Relazioni basilari
Ciascuno
degli aspetti divini ha tre aspetti sussidiari, e nel nostro
pianeta e sul piano fisico cosmico si rivela l’aspetto
più basso dell’amore (quello che chiamiamo la Volontà-di-Bene).
Per l’umanità che lotta su questo piano cosmico
fisico, noi suddividiamo inconsciamente questa volontà-di-bene
in tre aspetti; soltanto oggi cominciamo ad afferrarli come
possibilità esistenti. L’aspetto più basso
lo chiamiamo buona volontà, rendendoci poco conto dell’atteggiamento
che stabilisce verso la meta universale; il secondo aspetto
lo chiamiamo vagamente amore e speriamo di provare che manifestiamo
amore mediante la nostra affiliazione alla Gerarchia; il più
alto lo chiamiamo volontà-di-bene; e lo lasciamo indefinito
perché non è in alcun modo possibile, perfino
agli iniziati della quinta iniziazione, comprendere veramente
quali siano la natura e lo scopo della volontà-di-bene
che condiziona l’attività divina.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 536 ed. ingl.)
Naturalmente non mi è possibile darvi un quadro fedele
degli eventi interiori che si verificano nella vita del nostro
Essere planetario. Posso solo indicare e segnalare che la situazione
mondiale è semplicemente l’effetto della reazione
e della risposta del genere umano ai grandi avvenimenti paralleli
e causali che coinvolgono i seguenti gruppi:
1. L’Avatar che sta per manifestarsi e il Suo rapporto
con il Signore del Mondo, il nostro Logos planetario.
2. I Signori di Liberazione, focalizzati nel Loro luogo elevato,
che consci dell’invocazione dell’umanità
stringono maggiormente il rapporto con i tre Buddha di Attività.
3. Il Gran Consiglio a Shamballa e la Gerarchia planetaria.
4. Il Buddha e i Suoi Arhat che cooperano all’unisono
con il Cristo e i suoi discepoli, o i Maestri di Saggezza.
5. La Gerarchia, incarnazione del quinto regno della natura,
e il suo rapporto d’attrazione magnetica con il regno
umano, il quarto.
6. L’effetto sull’umanità di tutti questi
grandi gruppi di Vite e le relative conseguenze che si manifestano
nei regni subumani.
Lo studio di quanto sopra in termini di forze e di energie darà
un’idea della sottostante sintesi di rapporti e dell’unità
del tutto.
(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)
Per quanto riguarda la Gerarchia stessa, i suoi Membri (molti
di Loro), esotericamente e tecnicamente parlando, “vengono
astratti dal punto di santità mediano e assorbiti nel
Consiglio del Signore”. In altre parole, passano ad un
lavoro superiore e divengono custodi dell’energia della
Volontà divina e non semplicemente i custodi dell’energia
d’amore. Da quel momento in poi operano come unità
di potere e non semplicemente come unità di luce. La
loro opera diviene dinamica invece di essere attrattiva e magnetica,
e riguarda l’aspetto vita e non semplicemente l’aspetto
anima o coscienza.
(Ibidem,
pag. 15-16 ed. ingl.)

La potenza della Volontà
di Dio
L’energia di Shamballa è… la manifestazione
della Volontà di Dio in una vita nuova e potente.
(Il destino delle nazioni, pag. 17 ed. ingl.)
Questa energia causa la crisi mondiale presente… E’
la Volontà di Dio a produrre certi cambiamenti radicali
e importanti nella coscienza umana che ne altereranno l’atteggiamento
verso la vita e la comprensione delle cose essenziali, spirituali,
esoteriche e soggettive. E’ la forza che, unita alla forza
di secondo raggio, produrrà quella tremenda crisi che
chiamiamo l’iniziazione ai Misteri delle Età.
(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)
L’energia della volontà è l’energia
più potente dell’intero schema d’esistenza
planetaria. E’ chiamata la “Forza di Shamballa”
ed è ciò che tiene insieme in vita tutte le cose.
In realtà è la vita stessa. Questa forza di vita
o Volontà divina (che attua l’intenzione divina)
è quella per il cui mezzo Sanat Kumara raggiunge il Suo
scopo. Su scala minuscola è l’uso di uno degli
aspetti più bassi della volontà (volontà
personale) che consente all’uomo di realizzare i suoi
piani e di raggiungere lo scopo prefisso, se ne ha uno. Quando
manca la volontà, il piano si estingue e lo scopo non
è raggiunto. Anche per quel che riguarda la volontà
personale essa è in realtà “la vita del
progetto”. Nel momento in cui Sanat Kumara avrà
raggiunto il suo Proposito planetario, ritirerà questa
potente energia e, con questo ritiro, comincerà la distruzione.
Questa forza di Shamballa è continuamente tenuta a freno
per evitare un impatto troppo forte sui regni di natura non
preparati. Questo si riferisce anche all’impatto sull’umanità.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 715 ed. ingl.)
La
prima e più potente forza è quella che si riversa
nel mondo da Shamballa, il centro planetario dove la Volontà
di Dio è conosciuta. Nella nostra storia planetaria questa
energia di Shamballa ha fatto sentire la sua presenza direttamente
solo due volte: la prima volta quando avvenne la grande crisi
umana dell’individualizzazione dell’uomo nell’antica
Lemuria; la seconda volta ai tempi di Atlantide nella grande
lotta tra i Signori della Luce e i Signori della Forma Materiale,
detti anche le Forze Oscure. Oggi questa forza si riversa dal
Centro Sacro, incarna l’aspetto Volontà dell’attuale
crisi mondiale e suoi due effetti o qualità sussidiari
sono:
a.
la distruzione di ciò che è indesiderabile e d’impedimento
nelle attuali forme mondiali (nel governo, nella religione e
nella società);
b. la forza sintetizzante che collega ciò che finora
era separato.
La forza di Shamballa è così nuova e non riconosciuta,
che all’umanità risulta difficile riconoscerla
per ciò che è: la manifestazione della benefica
Volontà di Dio in nuova e potente vitalità.
(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 71-72 ed. ingl.)
L’energia del primo aspetto divino (di volontà
o potere) è attualmente applicata da Shamballa con la
più scrupolosa cautela. Questa energia di volontà,
come vi è stato insegnato, è il potere della vita
in tutti gli esseri; in passato le è stato permesso di
mettersi in contatto con “la sostanza dell’umanità”
soltanto tramite la Gerarchia. Più tardi l’impatto
diretto è stato consentito in via sperimentale e la guerra
mondiale (1914-1945) ne fu la prima testimonianza, chiarificando
problemi, presentando delle opportunità, purificando
il pensiero umano e distruggendo la vecchia civiltà logora.
E’ un’energia pericolosa e non potrà essere
applicata in maggior misura finché il genere umano non
avrà imparato a rispondere più adeguatamente all’energia
del secondo aspetto di amore-saggezza, e perciò al governo
di Dio.
(Ibidem, pag. 658 ed. ingl.)

Emissione dell’energia
di Shamballa
H.P.B. (uno dei primi discepoli operanti che apparvero sotto
l’impulso dell’esteriorizzazione, spinta dall’energia
di primo raggio) dette lo sfondo del Piano sotto mia impressione.
La struttura più dettagliata e la portata dell’intenzione
gerarchica furono da me comunicate nei libri che A.A.B. ha presentato
al pubblico sotto suo nome (agendo così secondo le mie
istruzioni). Per la prima volta nella storia umana, lo scopo
degli eventi passati, storici e psicologici, può essere
chiaramente riconosciuto quale base di tutti gli avvenimenti
attuali, portando così la misteriosa legge del karma
all’attenzione del pubblico in modo più semplice.
Si può anche vedere il presente che indica la via del
futuro e rivela chiaramente la Volontà-di-Bene che anima
l’intero processo evolutivo, processo al quale l’umanità
(sempre per la prima volta) partecipa e collabora con intelligenza.
E’ questa partecipazione collettiva, anche se svolta inconsciamente,
che ha consentito alla Gerarchia di afferrare l’occasione
per porre fine al lungo silenzio che durava dai tempi dell’Atlantide;
ora i Maestri possono cominciare a rinnovare l’antica
“partecipazione ai segreti” e a preparare l’umanità
per una civiltà che si distinguerà per la continua
percezione intellettuale della verità, e che collaborerà
con gli Ashram che si esteriorizzano nelle varie parti del mondo.
Ora il consolidamento interiore è un poco allentato,
se mi è lecito usare un’espressione tanto inadatta,
e la maggioranza dei membri della Gerarchia ritira l’intensa
attenzione dalla ricezione dell’impressione da parte di
Shamballa e si orienta, in modo interamente nuovo e diretto,
verso il quarto regno di natura. Nel medesimo tempo, una minoranza
di Maestri molto potenti entra in associazione più stretta
con il Consiglio di Sanat Kumara.
(Ibidem,
pag. 685 ed. ingl.)
In
ogni ashram è pertanto in corso un intenso processo di
istruzione lungo linee identiche, il cui risultato è
l’“isolamento”, occultamente inteso, di alcuni
Maestri e iniziati. Essi sono stati isolati affinché
possano operare più prontamente e facilmente con Shamballa.
In tal modo potranno formare un serbatoio di energia, galvanizzato
e dinamico (l’energia della Volontà divina), mettendola
così a disposizione degli altri membri della Gerarchia
che stanno in “unità isolata” sulle vie maestre
della Terra, e sono perciò “nel mondo, ma non del
mondo”. L’apprendimento di questa lezione richiama
in attività la volontà sacrificale di entrambi
i gruppi gerarchici; questa rimane la corda che li collega all’aspetto
dell’antahkarana lungo il quale l’energia può
affluire in modo nuovo ed elettrico da Shamballa, attraverso
la minoranza gerarchica di cui abbiamo parlato sopra, e nel
grande gruppo di Maestri, iniziati e discepoli cui è
affidato il compito di consolidamento. Per i membri della Gerarchia
tutto questo costituisce un definito processo di esame e di
prova, che precede e prepara ad alcune iniziazioni superiori.
(Ibidem, pag. 687-88 ed. ingl.)
La
dinamica impressione che emana da Shamballa si manifesta in
grandi cicli e in cicliche ondate, le quali sono impulsi provenienti
da fonti extra-planetarie, richiesti o invocati dal Signore
del Mondo e dai Suoi Collaboratori, ed emanano in risposta alla
“acclamata volontà” di Sanat Kumara nella
Camera del Concilio.
(Telepatia e il veicolo eterico, pag. 81 ed. ingl.)
L’energia che fluisce attualmente attraverso la Gerarchia,
l’energia dell’amore, tende a mescolarsi con quella
che emana da Shamballa, ed è richiesta per l’applicazione
voluta. Attualmente il problema della Gerarchia è produrre
una fusione sapiente e adeguata delle due energie onde temperare
la distruzione e mettere in risalto lo spirito di costruzione,
usando le forze costruttive e riabilitanti del secondo Raggio.
L’energia di Sbamballa prepara la via a quella della Gerarchia.
Così è stato dal principio del tempo, ma i cicli
della Gerarchia, sebbene relativamente frequenti, non hanno
coinciso con quelli di Shamballa, che sono rari. Col tempo,
gli impulsi di questa diventeranno più frequenti, perché
gli uomini saranno meglio capaci di sostenerli e di resisterli…
Ora si tenta l’esperimento di consentire all’uomo
di riceverne l’impulso, indipendentemente dalla mediazione
della Gerarchia. Potrebbe essere uno sforzo prematuro e abortivo,
ma gli effetti non sono ancora definiti, e il Signore di Shamballa,
insieme ai Suoi Assistenti e con l’aiuto dei Membri della
Gerarchia, non è scoraggiato dai risultati iniziali.
L’umanità risponde bene, in modo inaspettato…
Tuttavia le nuove forme vengono costruite e le potenze di Shamballa,
insieme alla guida gerarchica, operano per fini progettati con
precisione e che si attuano favorevolmente.
(Il
destino delle nazioni, pag. 18-19 ed. ingl.)
Vi è stato detto che questa forza, durante questo secolo,
ha esercitato il suo primo impatto diretto sull’umanità;
prima di allora raggiungeva il genere umano nei tre mondi dopo
essere stata ridotta e modificata facendola passare attraverso
il grande centro planetario cui diamo il nome di Gerarchia.
Questo impatto diretto avrà luogo nuovamente nel 1975
e anche nel 2000, ma allora il rischio non sarà così
grande come nel primo impatto grazie alla crescita spirituale
dell’umanità. Ogni volta che questa energia irrompe
nella coscienza umana, appare qualche aspetto più completo
del piano divino. E’ l’energia che produce la sintesi
e che mantiene tutte le cose dentro il cerchio dell’amore
divino. Dopo l’impatto esercitato durante i pochi anni
passati, il pensiero umano si è sempre più preoccupato
a produrre l’unità e a raggiungere la sintesi in
tutti i rapporti umani più di quanto non avesse mai fatto
prima; un risultato di questa è stata la formazione delle
Nazioni Unite.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 716 ed. ingl.)

Cooperazione con l’energia
di Shamballa
Duemila
anni sono trascorsi dal tempo del Getsemani e da quando Cristo
stabilì il primo contatto con la forza di Shamballa,
e con ciò un rapporto, a vantaggio dell’uomo, che
anche dopo venti secoli resta soltanto un tenue, fragile filo
conduttore di energia.
Nondimeno, se ne può disporre per uso appropriato, ma
la facoltà di esprimerla sta nel comprenderla (per quanto
possibile in queste fasi intermedie dello sviluppo umano) e
nell’usarla in gruppo. E’ una forza unificante e
sintetica, ma la si può impiegare per irreggimentare
e livellare. Ripeto quelle che sono le chiavi per utilizzare
l’energia di Shamballa: Uso di Gruppo e Comprensione.
L’umanità ha stentato a capire il significato dell’Amore.
Quindi le sarà ancora più arduo afferrare quello
del Volere. Per la gran parte degli uomini, il vero amore è
ancora una teoria. Esso (per quanto di solito inteso) si palesa
come gentilezza, ma nei confronti della forma, delle personalità
circostanti, e si compi-e di norma nel desiderio di fare il
proprio dovere senza ostacolare le attività e le relazioni
che tendono al benessere dei propri sim-ili. Si manifesta nel
desiderio di eliminare gli abusi e di stabilire nel mondo condizioni
materiali migliori; prende la forma di amore materno, o di amicizia,
ma raramente di amore fra gruppi e nazioni. E’ il tema
fondamentale dell’insegnamento cristiano - così
come il Volere, divinamente espresso, lo sarà della religione
mondiale ventura - e ha motivato molte imprese di bene, filantropiche
e umanitarie, ma in effetti non è ancora mai stato espresso,
tranne che dal Cristo.
Perché dunque, domanderete, insistere sul massimo attributo
di-vino? Perché non attendere quando si conoscerà
meglio l’Amore e lo si sappia esternare nell’ambiente?
Perché la Volontà, nella sua vera espressione,
oggi è necessaria come forza propellente, espulsiva,
e come agente che purifica e rischiara.
(Astrologia
esoterica, pag. 581-82 ed. ingl.)
Tre aspetti emergenti della vita, della qualità e dell’energia
di Shamballa:
1.
la Volontà che condiziona la vita;
2. la Volontà che attua i giusti rapporti umani;
3. la Volontà che vince per sempre la morte.
Questi tre aspetti sono connessi ai ternari divini: spirito,
anima e corpo; vita, coscienza e forma; vita, qualità
e apparenza. Questo aspetto della vita del Cristo non è
mai stato studiato a dovere, eppure basterebbe comprenderlo
anche solo in parte per ricacciare il male (individuale, sociale
e planetario) alla sede di partenza e liberare l’umanità
dal terrore che ora tutto devasta, a sfida di Dio e dell’uomo.
L’energia di Shamballa è dunque connessa alla vitalità
umana (tramite forma e coscienza); non è il caso di considerarne
il rapporto con il resto del creato; essa tende a istituire
giusti rapporti umani ed è quello stato dell’essere
destinato a sconfiggere la morte. Pertanto è incentiva,
non impulsiva; è proposito consapevole e non desiderio.
Quest’ultimo parte dalla forma materiale e si sviluppa
verso l’alto; la Volontà invece scende nella forma,
e la piega coscientemente all’intento divino. Quello è
invocativo, questa è evocante. Il desiderio, se concentrato
e compatto, può invocare la volontà; ma questa,
una volta evocata, pone termine al desiderio e diventa una forza
immanente, propulsiva, stabilizzante, illuminante e, fra l’altro,
anche distruttiva. E’ molto più di tutto ciò,
ma questo è quanto l’uomo può capirne per
il momento, dato l’apparato di comprensione di cui dispone.
Questa volontà, suscitata dall’invocazione, dev’essere
concentrata nella luce dell’anima e dedicata a fini di
luce e per i giusti rapporti umani, da usare (con amore) per
distruggere ciò che ostruisce e uccide (in senso spirituale
e reale), il libero flusso della vita umana. Questa Volontà
deve essere invocata ed evocata.
(Ibidem,
pag. 583-84 ed. ingl.)
C’è un solo modo per vincere una volontà
malvagia focalizzata, rispondente alla forza di Shamballa, ed
è di opporle un volere altrettanto concentrato ma spirituale,
dispiegato dagli uomini di buona volontà che si facciano
sensitivi a questa nuova energia, e imparino a invocarla ed
evocarla.
Vedete dunque che avevo in mente qualcosa di meglio che semplici
parole di uso corrente quando mi servii di termini come buona
volontà e volontà-di-bene. Non pensavo soltanto
a maniere gentili e buone intenzioni, ma a quella volontà-di-bene
concentrata che può e deve evocare l’energia di
Shamballa e servirsene per fermare le forze del male.
Mi rendo conto che questa è un’idea relativamente
nuova per molti di voi; per altri avrà poco o nessun
senso; altri ancora coglieranno barlumi di un nuovo approccio
al divino e al servizio che, lo ripeto, può e deve rifare,
ricostruire e riabilitare il mondo. Osservate che la volontà
può essere raggiunta solo dal livello mentale, e quindi
può appropriarsene solo chi opera con la mente. Chi intende
evocare la forza di Shamballa si approssima all’energia
del fuoco. Il fuoco è simbolo e qualità del piano
mentale. E’ un aspetto della natura divina. Fu anche una
delle caratteristiche più notevoli della guerra. Lo si
produce con mezzi fisici e con il concorso del regno minerale,
e fu il mezzo di distruzione più minaccioso scelto durante
il conflitto. Fu l’avverarsi dell’antica profezia
secondo cui si sarebbe tentato di distruggere la razza Ariana
con il fuoco, così come l’Atlantidea fu spazzata
via dalle acque. Ma l’ardente buona volontà, e
l’uso consapevole e concentrato della forza di Sbamballa,
opposero fuoco a fuoco, e lo si dovette fare.
Non vi posso comunicare altro a questo proposito, finché
non avete dedicato tempo a studiarlo e cercato di capire la
volontà, la sua natura, il suo proposito e la relazione
che la lega a ciò che si intende per volontà umana.
Dovete riflettere sul modo di impiegarla, e in che maniera gli
aspiranti e i discepoli polarizzati in senso mentale possono
concentrarla e addossarsi senza pericolo la responsabilità
di applicarla con saggezza. Quando ne saprete di più,
vi impartirò altra conoscenza su questo argomento. Ma
intendo offrirvi un suggerimento pratico. Non si potrebbe organizzare
un gruppo che l’assuma come soggetto della sua meditazione,
e cerchi di rendersi adatto, con la giusta comprensione, a entrare
in rapporto con la forza di Shamballa per applicarla? Non si
potrebbe elaborare gradualmente il tema della rivelazione del
volere divino, sì che tutto l’argomento sia pronto
per gli uomini che pensano, quando la pace sia realmente stabilita?
Molte cose si possono considerare a questo proposito. Ad esempio,
la dimostrazione dei tre aspetti della volontà, dianzi
enumerati; la preparazione dell’individuo per esprimerla;
si deve inoltre ponderare con senno sul rapporto che intercorre
fra la Gerarchia e Shamballa, mentre i Maestri cercano di attuare
il proposito divino, e diffondere l’energia della volontà.
Si deve poi cercare di capire alquanto la natura dell’impulso
diretto del primo aspetto sulla coscienza umana, astraendo dalla
Gerarchia, cioè senza quei procedimenti di assorbimento
e moderazione cui essa l’assoggetta. Altrove ho accennato
a questo contatto diretto; potrà essere ancora più
diretto e completo quando la maggiore comprensione umana lo
avrà reso meno pericoloso.
(Ibidem, pag. 586-88 ed. ingl.)

Qualità ed effetto
dell’energia di Shamballa
… in Shamballa, la sede del fuoco, sono focalizzate tre
grandi energie:
1. L’energia di Purificazione. E’ il potere innato
nell’universo manifestato, che progressivamente e costantemente
adatta l’aspetto sostanza a quello spirituale con un processo
che chiamiamo per quanto riguarda l’umanità, purificazione.
Esso implica l’eliminazione di tutto ciò che ostacola
la piena espressione della divinità…
2. L’energia di Distruzione. E’ una distruzione
che rimuove le forme che imprigionano la vita spirituale inferiore,
e nascondono la luce interiore dell’anima. Questa energia
è perciò uno degli aspetti principali della natura
purificatrice della Vita divina… in relazione all’aspetto
distruttore della divinità e a coloro dai quali dipende
la sua apparizione, si devono tener presenti due fattori:
a. L’attività distruttiva è messa in moto
dalla volontà di Coloro che costituiscono il Consiglio
in Shamballa e che sono di valido aiuto nel portare le forme
di tutti i regni subumani in linea con il proposito che si evolve.
Secondo la legge ciclica, quest’energia distruttiva entra
in azione per distruggere le forme di vita che impediscono l’espressione
divina.
b. E’ messa in azione anche dalla determinazione dell’umanità
stessa la quale, secondo la legge del karma, rende l’uomo
padrone del proprio destino, conducendolo a creare le cause
che sono responsabili degli eventi e delle conseguenze cicliche
delle vicende umane.
Vi è naturalmente una stretta connessione fra il primo
Raggio, di Volontà o Potere, le energie concentrate in
Shamballa e la legge del karma, soprattutto per quanto riguarda
la sua potenza planetaria e in relazione all’umanità
avanzata… Due fattori hanno precipitato soggettivamente
e spiritualmente questa crisi mondiale: la crescita e lo sviluppo
della famiglia umana e (come vi è stato detto) l’afflusso
della forza di Shamballa in questo particolare momento, come
risultato tanto della legge karmica, quanto della decisione
presa dal Grande Consiglio.
3. L’energia di Organizzazione. E’ energia che mise
in moto l’attività delle grandi Vite di Raggio
e diede inizio alla motivazione e all’impulso di ciò
che produsse la manifestazione. Così le sette qualità
di Raggio furono portate in espressione. Il rapporto tra spirito
e materia produsse questo processo ordinato che di nuovo, ciclicamente
e secondo la legge, crea il mondo manifesto quale campo per
lo sviluppo dell’anima e come area in cui il proposito
divino è attuato per mezzo del piano…
Sono
queste tre energie che hanno precipitato la crisi mondiale,
e sarà per noi utile riconoscere la vera natura delle
forze di Shamballa che influenzano la nostra vita planetaria
e determinano il destino Umano.
(I
Raggi e le Iniziazioni, pag. 84-86 ed. ingl.)
La luce può essere considerata come un sintomo, una reazione
all’incontro e alla conseguente fusione di spirito e materia.
Perciò
quando quel grande punto di fusione e di crisi solare (perché
si tratta di questo, perfino quando produce una crisi planetaria)
appare nel tempo e nello spazio, immediatamente appare anche
la luce, e di tale intensità che soltanto coloro che
conoscono la luce dell’anima e che possono reggere la
luce gerarchica possono essere istruiti per entrare nella luce
di Shamballa, per farne parte e per camminare nelle “aule
radiose dove si muovono le Luci che attuano la Volontà
di Dio”.
Per rendere più comprensibile il concetto diremo che
solo quando la volontà della personalità e la
volontà dell’anima si uniscono, evocate dall’amore,
la luce dell’anima domina la luce della personalità.
Questa è un’affermazione importante. Solo quando
la volontà della Monade e la volontà della Gerarchia
di anime si incontrano e si fondono negli “strati superiori”
(se mi è lecito usare questa espressione moderna), la
luce radiosa della Vita può dominare le luci fuse dell’Umanità
e della Gerarchia. Si può osservare che questa fusione
e congiunzione di gruppo comincia lentamente ad attuarsi.
E’ anche il primo contatto della radiazione di Shamballa
che provoca la rivelazione universale del male, radiazione che
attualmente produce l’agitazione mondiale e che ha messo
di fronte il bene e il male. Il contatto di questa radiazione
è il fattore condizionante alla base della pianificazione
del dopoguerra e delle idee di ricostruzione e riedificazione
del mondo, che in questo momento dominano ciò che vi
è di meglio nel pensiero umano.
Bisogna
tenere attentamente presente che il male (il male cosmico, sorgente
del male planetario) è molto più vicino a Shamballa
che all’umanità. Lì le Grandi Vite sono
completamente libere dall’annebbiamento astrale, la loro
visione è di estrema semplicità; si preoccupano
soltanto della grande e semplice dualità di spirito e
materia, e non delle molteplici forme portate in esistenza dalla
fusione di questi due. Il dominio dello spirito e del suo riflesso
l’anima, da parte della materia, è ciò che
costituisce il male; questo è vero, sia che l’affermazione
venga applicata allo sviluppo dell’individuo che a quello
del gruppo. “Le Luci che attuano la Volontà di
Dio” si muovono libere dall’attrattiva del male.
La Luce in cui Esse si muovono Le salvaguarda e la Loro irradiazione
innata e inerente respinge il male. Ma Esse “si muovono
parallelamente al male cui sono propense tutte le forme minori”;
Esse fanno parte di un grande Gruppo d’osservazione che
“avanza nel tempo e nello spazio”; i Suoi membri
osservano la grande guerra e il conflitto proseguiti sulla Terra
fra le Forze della Luce e le Forze del Male. Esse hanno liberato
sulla Terra le Forze della Luce, mentre le Forze del Male sono
inerenti alla sostanza stessa, di cui sono costruite tutte le
forme di vita.
Attualmente il lavoro del Grande Consiglio di Shamballa, Che
finora ha operato tramite la Gerarchia, si effettua sulla Vita
entro la forma. L’operare in questo modo richiede la massima
cautela e quelle Luci sanno che i pericoli di un contatto diretto
prematuro con l’umanità e l’eccessiva stimolazione
che ne conseguirebbe sono grandi. Una delle cause del cataclisma
attuale è che si ritenne l’umanità in grado
di prendere e ricevere “un contatto da Shamballa”
senza ridurne la potenza attraverso la Gerarchia, com’era
stato fatto finora. La decisione di creare questo contatto (ciò
che rappresentava un grande esperimento) fu presa nel 1825,
in occasione della consueta riunione centennale del Grande Consiglio:
i risultati li conoscete, si stanno manifestando sotto i vostri
occhi. Il movimento industriale cominciò a prendere forma
cento anni fa e ricevette un grande impulso da questo contatto.
Il male esistente nelle nazioni (aggressione, cupidigia, intolleranza
e odio) fu stimolato come mai prima d’allora ed ebbero
luogo le due guerre mondiali di cui una imperversa ancora (scritto
nell’ottobre del 1943). Parallelamente vi fu un’esplosione
di bene, sempre in risposta al “contatto” divino,
e ne derivò un accrescimento di comprensione, la diffusione
dell’idealismo, la purificazione dei nostri sistemi educativi
e l’inaugurazione di riforme in ogni settore della vita
umana. Tutto ciò è stato accelerato, e prima del
1825 non si era vista una tale crescita su scala mondiale. Anche
la conoscenza della Gerarchia si diffonde su tutta la Terra;
i fatti relativi all’iniziazione e al discepolato diventano
proprietà comune; di conseguenza l’umanità
è avanzata in un grado maggiore di luce. Il bene e il
male risaltano in modo più nitido; il contrapporsi di
luce e ombra è più evidente; le conseguenze del
bene e del male appaiono con maggiore chiarezza e l’umanità,
nel suo insieme, considera i grandi problemi della giustizia
e dell’amore, del peccato e della separatività
su scala mondiale.
(Ibidem,
pag. 143-46 ed. ingl.)

SHAMBALLA
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UTILIZZO E COMPRENSIONE DI GRUPPO |
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