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La forza di Shamballa

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Notiziario della BVM 3-2006 Nuovo
Bollettino dei Triangoli
No. 157 -2006
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Relazioni basilari

Ciascuno degli aspetti divini ha tre aspetti sussidiari, e nel nostro pianeta e sul piano fisico cosmico si rivela l’aspetto più basso dell’amore (quello che chiamiamo la Volontà-di-Bene). Per l’umanità che lotta su questo piano cosmico fisico, noi suddividiamo inconsciamente questa volontà-di-bene in tre aspetti; soltanto oggi cominciamo ad afferrarli come possibilità esistenti. L’aspetto più basso lo chiamiamo buona volontà, rendendoci poco conto dell’atteggiamento che stabilisce verso la meta universale; il secondo aspetto lo chiamiamo vagamente amore e speriamo di provare che manifestiamo amore mediante la nostra affiliazione alla Gerarchia; il più alto lo chiamiamo volontà-di-bene; e lo lasciamo indefinito perché non è in alcun modo possibile, perfino agli iniziati della quinta iniziazione, comprendere veramente quali siano la natura e lo scopo della volontà-di-bene che condiziona l’attività divina.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 536 ed. ingl.)

Naturalmente non mi è possibile darvi un quadro fedele degli eventi interiori che si verificano nella vita del nostro Essere planetario. Posso solo indicare e segnalare che la situazione mondiale è semplicemente l’effetto della reazione e della risposta del genere umano ai grandi avvenimenti paralleli e causali che coinvolgono i seguenti gruppi:

1. L’Avatar che sta per manifestarsi e il Suo rapporto con il Signore del Mondo, il nostro Logos planetario.

2. I Signori di Liberazione, focalizzati nel Loro luogo elevato, che consci dell’invocazione dell’umanità stringono maggiormente il rapporto con i tre Buddha di Attività.

3. Il Gran Consiglio a Shamballa e la Gerarchia planetaria.

4. Il Buddha e i Suoi Arhat che cooperano all’unisono con il Cristo e i suoi discepoli, o i Maestri di Saggezza.

5. La Gerarchia, incarnazione del quinto regno della natura, e il suo rapporto d’attrazione magnetica con il regno umano, il quarto.

6. L’effetto sull’umanità di tutti questi grandi gruppi di Vite e le relative conseguenze che si manifestano nei regni subumani.

Lo studio di quanto sopra in termini di forze e di energie darà un’idea della sottostante sintesi di rapporti e dell’unità del tutto.

(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)

Per quanto riguarda la Gerarchia stessa, i suoi Membri (molti di Loro), esotericamente e tecnicamente parlando, “vengono astratti dal punto di santità mediano e assorbiti nel Consiglio del Signore”. In altre parole, passano ad un lavoro superiore e divengono custodi dell’energia della Volontà divina e non semplicemente i custodi dell’energia d’amore. Da quel momento in poi operano come unità di potere e non semplicemente come unità di luce. La loro opera diviene dinamica invece di essere attrattiva e magnetica, e riguarda l’aspetto vita e non semplicemente l’aspetto anima o coscienza.

(Ibidem, pag. 15-16 ed. ingl.)

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La potenza della Volontà di Dio

L’energia di Shamballa è… la manifestazione della Volontà di Dio in una vita nuova e potente.

(Il destino delle nazioni, pag. 17 ed. ingl.)

Questa energia causa la crisi mondiale presente… E’ la Volontà di Dio a produrre certi cambiamenti radicali e importanti nella coscienza umana che ne altereranno l’atteggiamento verso la vita e la comprensione delle cose essenziali, spirituali, esoteriche e soggettive. E’ la forza che, unita alla forza di secondo raggio, produrrà quella tremenda crisi che chiamiamo l’iniziazione ai Misteri delle Età.

(Ibidem, pag. 13 ed. ingl.)

L’energia della volontà è l’energia più potente dell’intero schema d’esistenza planetaria. E’ chiamata la “Forza di Shamballa” ed è ciò che tiene insieme in vita tutte le cose. In realtà è la vita stessa. Questa forza di vita o Volontà divina (che attua l’intenzione divina) è quella per il cui mezzo Sanat Kumara raggiunge il Suo scopo. Su scala minuscola è l’uso di uno degli aspetti più bassi della volontà (volontà personale) che consente all’uomo di realizzare i suoi piani e di raggiungere lo scopo prefisso, se ne ha uno. Quando manca la volontà, il piano si estingue e lo scopo non è raggiunto. Anche per quel che riguarda la volontà personale essa è in realtà “la vita del progetto”. Nel momento in cui Sanat Kumara avrà raggiunto il suo Proposito planetario, ritirerà questa potente energia e, con questo ritiro, comincerà la distruzione. Questa forza di Shamballa è continuamente tenuta a freno per evitare un impatto troppo forte sui regni di natura non preparati. Questo si riferisce anche all’impatto sull’umanità.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 715 ed. ingl.)

La prima e più potente forza è quella che si riversa nel mondo da Shamballa, il centro planetario dove la Volontà di Dio è conosciuta. Nella nostra storia planetaria questa energia di Shamballa ha fatto sentire la sua presenza direttamente solo due volte: la prima volta quando avvenne la grande crisi umana dell’individualizzazione dell’uomo nell’antica Lemuria; la seconda volta ai tempi di Atlantide nella grande lotta tra i Signori della Luce e i Signori della Forma Materiale, detti anche le Forze Oscure. Oggi questa forza si riversa dal Centro Sacro, incarna l’aspetto Volontà dell’attuale crisi mondiale e suoi due effetti o qualità sussidiari sono:

a. la distruzione di ciò che è indesiderabile e d’impedimento nelle attuali forme mondiali (nel governo, nella religione e nella società);

b. la forza sintetizzante che collega ciò che finora era separato.

La forza di Shamballa è così nuova e non riconosciuta, che all’umanità risulta difficile riconoscerla per ciò che è: la manifestazione della benefica Volontà di Dio in nuova e potente vitalità.

(Esteriorizzazione della Gerarchia,
pag. 71-72 ed. ingl.)

L’energia del primo aspetto divino (di volontà o potere) è attualmente applicata da Shamballa con la più scrupolosa cautela. Questa energia di volontà, come vi è stato insegnato, è il potere della vita in tutti gli esseri; in passato le è stato permesso di mettersi in contatto con “la sostanza dell’umanità” soltanto tramite la Gerarchia. Più tardi l’impatto diretto è stato consentito in via sperimentale e la guerra mondiale (1914-1945) ne fu la prima testimonianza, chiarificando problemi, presentando delle opportunità, purificando il pensiero umano e distruggendo la vecchia civiltà logora. E’ un’energia pericolosa e non potrà essere applicata in maggior misura finché il genere umano non avrà imparato a rispondere più adeguatamente all’energia del secondo aspetto di amore-saggezza, e perciò al governo di Dio.

(Ibidem, pag. 658 ed. ingl.)

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Emissione dell’energia di Shamballa

H.P.B. (uno dei primi discepoli operanti che apparvero sotto l’impulso dell’esteriorizzazione, spinta dall’energia di primo raggio) dette lo sfondo del Piano sotto mia impressione. La struttura più dettagliata e la portata dell’intenzione gerarchica furono da me comunicate nei libri che A.A.B. ha presentato al pubblico sotto suo nome (agendo così secondo le mie istruzioni). Per la prima volta nella storia umana, lo scopo degli eventi passati, storici e psicologici, può essere chiaramente riconosciuto quale base di tutti gli avvenimenti attuali, portando così la misteriosa legge del karma all’attenzione del pubblico in modo più semplice. Si può anche vedere il presente che indica la via del futuro e rivela chiaramente la Volontà-di-Bene che anima l’intero processo evolutivo, processo al quale l’umanità (sempre per la prima volta) partecipa e collabora con intelligenza. E’ questa partecipazione collettiva, anche se svolta inconsciamente, che ha consentito alla Gerarchia di afferrare l’occasione per porre fine al lungo silenzio che durava dai tempi dell’Atlantide; ora i Maestri possono cominciare a rinnovare l’antica “partecipazione ai segreti” e a preparare l’umanità per una civiltà che si distinguerà per la continua percezione intellettuale della verità, e che collaborerà con gli Ashram che si esteriorizzano nelle varie parti del mondo.

Ora il consolidamento interiore è un poco allentato, se mi è lecito usare un’espressione tanto inadatta, e la maggioranza dei membri della Gerarchia ritira l’intensa attenzione dalla ricezione dell’impressione da parte di Shamballa e si orienta, in modo interamente nuovo e diretto, verso il quarto regno di natura. Nel medesimo tempo, una minoranza di Maestri molto potenti entra in associazione più stretta con il Consiglio di Sanat Kumara.

(Ibidem, pag. 685 ed. ingl.)

In ogni ashram è pertanto in corso un intenso processo di istruzione lungo linee identiche, il cui risultato è l’“isolamento”, occultamente inteso, di alcuni Maestri e iniziati. Essi sono stati isolati affinché possano operare più prontamente e facilmente con Shamballa. In tal modo potranno formare un serbatoio di energia, galvanizzato e dinamico (l’energia della Volontà divina), mettendola così a disposizione degli altri membri della Gerarchia che stanno in “unità isolata” sulle vie maestre della Terra, e sono perciò “nel mondo, ma non del mondo”. L’apprendimento di questa lezione richiama in attività la volontà sacrificale di entrambi i gruppi gerarchici; questa rimane la corda che li collega all’aspetto dell’antahkarana lungo il quale l’energia può affluire in modo nuovo ed elettrico da Shamballa, attraverso la minoranza gerarchica di cui abbiamo parlato sopra, e nel grande gruppo di Maestri, iniziati e discepoli cui è affidato il compito di consolidamento. Per i membri della Gerarchia tutto questo costituisce un definito processo di esame e di prova, che precede e prepara ad alcune iniziazioni superiori.

(Ibidem, pag. 687-88 ed. ingl.)

La dinamica impressione che emana da Shamballa si manifesta in grandi cicli e in cicliche ondate, le quali sono impulsi provenienti da fonti extra-planetarie, richiesti o invocati dal Signore del Mondo e dai Suoi Collaboratori, ed emanano in risposta alla “acclamata volontà” di Sanat Kumara nella Camera del Concilio.

(Telepatia e il veicolo eterico, pag. 81 ed. ingl.)

L’energia che fluisce attualmente attraverso la Gerarchia, l’energia dell’amore, tende a mescolarsi con quella che emana da Shamballa, ed è richiesta per l’applicazione voluta. Attualmente il problema della Gerarchia è produrre una fusione sapiente e adeguata delle due energie onde temperare la distruzione e mettere in risalto lo spirito di costruzione, usando le forze costruttive e riabilitanti del secondo Raggio. L’energia di Sbamballa prepara la via a quella della Gerarchia. Così è stato dal principio del tempo, ma i cicli della Gerarchia, sebbene relativamente frequenti, non hanno coinciso con quelli di Shamballa, che sono rari. Col tempo, gli impulsi di questa diventeranno più frequenti, perché gli uomini saranno meglio capaci di sostenerli e di resisterli… Ora si tenta l’esperimento di consentire all’uomo di riceverne l’impulso, indipendentemente dalla mediazione della Gerarchia. Potrebbe essere uno sforzo prematuro e abortivo, ma gli effetti non sono ancora definiti, e il Signore di Shamballa, insieme ai Suoi Assistenti e con l’aiuto dei Membri della Gerarchia, non è scoraggiato dai risultati iniziali. L’umanità risponde bene, in modo inaspettato… Tuttavia le nuove forme vengono costruite e le potenze di Shamballa, insieme alla guida gerarchica, operano per fini progettati con precisione e che si attuano favorevolmente.

(Il destino delle nazioni, pag. 18-19 ed. ingl.)

Vi è stato detto che questa forza, durante questo secolo, ha esercitato il suo primo impatto diretto sull’umanità; prima di allora raggiungeva il genere umano nei tre mondi dopo essere stata ridotta e modificata facendola passare attraverso il grande centro planetario cui diamo il nome di Gerarchia. Questo impatto diretto avrà luogo nuovamente nel 1975 e anche nel 2000, ma allora il rischio non sarà così grande come nel primo impatto grazie alla crescita spirituale dell’umanità. Ogni volta che questa energia irrompe nella coscienza umana, appare qualche aspetto più completo del piano divino. E’ l’energia che produce la sintesi e che mantiene tutte le cose dentro il cerchio dell’amore divino. Dopo l’impatto esercitato durante i pochi anni passati, il pensiero umano si è sempre più preoccupato a produrre l’unità e a raggiungere la sintesi in tutti i rapporti umani più di quanto non avesse mai fatto prima; un risultato di questa è stata la formazione delle Nazioni Unite.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 716 ed. ingl.)

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Cooperazione con l’energia di Shamballa

Duemila anni sono trascorsi dal tempo del Getsemani e da quando Cristo stabilì il primo contatto con la forza di Shamballa, e con ciò un rapporto, a vantaggio dell’uomo, che anche dopo venti secoli resta soltanto un tenue, fragile filo conduttore di energia.

Nondimeno, se ne può disporre per uso appropriato, ma la facoltà di esprimerla sta nel comprenderla (per quanto possibile in queste fasi intermedie dello sviluppo umano) e nell’usarla in gruppo. E’ una forza unificante e sintetica, ma la si può impiegare per irreggimentare e livellare. Ripeto quelle che sono le chiavi per utilizzare l’energia di Shamballa: Uso di Gruppo e Comprensione.

L’umanità ha stentato a capire il significato dell’Amore. Quindi le sarà ancora più arduo afferrare quello del Volere. Per la gran parte degli uomini, il vero amore è ancora una teoria. Esso (per quanto di solito inteso) si palesa come gentilezza, ma nei confronti della forma, delle personalità circostanti, e si compi-e di norma nel desiderio di fare il proprio dovere senza ostacolare le attività e le relazioni che tendono al benessere dei propri sim-ili. Si manifesta nel desiderio di eliminare gli abusi e di stabilire nel mondo condizioni materiali migliori; prende la forma di amore materno, o di amicizia, ma raramente di amore fra gruppi e nazioni. E’ il tema fondamentale dell’insegnamento cristiano - così come il Volere, divinamente espresso, lo sarà della religione mondiale ventura - e ha motivato molte imprese di bene, filantropiche e umanitarie, ma in effetti non è ancora mai stato espresso, tranne che dal Cristo.

Perché dunque, domanderete, insistere sul massimo attributo di-vino? Perché non attendere quando si conoscerà meglio l’Amore e lo si sappia esternare nell’ambiente? Perché la Volontà, nella sua vera espressione, oggi è necessaria come forza propellente, espulsiva, e come agente che purifica e rischiara.

(Astrologia esoterica, pag. 581-82 ed. ingl.)

Tre aspetti emergenti della vita, della qualità e dell’energia di Shamballa:

1. la Volontà che condiziona la vita;
2. la Volontà che attua i giusti rapporti umani;
3. la Volontà che vince per sempre la morte.

Questi tre aspetti sono connessi ai ternari divini: spirito, anima e corpo; vita, coscienza e forma; vita, qualità e apparenza. Questo aspetto della vita del Cristo non è mai stato studiato a dovere, eppure basterebbe comprenderlo anche solo in parte per ricacciare il male (individuale, sociale e planetario) alla sede di partenza e liberare l’umanità dal terrore che ora tutto devasta, a sfida di Dio e dell’uomo.

L’energia di Shamballa è dunque connessa alla vitalità umana (tramite forma e coscienza); non è il caso di considerarne il rapporto con il resto del creato; essa tende a istituire giusti rapporti umani ed è quello stato dell’essere destinato a sconfiggere la morte. Pertanto è incentiva, non impulsiva; è proposito consapevole e non desiderio. Quest’ultimo parte dalla forma materiale e si sviluppa verso l’alto; la Volontà invece scende nella forma, e la piega coscientemente all’intento divino. Quello è invocativo, questa è evocante. Il desiderio, se concentrato e compatto, può invocare la volontà; ma questa, una volta evocata, pone termine al desiderio e diventa una forza immanente, propulsiva, stabilizzante, illuminante e, fra l’altro, anche distruttiva. E’ molto più di tutto ciò, ma questo è quanto l’uomo può capirne per il momento, dato l’apparato di comprensione di cui dispone. Questa volontà, suscitata dall’invocazione, dev’essere concentrata nella luce dell’anima e dedicata a fini di luce e per i giusti rapporti umani, da usare (con amore) per distruggere ciò che ostruisce e uccide (in senso spirituale e reale), il libero flusso della vita umana. Questa Volontà deve essere invocata ed evocata.

(Ibidem, pag. 583-84 ed. ingl.)

C’è un solo modo per vincere una volontà malvagia focalizzata, rispondente alla forza di Shamballa, ed è di opporle un volere altrettanto concentrato ma spirituale, dispiegato dagli uomini di buona volontà che si facciano sensitivi a questa nuova energia, e imparino a invocarla ed evocarla.

Vedete dunque che avevo in mente qualcosa di meglio che semplici parole di uso corrente quando mi servii di termini come buona volontà e volontà-di-bene. Non pensavo soltanto a maniere gentili e buone intenzioni, ma a quella volontà-di-bene concentrata che può e deve evocare l’energia di Shamballa e servirsene per fermare le forze del male.

Mi rendo conto che questa è un’idea relativamente nuova per molti di voi; per altri avrà poco o nessun senso; altri ancora coglieranno barlumi di un nuovo approccio al divino e al servizio che, lo ripeto, può e deve rifare, ricostruire e riabilitare il mondo. Osservate che la volontà può essere raggiunta solo dal livello mentale, e quindi può appropriarsene solo chi opera con la mente. Chi intende evocare la forza di Shamballa si approssima all’energia del fuoco. Il fuoco è simbolo e qualità del piano mentale. E’ un aspetto della natura divina. Fu anche una delle caratteristiche più notevoli della guerra. Lo si produce con mezzi fisici e con il concorso del regno minerale, e fu il mezzo di distruzione più minaccioso scelto durante il conflitto. Fu l’avverarsi dell’antica profezia secondo cui si sarebbe tentato di distruggere la razza Ariana con il fuoco, così come l’Atlantidea fu spazzata via dalle acque. Ma l’ardente buona volontà, e l’uso consapevole e concentrato della forza di Sbamballa, opposero fuoco a fuoco, e lo si dovette fare.

Non vi posso comunicare altro a questo proposito, finché non avete dedicato tempo a studiarlo e cercato di capire la volontà, la sua natura, il suo proposito e la relazione che la lega a ciò che si intende per volontà umana. Dovete riflettere sul modo di impiegarla, e in che maniera gli aspiranti e i discepoli polarizzati in senso mentale possono concentrarla e addossarsi senza pericolo la responsabilità di applicarla con saggezza. Quando ne saprete di più, vi impartirò altra conoscenza su questo argomento. Ma intendo offrirvi un suggerimento pratico. Non si potrebbe organizzare un gruppo che l’assuma come soggetto della sua meditazione, e cerchi di rendersi adatto, con la giusta comprensione, a entrare in rapporto con la forza di Shamballa per applicarla? Non si potrebbe elaborare gradualmente il tema della rivelazione del volere divino, sì che tutto l’argomento sia pronto per gli uomini che pensano, quando la pace sia realmente stabilita? Molte cose si possono considerare a questo proposito. Ad esempio, la dimostrazione dei tre aspetti della volontà, dianzi enumerati; la preparazione dell’individuo per esprimerla; si deve inoltre ponderare con senno sul rapporto che intercorre fra la Gerarchia e Shamballa, mentre i Maestri cercano di attuare il proposito divino, e diffondere l’energia della volontà. Si deve poi cercare di capire alquanto la natura dell’impulso diretto del primo aspetto sulla coscienza umana, astraendo dalla Gerarchia, cioè senza quei procedimenti di assorbimento e moderazione cui essa l’assoggetta. Altrove ho accennato a questo contatto diretto; potrà essere ancora più diretto e completo quando la maggiore comprensione umana lo avrà reso meno pericoloso.

(Ibidem, pag. 586-88 ed. ingl.)

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Qualità ed effetto dell’energia di Shamballa

… in Shamballa, la sede del fuoco, sono focalizzate tre grandi energie:

1. L’energia di Purificazione. E’ il potere innato nell’universo manifestato, che progressivamente e costantemente adatta l’aspetto sostanza a quello spirituale con un processo che chiamiamo per quanto riguarda l’umanità, purificazione. Esso implica l’eliminazione di tutto ciò che ostacola la piena espressione della divinità…

2. L’energia di Distruzione. E’ una distruzione che rimuove le forme che imprigionano la vita spirituale inferiore, e nascondono la luce interiore dell’anima. Questa energia è perciò uno degli aspetti principali della natura purificatrice della Vita divina… in relazione all’aspetto distruttore della divinità e a coloro dai quali dipende la sua apparizione, si devono tener presenti due fattori:

a. L’attività distruttiva è messa in moto dalla volontà di Coloro che costituiscono il Consiglio in Shamballa e che sono di valido aiuto nel portare le forme di tutti i regni subumani in linea con il proposito che si evolve. Secondo la legge ciclica, quest’energia distruttiva entra in azione per distruggere le forme di vita che impediscono l’espressione divina.

b. E’ messa in azione anche dalla determinazione dell’umanità stessa la quale, secondo la legge del karma, rende l’uomo padrone del proprio destino, conducendolo a creare le cause che sono responsabili degli eventi e delle conseguenze cicliche delle vicende umane.

Vi è naturalmente una stretta connessione fra il primo Raggio, di Volontà o Potere, le energie concentrate in Shamballa e la legge del karma, soprattutto per quanto riguarda la sua potenza planetaria e in relazione all’umanità avanzata… Due fattori hanno precipitato soggettivamente e spiritualmente questa crisi mondiale: la crescita e lo sviluppo della famiglia umana e (come vi è stato detto) l’afflusso della forza di Shamballa in questo particolare momento, come risultato tanto della legge karmica, quanto della decisione presa dal Grande Consiglio.

3. L’energia di Organizzazione. E’ energia che mise in moto l’attività delle grandi Vite di Raggio e diede inizio alla motivazione e all’impulso di ciò che produsse la manifestazione. Così le sette qualità di Raggio furono portate in espressione. Il rapporto tra spirito e materia produsse questo processo ordinato che di nuovo, ciclicamente e secondo la legge, crea il mondo manifesto quale campo per lo sviluppo dell’anima e come area in cui il proposito divino è attuato per mezzo del piano…

Sono queste tre energie che hanno precipitato la crisi mondiale, e sarà per noi utile riconoscere la vera natura delle forze di Shamballa che influenzano la nostra vita planetaria e determinano il destino Umano.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 84-86 ed. ingl.)

La luce può essere considerata come un sintomo, una reazione all’incontro e alla conseguente fusione di spirito e materia.

Perciò quando quel grande punto di fusione e di crisi solare (perché si tratta di questo, perfino quando produce una crisi planetaria) appare nel tempo e nello spazio, immediatamente appare anche la luce, e di tale intensità che soltanto coloro che conoscono la luce dell’anima e che possono reggere la luce gerarchica possono essere istruiti per entrare nella luce di Shamballa, per farne parte e per camminare nelle “aule radiose dove si muovono le Luci che attuano la Volontà di Dio”.

Per rendere più comprensibile il concetto diremo che solo quando la volontà della personalità e la volontà dell’anima si uniscono, evocate dall’amore, la luce dell’anima domina la luce della personalità. Questa è un’affermazione importante. Solo quando la volontà della Monade e la volontà della Gerarchia di anime si incontrano e si fondono negli “strati superiori” (se mi è lecito usare questa espressione moderna), la luce radiosa della Vita può dominare le luci fuse dell’Umanità e della Gerarchia. Si può osservare che questa fusione e congiunzione di gruppo comincia lentamente ad attuarsi.

E’ anche il primo contatto della radiazione di Shamballa che provoca la rivelazione universale del male, radiazione che attualmente produce l’agitazione mondiale e che ha messo di fronte il bene e il male. Il contatto di questa radiazione è il fattore condizionante alla base della pianificazione del dopoguerra e delle idee di ricostruzione e riedificazione del mondo, che in questo momento dominano ciò che vi è di meglio nel pensiero umano.

Bisogna tenere attentamente presente che il male (il male cosmico, sorgente del male planetario) è molto più vicino a Shamballa che all’umanità. Lì le Grandi Vite sono completamente libere dall’annebbiamento astrale, la loro visione è di estrema semplicità; si preoccupano soltanto della grande e semplice dualità di spirito e materia, e non delle molteplici forme portate in esistenza dalla fusione di questi due. Il dominio dello spirito e del suo riflesso l’anima, da parte della materia, è ciò che costituisce il male; questo è vero, sia che l’affermazione venga applicata allo sviluppo dell’individuo che a quello del gruppo. “Le Luci che attuano la Volontà di Dio” si muovono libere dall’attrattiva del male. La Luce in cui Esse si muovono Le salvaguarda e la Loro irradiazione innata e inerente respinge il male. Ma Esse “si muovono parallelamente al male cui sono propense tutte le forme minori”; Esse fanno parte di un grande Gruppo d’osservazione che “avanza nel tempo e nello spazio”; i Suoi membri osservano la grande guerra e il conflitto proseguiti sulla Terra fra le Forze della Luce e le Forze del Male. Esse hanno liberato sulla Terra le Forze della Luce, mentre le Forze del Male sono inerenti alla sostanza stessa, di cui sono costruite tutte le forme di vita.

Attualmente il lavoro del Grande Consiglio di Shamballa, Che finora ha operato tramite la Gerarchia, si effettua sulla Vita entro la forma. L’operare in questo modo richiede la massima cautela e quelle Luci sanno che i pericoli di un contatto diretto prematuro con l’umanità e l’eccessiva stimolazione che ne conseguirebbe sono grandi. Una delle cause del cataclisma attuale è che si ritenne l’umanità in grado di prendere e ricevere “un contatto da Shamballa” senza ridurne la potenza attraverso la Gerarchia, com’era stato fatto finora. La decisione di creare questo contatto (ciò che rappresentava un grande esperimento) fu presa nel 1825, in occasione della consueta riunione centennale del Grande Consiglio: i risultati li conoscete, si stanno manifestando sotto i vostri occhi. Il movimento industriale cominciò a prendere forma cento anni fa e ricevette un grande impulso da questo contatto. Il male esistente nelle nazioni (aggressione, cupidigia, intolleranza e odio) fu stimolato come mai prima d’allora ed ebbero luogo le due guerre mondiali di cui una imperversa ancora (scritto nell’ottobre del 1943). Parallelamente vi fu un’esplosione di bene, sempre in risposta al “contatto” divino, e ne derivò un accrescimento di comprensione, la diffusione dell’idealismo, la purificazione dei nostri sistemi educativi e l’inaugurazione di riforme in ogni settore della vita umana. Tutto ciò è stato accelerato, e prima del 1825 non si era vista una tale crescita su scala mondiale. Anche la conoscenza della Gerarchia si diffonde su tutta la Terra; i fatti relativi all’iniziazione e al discepolato diventano proprietà comune; di conseguenza l’umanità è avanzata in un grado maggiore di luce. Il bene e il male risaltano in modo più nitido; il contrapporsi di luce e ombra è più evidente; le conseguenze del bene e del male appaiono con maggiore chiarezza e l’umanità, nel suo insieme, considera i grandi problemi della giustizia e dell’amore, del peccato e della separatività su scala mondiale.

(Ibidem, pag. 143-46 ed. ingl.)

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