporto spirituale esistente fra Coloro che sono associati a Sanat Kumara.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 276 ed. ingl.)


L’unico luogo di completa “pace”… è il “centro ove il Volere di Dio è conosciuto”. La Gerarchia spirituale del nostro pianeta… non è un centro di pace, bensì un vortice di attività mosso dall’amore, il luogo ove si incontrano le energie provenienti dal centro del Volere divino e dall’umanità, il centro della divina Intelligenza.

(Il ritorno del Cristo, pag. 28 ed. ingl.)

… Pace, come espressione della volontà di Shamballa, produce equilibrio, sintesi e comprensione, oltre allo spirito d’invocazione che è fondamentalmente un’azione producente una reazione. Ciò si manifesta come la prima opera creativa e magica di cui l’umanità è capace, ponendo simultaneamente in azione, come vediamo, tutti e tre gli aspetti divini, conformemente alla Volontà di Dio.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 165 ed. ingl.)

Alcuni pensieri chiave:

1. Shamballa è il luogo del proposito; il proposito che non può essere compreso finché il Piano non venga seguito. Qui c’è un indizio.

2. Shamballa non è una Via, ma un centro maggiore di stati collegati e di un’energia relativamente statica, tenuta pronta per i fini creativi dall’intento focalizzato del Gran Consiglio, che opera sotto l’occhio direttivo del Signore del Mondo.

3. Shamballa è il punto di maggior tensione sul pianeta. E’ una tensione che esprime la volontà amorevole e intelligente, libera da qualsiasi volontà personale o pregiudizio mentale.

4. Shamballa è il principale agente ricettivo del pianeta, dal punto di vista dell’influsso solare, ma nel medesimo tempo è il punto principale di distribuzione di energia, dal punto di vista dei regni di natura, incluso il quinto. Dal punto di tensione, il modello di vita e la Volontà del Logos si incarnano e finalmente maturano mediante i processi dell’evoluzione.

5. Shamballa riceve energie da varie Entità solari ed extra-solari o centri di vita concentrata ed energetica, per esempio da Venere, dal Sole centrale spirituale, dalla costellazione condizionante del momento, che il nostro sole sta attraversando, dall’Orsa Maggiore e da altri centri cosmici. Sirio, che è un fattore tanto importante nella vita spirituale del pianeta, applica le sue energie direttamente sulla Gerarchia e l’energia che proviene da Sirio normalmente non penetra nella nostra vita planetaria tramite Shamballa.

6. Shamballa è il centro della testa, parlando simbolicamente della nostra Vita planetaria, che focalizza volontà, amore e intelligenza in un solo, grande e fondamentale Intento e mantiene quel punto focalizzato durante l’intero ciclo di vita di un pianeta. Questo grande Intento incarna il proposito del momento e si esprime tramite il Piano.

(Il Discepolato nella Nuova Era,
vol. II, pag. 519-20 ed. ingl.)

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Shamballa, Gerarchia e Umanità

Dietro al centro spirituale d’Amore e di Luce si trova un altro centro per il quale l’Occidente non ha alcun nome, ma che in Oriente è chiamato Shamballa. Forse il nome occidentale è Shangri-Lha, un nome riconosciuto ovunque e che indica un centro di felicità e di proposito. Shaballa o Shangri-Lha è il luogo dove è focalizzata la Volontà di Dio e dal quale vengono diretti i Suoi propositi divini. Questo centro determina i grandi movimenti politici e il destino delle razze e delle nazioni, così come i movimenti religiosi, gli sviluppi culturali e le idee culturali sono emessi dal centro gerarchico d’Amore e di Luce. Le ideologie politiche e sociali e le religioni mondiali, la Volontà di Dio e l’Amore di Dio, il Proposito della divinità e i piani con i quali questo proposito è messo in opera, tutti si concentrano tramite il centro di cui tutti noi facciamo coscientemente parte: l’Umanità stessa. Sul pianeta vi sono perciò tre grandi centri spirituali: Shamballa, la Gerarchia e l’Umanità.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 407 ed. ingl.)

A Shamballa, le Grandi Vite che vi operano non solo vedono l’intera manifestazione, e oltre, ad ogni limitazione di tempo, ma sentono tutti i principali impulsi evolutivi che portano il mondo in sviluppo in linea con la Volontà divina. Esse incarnano quegli impulsi non in termini di movimento progressivo, ma in termini di una grande reazione divina: potrete forse comprendere meglio questa idea nei termini dell’eterno AUM che è il simbolo dell’eterno PRESENTE. Vi è stato detto, ed è stato dimostrato, che l’AUM è composto di un suono principale, di tre suoni secondari e di sette toni vibratori sussidiari. Così è della Volontà di Dio, che è incarnata e mantenuta in sintesi dai membri della Camera di Consiglio. Per Loro, quando “tengono in soluzione la Volontà di Dio, essa è un’unica nota chiara; quando vedono quella volontà in moto sono tre accordi costanti che portano in tutti i mondi il Proposito di COLUI Che sarà per eoni; quando spingono quella Volontà a manifestarsi, sono sette toni vibratori che tracciano la struttura del Piano nei mondi riflessi. E così la nota, gli accordi e il tono producono il Piano, rivelano il Proposito e indicano la Volontà di Dio”. Questa è una citazione tratta da certi antichi Archivi che costituiscono lo studio dei Maestri; essi riguardano la natura di Shamballa, la sua opera e le energie che ne emanano.

Shamballa, che costituisce la sintesi della comprensione per quanto riguarda la nostra Terra, è anche il centro dove la Volontà suprema del Logos solare è imposta sulla Volontà del nostro Logos planetario, il quale come sapete è solo un centro del suo maggior corpo di manifestazione. Queste informazioni non vi riguardano in alcun modo; i Maestri stessi stanno solo imparando la Volontà del Logos planetario; obiettivo dello sforzo a Shamballa è tuttavia l’apprendimento del Proposito solare, il cui Piano si sta attuando sui livelli più alti del nostro sistema planetario, così come la Volontà, il Proposito e il Piano di Shamballa si realizzano sui tre livelli più bassi del nostro sistema planetario. Inoltre, queste informazioni servono solo a indicare gli obiettivi gerarchici, e questi obiettivi si estendono oltre il tempo e lo spazio, fino alla Mente di Dio stesso.

Vi sono dei sinonimi che possono servire a sviluppare il vostro modo sintetico di pensare, apportando così una precisa misura di illuminazione.

SHAMBALLA GERARCHIA UMANITÀ
Sintesi Unità Separazione
Volontà Proposito Piano
Vita Anima Apparenza
Spirito Coscienza Sostanza
Vitalità Organismo Organizzazione
Apprendimento Polarizzazione Centro di attività
Potere Impulso Azione
Energia Distribuzione Forze
Direzione Trasmissione Ricezione
Testa Cuore Gola

Vi sarà evidente che potete capire poco dell’intenzione di Shamballa, se vi renderete conto che non vi è facile scorgere una vera distinzione fra unità e sintesi e, nello stesso tempo, come mi sia impossibile rendere chiara la distinzione. Tutto ciò che posso dire è che la sintesi è, mentre l’unità è conseguita ed è la ricompensa dell’azione e dello sforzo. Progredendo sul Sentiero dell’Iniziazione, il significato dell’unità si chiarisce. Dirigendosi verso la Via dell’Evoluzione superiore emerge la sintesi. Sarebbe inutile dire di più.

(Ibidem, pag. 533-35 ed. ingl.)

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Proposito Divino

L’energia che emana da Shamballa è stata divisa in due correnti dirette e distinte. L’una, che incarna il dinamismo del proposito, si riversa nella Gerarchia e nei suoi sette Ashram principali. L’altra, che incarna il dinamismo della determinazione o dell’entusiastica volontà illuminata, raggiunge direttamente l’umanità attraverso il Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo. Finora nella Gerarchia era affluita una corrente mista di forza di Shamballa, diffondendosi senza differenziarsi in tutti i gruppi della Gerarchia. Ora la qualità della determinazione, o ciò che l’uomo comune intende per “Volontà”, si riversa nel Nuovo Gruppo di Servitori Mondo, mentre l’energia del proposito dinamico, differenziata in sette correnti divergenti, si riversa in ciascuno dei “sette punti di ricezione”, gli Ashram dei Maestri entro l’anello invalicabile della Gerarchia. Questi sette tipi di proposito incarnano le sette energie che riorganizzeranno e ridefiniranno le imprese gerarchiche inaugurando così la Nuova Era. Questi sette propositi possono essere così definiti:

a. L’ignoto, invisibile e inaudibile proposito di Sanat Kumara. E’ il segreto della vita stessa ed è noto soltanto a Lui. Nella fase iniziale di questa nuova espressione, esso opera tramite il Manu e il Maestro Morya; è ciò che vela il mistero che tutte le scuole esoteriche un giorno riveleranno, se saranno fedeli all’impulso che le istituì. Ancora non sappiamo cosa esso sia, ma vi si accenna nella regola XIII.

b. Il proposito sottostante alla rivelazione. Questa può essere un’idea piuttosto nuova per voi, perché tendete a considerare la rivelazione come fine a se stessa. Raramente la considerate come un effetto del Proposito interiore di Sanat Kumara.

c. Il proposito (finora) non riconosciuto, che suscitò l’attività creativa del nostro Logos Planetario. Questo mise in azione il terzo aspetto della Trinità divina. Le ragioni addotte generalmente dalla mente finita dell’uomo per spiegare ciò che chiamiamo “manifesta-zione”, il dualismo di tutta l’esistenza e il rapporto fra spirito e materia, non sono in alcun modo la vera spiegazione del Proposito divino: si fondano sul dualismo essenziale dell’uomo; costituiscono la spiegazione più elevata della propria natura a cui l’uomo possa pervenire in questo momento…

d. Il misterioso proposito che ha reso necessario il richiamare all’attività il Principio del Dolore. La sofferenza e il dolore sono requisiti essenziali per portare a compimento questo proposito. La capacità di soffrire, che distingue l’umanità, è la principale reazione cosciente del quarto regno di natura, l’umano, all’ambiente. E’ connessa al potere di pensare e di porre in relazione coscientemente causa ed effetto…

e. Il quinto grande segreto sottostante al proposito di Sanat Kumara è connesso in senso peculiare alla manifestazione ciclica di tutto ciò che esiste nei tre mondi dell’evoluzione umana. Concerne ciò che entra lentamente in manifestazione per mezzo della mente inferiore concreta, a mano a mano che questa domina il desiderio e rende la sostanza e la materia conforme al pensiero divino. La totalità delle parti più elevate del pensiero umano, in ogni campo, influisce materialmente su ciò che appare sul piano fisico in tutti i regni di natura, su ciò che precipita le civiltà e le culture, e su ciò che esprime la migliore risposta in un dato momento della sensibilità umana all’impressione cosmica… Il quinto proposito è perciò strettamente connesso all’intero tema del “manto di Dio” e all’emergere in manifestazione della Sua “veste di bellezza”, creata e portata in esistenza dall’umanità, che fa da tramite alle idee provenienti dal regno superumano, per poi influire sui regni subumani spingendoli alla collaborazione creativa.

f. E’ comunque difficile per me dare un’idea del proposito di cui ci stiamo occupando ora, perché esso si esprime nella relazione esistente fra il significato di Desiderio, Volontà, Piano e Proposito… E’ solo quando gli esseri umani entreranno in rapporto con la Gerarchia, saranno progressivamente assorbiti nella vita gerarchica e cominceranno a conseguire le iniziazioni superiori, che la vera natura della Volontà divina sarà compresa e che il proposito di Sanat Kumara sarà rivelato da una giusta valutazione del Piano, seguito dalla conseguente collaborazione con esso. Tutto questo sarà fatto per mezzo della trasmutazione del desiderio in aspirazione e poi in ferma determinazione.

g. La fase finale del proposito divino è la più difficile da indicare, e quando dico indicare intendo esattamente questo e niente di più preciso e chiaro. Ha un senso forse per voi se dico che il rituale cerimoniale della vita quotidiana di Sanat Kumara, eseguito tramite la musica e il suono, e portato dalle onde di colore che si infrangono sulla spiaggia dei tre mondi dell’evoluzione umana, rivela a chiare note, toni e sfumature il più profondo segreto che sta dietro al Suo Proposito? Significa certamente ben poco, ed è messo da parte come un brano simbolico da me usato per comunicare l’incomunicabile. Tuttavia qui non mi esprimo tramite simboli, ma faccio un’esatta affermazione di fatto. Man mano che la bellezza, in qualunque delle sue forme più nobili, si fa strada nella coscienza umana, ciò comunica un vago senso del rituale della vita quotidiana di Sanat Kumara. Di più non posso dire.

Ecco dunque delle indicazioni circa il Proposito divino; ciascuna delle sette integra e completa le altre sei. E’ solo col tentare di comprendere l’insieme della sintesi interiore che potremo giungere ad una debole indicazione della natura di quella sublime coscienza che ha portato in esistenza il nostro pianeta e tutto ciò che esso contiene.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 240-47 ed. ingl.)

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Relazioni tra energie

Il settimo regno di natura è quello delle Vite che partecipano con piena capacità di comprensione al gruppo di Esseri che formano il nucleo del Consiglio a Shamballa. Questo gruppo dipende dal Signore del Mondo; la coscienza di questi Esseri e il loro stato d’esistenza sono vagamente compresi solo dai membri più avanzati della Gerarchia; il rapporto fra queste Vite e il Signore del Mondo è simile, e tuttavia fondamentalmente diverso, al rapporto esistente fra i membri della Gerarchia e i tre Grandi Signori: il Cristo, il Manu e il Mahachohan. Tramite questi tre Signori scorre l’energia che affluisce da Shamballa, che trasmette il proposito e che costituisce il motivo del piano di Sanat Kumara: il Suo Piano di Vita. Quello che voi chiamate “il Piano” è la risposta della Gerarchia all’affluente Volontà risoluta del Signore del Mondo. Tramite Sanat Kumara, l’Antico dei Giorni (come è chiamato nella Bibbia), scorre l’ignota energia di cui i tre aspetti divini sono l’espressione. Egli è il Custode della volontà della Grande Loggia Bianca di Sirio, e il fardello di questa “intenzione cosmica” è condiviso dai Buddha di Attività e dai membri del Gran Consiglio, i Quali sono dotati di una coscienza e una vibrazione tanto elevate, che possono mettersi in contatto con la Gerarchia, senza pericolo per quest’ultima, solo una volta all’anno, tramite il loro emissario il Buddha.

(Ibidem, pag. 130 ed. ingl.)

Il Wesak è la festa nella quale vengono messi in rapporto tre fattori importanti per l’umanità:

1. In quel momento è possibile mettersi in contatto con il Buddha, incarnazione o agente delle Forze della Luce, e ci si può appropriare coscientemente di ciò che esse cercano di trasmettere all’umanità.

2. Si può entrare in contatto anche con il Cristo, incarnazione dell’Amore e della Volontà di Dio e agente dello Spirito di Pace, e l’umanità può essere istruita ad appropriarsi di questo tipo di energia extraplanetaria.

3. Mediante il Cristo e Buddha, l’umanità ora può stabilire uno stretto rapporto con Shamballa e dare il proprio contributo, come centro mondiale, alla vita planetaria. Pervasa di luce e dominata dallo Spirito di Pace, l’espressione della volontà-di-bene dell’umanità può emanare potentemente da questo terzo centro planetario. Allora, per la prima volta, l’umanità potrà assumere il compito che le è destinato, quale intermediario amorevole e intelligente fra gli stati superiori di coscienza planetaria, gli stati sovrumani e i regni subumani. Così l’umanità diverrà infine il salvatore planetario.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 162-63 ed. ingl.)

Le masse di tutto il mondo hanno un solo desiderio, la tranquillità. Non uso la parola “pace”, perché ha una connotazione tanto fuorviante. In ogni paese gli uomini e le donne che riflettono, stanno con intento unito, decisi a fare, se possibile, i passi che assicureranno la pace sulla Terra mediante l’espressione della buona volontà. Notate questo modo di esprimermi. I discepoli operanti in tutto il mondo lottano con ogni mezzo a disposizione per diffondere il vangelo del sacrificio, perché la stabilità mondiale potrà essere fondata con sicurezza soltanto sul sacrificio, il sacrificio dell’egoismo. In queste parole è riassunta la richiesta fatta a coloro che hanno la responsabilità di stabilire le politiche (nazionali e internazionali) e di compiere i passi che instaureranno giuste relazioni umane. La Gerarchia, non più vigilante e in attesa, oggi è attiva con impellente saggezza e ferma decisione al fine di rafforzare l’azione dei suoi lavoratori in ogni campo dell’attività umana (politica, educativa e religiosa), affinché possano prendere la giusta iniziativa e influenzare correttamente il pensiero umano.

Sta entrando in azione una potente attività di primo raggio, l’attività del volere o proposito. Il Cristo, quale Capo delle Forze della Luce, ha autorizzato gli ashram dei Maestri sul primo Raggio di Potere a rinforzare l’azione di tutti i discepoli nel campo del governo e degli adattamenti politici d’ogni nazione, a illuminare, se possibile, i vari corpi legislativi nazionali con qualunque mezzo necessario, affinché la potenza delle loro parole, la saggezza dei progetti e l’ampiezza dei loro pensieri possano dimostrarsi tanto efficaci, che il “Ciclo di congressi e di convegni” iniziato ora dagli uomini di stato del mondo possa trovarsi sotto la guida diretta (di nuovo se possibile) dei membri della Camera del Consiglio di Shamballa che conoscono la Volontà di Dio. L’egoismo delle menti ristrette nei vari corpi legislativi del mondo deve essere in qualche modo controbilanciato. Questo è il problema.

Non dimenticate che l’energia divina deve esercitare il suo impatto sulle menti umane; queste menti, nel loro effetto globale, sono gli unici strumenti disponibili mediante i quali la Volontà di Dio può esprimersi; esse rispondono necessariamente ai risultati stimolanti ed energizzanti di quell’impatto, e ciò evocherà risultati adatti al tipo di mente influenzato. La risposta sarà compatibile con la qualità e l’intenzione di quelle menti.

(Ibidem, pag. 446-47 ed. ingl.)

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