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No. 157 -2006
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Due sono le chiavi per utilizzare l’energia di Shamballa: Uso di Gruppo e Comprensione.

(Astrologia esoterica, pag. 581 ed. ingl.)

Iniziazione di gruppo

L’iniziato è sempre esistito. Il divino Figlio di Dio si è sempre conosciuto per ciò che è. Un iniziato non è il risultato del processo evolutivo. Egli è la causa del processo evolutivo.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 61 ed. ingl.)

L’opera svolta attualmente da Shamballa e dalla Gerarchia a favore dell’umanità tenderà anche a sviluppare la coscienza di gruppo e la formazione di molti gruppi che saranno organismi viventi e non organizzazioni; essa renderà possibile l’iniziazione di gruppo e consentirà a certi aspetti della volontà di svilupparsi correttamente e senza pericolo.

(Ibidem, pag. 95 ed. ingl.)

L’iniziazione di gruppo significa che la maggior parte dei membri sono ben orientati; che si propongono di accettare la disciplina che li preparerà alla prossima grande espansione di coscienza, e che nessuno di loro potrà in alcun modo essere deviato dal suo proposito (notate questa parola con le sue implicazioni di primo raggio o di Shamballa), qualunque cosa avvenga nel suo ambiente o nella sua vita personale. E’ necessario che riflettiate a ciò, se volete fare il necessario progresso.

(Ibidem, pag. 36 ed. ingl.)

Affrontando questo tema da un altro punto di vista, la polarizzazione mentale del discepolo, che cerca di entrare nella sfera di lavoro gerarchico, produce un’unificazione dello sforzo iniziatico, che è nuovo nella storia spirituale del pianeta e il primo passo fatto attualmente sui piani interiori e sottili per creare certe grandi “Crisi di Iniziazione”, implicando simultaneamente tutti e tre i principali centri planetari - cosa finora sconosciuta. Fino al 1875, l’iniziazione era un processo sequenziale come pure un processo in gran parte individuale. Questo va cambiando lentamente; gruppi vengono ammessi all’iniziatore sulla base di una relazione sentita e riconosciuta, che non è quella da discepolo a Maestro (come fino ad ora), ma che è fondata su una relazione fra iniziati, in gruppo, che esiste tra l’Umanità, la Gerarchia e Shamballa. E’ appunto questo rapporto spirituale e sentito in maniera sottile che oggi si esprime sul piano fisico nello sforzo mondiale di instaurare retti rapporti umani.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 351-52 ed. ingl.)

Le Quattordici regole e Formule d’Approccio riguardano soprattutto Shamballa o l’aspetto vita… l’espressione dell’aspetto volontà… Esse trattano dello sviluppo della coscienza di gruppo, perché soltanto in formazione di gruppo, per ora, si può attingere alla forza di Shamballa… Soltanto il gruppo, secondo il nuovo modo di operare e l’iniziazione di gruppo recentemente proposti, è in grado di invocare Shamballa.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 35 ed. ingl.)

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Volontà di gruppo

Sono questi cambiamenti nelle “determinanti e cangianti realtà” della coscienza dell’anima e della consapevolezza dei membri della Gerarchia, che determinano le nuove tendenze della vita dello Spirito e i nuovi metodi d’istruzione dei discepoli, come per esempio l’esperimento di esteriorizzare gli Ashram dei Maestri. E’ questo nuovo accostamento alle condizioni di vita, per effetto dell’afflusso di nuove energie, che produce la tendenza universale verso la consapevolezza di gruppo; il suo massimo risultato in seno alla famiglia umana è il compiere il primo passo verso l’iniziazione di gruppo. Dell’iniziazione di gruppo non si era mai sentito parlare prima d’ora tranne che in relazione alle iniziazioni superiori emananti dal centro di Shamballa. L’iniziazione di gruppo è basata su una volontà di gruppo uniforme e unita, consacrata al servizio dell’umanità e fondata sulla lealtà, la collaborazione e l’interdipendenza.

(Ibidem, pag. 17 ed. ingl.)

Il gruppo riconosce e opera sotto l’influenza pervadente del proposito; l’iniziato singolo opera con il Piano. L’espressione di gruppo, nella misura in cui ne è capace in un dato momento nel tempo e nello spazio, è in linea con la Volontà di Colui nel Quale viviamo, ci muoviamo e siamo, la Vita di tutto ciò che esiste… Il gruppo può essere, e frequentemente è, responsivo al “centro splendente”, Shamballa, mentre l’iniziato, da solo e nella propria identità essenziale, non può rispondervi. L’individuo dev’essere protetto dal gruppo dai tremendi poteri che emanano da Shamballa. Questi devono venire attenuati per lui col processo di distribuzione, in modo che il loro impatto non sia focalizzato su uno dei suoi centri o su tutti, ma venga ripartito fra tutti i membri del gruppo. Ecco la chiave del significato del lavoro di gruppo. Una delle sue funzioni principali, parlando esotericamente, è quella di assorbire, ripartire, far circolare e poi distribuire l’energia.

(Ibidem, pag. 68 ed. ingl.)

Un gruppo di discepoli dev’essere caratterizzato, come ho detto, dalla ragion pura, che sostituirà la motivazione, fondendosi alla fine nell’aspetto volontà della Monade, il suo aspetto maggiore. Questo è, parlando tecnicamente, Shamballa in diretto rapporto con l’Umanità. Cos’è dunque la volontà del gruppo in qualsiasi ashram o gruppo del Maestro? E’ presente in tutte le forme, abbastanza vitale da condizionare i rapporti di gruppo e da unire tutti in un gruppo di fratelli, che avanzano nella Luce? La volontà spirituale delle personalità individuali è tanto forte da negare il rapporto di personalità e da portare al riconoscimento spirituale, allo scambio spirituale e alla relazione spirituale? E’ solo in considerazione di questi effetti fondamentali dello stare, in quanto gruppo, nella “chiara luce della testa”, che è permesso ad un discepolo di introdurre in questo insieme una sensibilità di pensiero personale, e questo soltanto a causa di una provvisoria limitazione del gruppo.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 6-7 ed. ingl.)

1. La Monade collega l’iniziato con la Volontà di Dio, con il consiglio di Shamballa, con forze attive sul pianeta Plutone e su un altro pianeta che deve restare ignoto, e anche col Sole Centrale Spirituale.

2. L’Anima collega l’iniziato con l’Amore di Dio, con l’aspetto coscienza della divinità, con la Gerarchia nel suo insieme, penetrandovi attraverso l’Ashram del Maestro che lo ha aiutato a conseguire l’iniziazione, con i pianeti Venere e Mercurio, con il Sole Sirio e con il Cuore del Sole.

3. La Personalità collega l’iniziato con la Mente di Dio, con il principio intelligente della Vita planetaria, con l’insieme dell’umanità, con Saturno e Marte e con il Sole fisico attraverso il suo aspetto pranico.

4. L’aspetto Vita del pianeta, ossia il grande oceano di forze nel quale questi tre aspetti vivono, si muovono e hanno il loro essere, collega l’iniziato con la Vita che opera tramite Shamballa, tramite la Gerarchia e tramite l’umanità, e che fa così parte dell’immensa totalità della manifestazione.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 96-97 ed. ingl.)

Il discepolo, costruendo il ponte arcobaleno, l’antahkarana, e il gruppo di discepoli, costruendo l’antahkarana di gruppo, rendono possibile “la percezione triadica”… Quando il discepolo ha gettato un filo di luce vivente (mediante il potere dell’amore magnetico) attraverso lo spazio che separa la Triade dalla personalità, scopre di far parte di un gruppo. Questo riconoscimento del gruppo, espresso dapprima in modo imperfetto e senza intelligenza, è il fattore che gli permette di passare, lungo il filo ancorato, nell’Ashram di un Maestro.

Secondo il vecchio insegnamento, l’Ashram del Maestro e il punto focale della Gerarchia erano sui livelli superiori del piano mentale. Oggi non è così. Essi si trovano sul piano dell’amore spirituale, dell’intuizione e della buddhi. La Gerarchia sta ritraendosi verso il centro superiore di Shamballa e nello stesso tempo sta avanzando verso il centro inferiore, l’umanità. Entrambe queste attività sono state rese possibili dall’uomo stesso; la crescente percezione intuitiva degli esponenti più elevati dell’umanità consente all’uomo di funzionare sul Sentiero del Discepolato e su dei livelli più alti di prima. Questo fatto è riconosciuto dalla Gerarchia. Anche la crescente aspirazione delle masse attira i Maestri più vicino all’umanità, di quanto sia mai accaduto prima. Questo è un esempio della capacità che ha la coscienza d’iniziato di operare sui livelli dell’iniziato e simultaneamente anche nei tre mondi. La duplice attività della mente ne è un simbolo poiché agisce come senso comune, occupandosi così di tutte le questioni dei tre mondi, e, nello stesso tempo come mente spirituale, occupandosi di tutte le questioni connesse all’anima, alla luce e all’illuminazione.

La seconda richiesta, che il senso di sintesi sia lo scopo dell’istruzione impartita ai postulanti nella Nuova Era, è una prova diretta del nuovo contatto di Shamballa, perché la sintesi è un attributo della Volontà divina e la qualità preminente della divinità. Era inevitabile che intelligenza e amore fossero gli obiettivi evolutivi sul pianeta e i due primi aspetti a svilupparsi, poiché sono qualità della volontà; essi rendono possibile la manifestazione della Volontà divina, ne garantiscono l’applicazione intelligente e il potere magnetico di attrarre a sé tutto ciò che occorre per esprimere o manifestare il previsto Proposito divino, visualizzato in sintesi e motivato, attuato, progettato e reso possibile dall’aspetto dinamico della medesima volontà.

E’ interessante notare come oggi nel mondo appaia con tutta evidenza che l’energia di Shamballa colpisce direttamente la coscienza umana e produce risultati diretti. L’aspetto distruttore del primo Raggio, di Volontà o Potere, provoca una distruzione di portata mondiale, per mezzo del primo regno della natura, il regno minerale. Ciò che è fatto di metalli e di prodotti chimici porta catastrofe e distruzione sulla Terra, soprattutto nel regno umano. Nello stesso tempo, il secondo attributo della volontà, la sintesi, evoca una risposta altrettanto diffusa. Questo senso di sintesi ha un effetto di massa prima di avere un effetto individuale ed è un fatto interessante e importante da notare in questo momento. Più tardi, il dinamismo inerente alla volontà, esercitato dal Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo e dai discepoli e dagli iniziati, trasformerà quella risposta istintiva di massa in esperienza reale e determinerà “l’apparizione” sulla Terra della nuova “qualità” sviluppata, che la “vita” cerca di manifestare nella Nuova Era. Nel primo volume di questo trattato ho richiamato l’attenzione sui tre aspetti divini: Vita, Qualità, Apparenza. Ora essi stanno per apparire nella loro forma definitiva per questo ciclo particolare.

(Ibidem, pag. 119-20 ed. ingl.)

… L’umanità si era talmente evoluta che le mete, le teorie, gli obiettivi, le determinazioni espresse oggi dagli scritti e dal pensiero umano dimostravano che l’aspetto Volontà della Divinità, nella sua prima manifestazione embrionale, cominciava a far sentire la sua presenza. Avete seguito questa indicazione? Avete compreso che la rivolta delle masse e la loro determinazione di vincere tutti gli ostacoli e impedimenti per un mondo migliore, indicano questo? Capite che le rivoluzioni degli ultimi duecento anni sono segni dello sforzo dell’aspetto Spirito? Quello Spirito è vita e volontà; il mondo attuale manifesta i segni di una nuova vita. Riflettete su questo nelle sue implicazioni moderne e immediate e vedete in che direzione va il mondo sotto l’ispirazione della Volontà Spirituale.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 278 ed. ingl.)

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Istruzione di gruppo

Quali sono alcune di queste nuove verità di cui sono responsabile quale agente di trasmissione al mondo degli studiosi di occultismo? Le enuncerò brevemente in ordine d’importanza.

1. L’insegnamento su Shamballa. Si è sempre detto poco su questo soggetto. Solo il nome era noto. Questo insegnamento include:

a. informazioni sulla natura dell’aspetto volontà;
b. indicazioni sui sottostanti propositi di Sanat Kumara;
c. direttive per la costruzione dell’antahkarana, che è il primo passo verso il conseguimento della coscienza monadica, e quindi il primo passo verso la Via dell’Evoluzione Superiore.

2. L’insegnamento sul nuovo discepolato. Questo è stato rivoluzionario per quanto riguarda le vecchie scuole di occultismo…

3. L’insegnamento sui Sette Raggi…

4. L’insegnamento relativo alla nuova Astrologia…

5. Informazioni sul Nuovo Gruppo di Servitori del mondo e la sua opera…

6. Il tentativo dì formare un avamposto esoterico degli Ashram interiori. Ciò è messo in evidenza dal lavoro che ho svolto con un gruppo particolare di aspiranti e di discepoli accettati, le cui istruzioni, emananti dal mio Ashram, sono state incluse nel libro Il Discepolato nella Nuova Era(vol. I e II).

7. L’insegnamento sulla nuova religione mondiale, con l’accento posto sui tre più importanti periodi di Plenilunio (Ariete, Toro, Gemelli, che generalmente cadono in Aprile Maggio e Giugno) e i nove (occasionalmente dieci) Pleniluni minori di ogni anno…

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 251-54 ed. ingl.)

E’ difficile per gli studenti di esoterismo rendersi conto che le future Scuole d’Illuminazione daranno importanza all’aspetto vita e non al contatto con l’anima. La meta sarà la trasferenza e non l’unione. Oggi gli aspiranti e i discepoli sono in gran parte il risultato del vecchio modo d’insegnare e sono il fiore dei processi cui l’umanità è stata assoggettata. L’attuale è un periodo di transizione vitale: i discepoli e gli aspiranti sono in questo momento, in senso figurato, al medesimo stadio di quello del gruppo che stiamo considerando, lo stadio della trasferenza della vita dalla forma esteriore all’essere interiore. Di qui la difficoltà che voi tutti incontrate poiché il compito più arduo sta nel comprendere in modo realistico quello che tento di comunicare. Il problema del contatto con l’anima è una cosa che potete comprendere e che, almeno teoricamente, afferrate. Il problema del trasferire la vita dal punto più alto di conseguimento attuale a qualche vago e mistico centro spirituale, non è così facile da capire.

(Ibidem, pag. 221-22 ed. ingl.)

Il discepolo individuale, che cerca l’iniziazione, si fonde deliberatamente nel gruppo e il suo consenso è totale e libero; egli raggiunge questa fusione con il proprio sforzo individuale essendo (durante l’intero processo) un agente assolutamente libero, che progredisce e diventa mentalmente inclusivo, rapidamente o lentamente a sua scelta. Determina egli stesso il momento e l’evento, senza interferenza o ostruzione da parte di qualsiasi forza esterna. Questa è una tecnica spirituale relativamente nuova e accettata da iniziati e discepoli di ogni grado in tutti e tre i centri divini.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 353 ed. ingl.)

Lo stadio di riconoscimento della rivelazione, concessa all’iniziato nei Misteri maggiori, si divide in due fasi minori. Si potrebbe dire che sono tre, benché molto dipenda dall’iniziazione che viene presa e dal raggio cui appartiene il discepolo preparato. Sono:

1. Lo Stadio di Penetrazione. Si tratta di superare il mondo dell’annebbiamento emotivo e raggiungere così due obiettivi:

a. La luce della Triade Spirituale affluisce nella coscienza dell’iniziato per mezzo dell’antahkarana, in modo che il Piano per l’umanità e il Proposito divino in relazione al pianeta diventino sempre più chiari. Ciò inizia il rapporto con Shamballa.

b. Parte dell’annebbiamento emotivo mondiale viene così dissi-pato; ne risulta una chiarificazione del piano astrale e, di conseguenza, si rende un servizio all’umanità. Ogni discepolo, che giunge al riconoscimento della rivelazione dell’iniziato, libera luce e dissipa una parte dell’annebbiamento emotivo che acceca la massa degli uomini. Il discepolo di sesto raggio impiega molto più tempo in questo stadio di penetrazione che non i discepoli di altri raggi, ma solo in questo ciclo mondiale.

2. Lo Stadio di Polarizzazione. Questo è lo stadio in cui l’ini-ziato, avendo lasciato entrare la luce e avendo attraversato le dense nebbie del mondo dell’annebbiamento emotivo, improvvisamente si rende esattamente conto di ciò che ha fatto e adotta una posizione stabile, correttamente orientato verso la visione (o, in altre parole, verso Shamballa). Una delle cose che devono essere comprese è che l’iniziato, essendo un punto di vita gerar-chica (sia alla periferia della Gerarchia o dentro il cerchio o nel centro), è una parte definita dello sforzo gerarchico. Quello sforzo è orientato verso il centro maggiore di vita: Shamballa. Gli studenti sono portati a credere che la Gerarchia sia orientata verso l’umanità. Non è così. Essa risponde alle necessità umane quando la richiesta è efficace, ed è custode del Piano; ma l’orientamento dell’intero gruppo gerarchico è diretto verso il primo aspetto, in quanto esso esprime la Volontà del Logos e si manifesta attraverso Shamballa. Esattamente come il discepo-lo deve fare due cose: polarizzare la sua posizione stabilendo -retti rapporti umani e allo stesso tempo diventare un membro -cosciente e attivo del Regno di Dio, la Gerarchia, come l’iniziato, su una voluta superiore della spirale, deve instaurare giusti rapporti con la Gerarchia e diventare simultaneame-nte cosciente di Shamballa.

L’insegnamento che posso impartire qui è un punto di realizzazione -desiderato, ma la fraseologia è relativamente priva di significato, fatta eccezione per coloro che hanno più o meno esperienza nei processi di iniziazione, in base alle iniziazioni già prese. Questa polarizzazione, questo punto di sforzo focalizzato, questo orientamento raggiunto è l’idea fondamentale sottostante all’espressione “la Montagna dell’Iniziazione”. L’iniziato “pianta i piedi sulla vetta della montagna e, da quel punto di altitudine, percepisce il pensiero di Dio, visualizza il sogno entro la Mente di Dio, segue l’occhio di Dio dal punto centrale fino alla meta esterna e vede se stesso come tutto ciò che è, eppure entro il tutto”.

3. Lo stadio di Precipitazione. Essendosi così identificato, attraverso la penetrazione e la polarizzazione, con il Piano e con la Volontà di Dio (che è la chiave di Shamballa) egli comincia quindi, come risultato di questo triplice riconoscimento, a fare la sua parte per materializzare il Piano e portare in manifestazione ed espressione esteriore quanto può di quel Piano. Egli diventa così anzitutto un avamposto della Gerarchia (che necessariamente significa sensibilità all’energia di Shamballa) e poi, progressivamente, un Agente di Luce: la Luce universale o la Luce della Monade.

Oggi non ho altro da dire circa l’iniziazione. Riflettete su quanto ho dato e cercate di afferrare, fin dove lo permette la vostra immaginazione, la magnificenza del processo iniziatico, tanto più inclusivo di quanto non sia stato indicato da qualsiasi insegnamento impartito fino ad ora. Quando la guerra sarà terminata e il nuovo mondo, con la sua civiltà e la sua cultura future comincerà a prendere forma, l’accento sarà posto sempre più sul proposito della Divinità che governa la Vita o Energia fondamentale, come si esprime attraverso l’umanità. Questo sarà fatto da esoteristi preparati. Gran parte di ciò che dicono oggi i dirigenti mondiali e i lavoratori che servono in ogni nazione, indica una risposta inconscia all’energia di Shamballa. Verso la fine del secolo e durante le prime decadi del ventunesimo secolo, sarà dato un insegnamento riguardante Shamballa. Lo sforzo della mente astratta dell’uomo sarà diretto verso questa comprensione, proprio come attualmente lo sforzo del discepolo tende a stabilire il contatto con la Gerarchia. L’annebbiamento emotivo va scomparendo; le illusioni si stanno dissipando; la fase di penetrazione in una nuova dimensione, in una nuova fase di sforzo e di realizzazione si sta affermando rapidamente. Questo avviene nonostante tutto l’orrore e la sofferenza, e sarà uno dei primi risultati della tregua dopo la guerra. La guerra stessa distrugge le illusioni, rivelando la necessità di un cambiamento e creando la domanda di un nuovo mondo e di una futura bellezza nel modo di vivere che sarà rivoluzionaria; sarà anche la risposta materiale ad un intenso processo d’iniziazione, al quale tutti i discepoli possono partecipare e per il quale gli aspiranti avanzati possono prepararsi.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 259-62 ed. ingl.)

Il segreto delle iniziazioni superiori sta nell’uso esperto della volontà superiore. Non sta nella purificazione o nell’autodisciplina o in un qualsiasi altro mezzo che in passato abbia servito ad intercettare la verità. L’intero problema della volontà di Shamballa è in corso di rivelazione e un giorno modificherà completamente il modo di accostarsi all’iniziazione del discepolo della Nuova Era. Il tema “la Via che conduce a Shamballa” richiede studio riflessivo e comprensione esoterica. In questo concetto della nuova e futura parte (se posso usare questo termine) della Via o del Sentiero, che il discepolo moderno deve affrontare, sta il segreto della prossima rivelazione e della dispensazione spirituale che emergerà man mano che l’umanità costruirà la nuova civiltà mondiale e comincerà a formulare la nuova cultura. L’effetto di fuoco che consuma, purifica, distrugge, prodotto dalla volontà monadica sul suo riflesso deformato, la volontà individuale, merita profonda considerazione.

(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 30 ed. ingl.)

La Volontà governa la Via che conduce a Shamballa ed è la base di qualsiasi accostamento, apprezzamento e identificazione con l’Essere.

(Ibidem, pag. 46 ed. ingl.)

Vi sono tre porte che immettono a Shamballa, parlando in senso figurato:

1. La porta della ragione, della pura percezione della verità. Cristo dette la chiave di questo insegnamento quando disse: “lo sono la Via, la Verità e la Vita”. Di quella Via conosciamo molto, perché è stato impartito un vasto insegnamento a suo riguardo che, se messo in pratica, conduce l’uomo alla Gerarchia. Egli allora diviene parte effettiva della Gerarchia. Di quella Verità conosciamo (quali aspiranti) veramente pochissimo. La verità, come la comprendiamo durante il percorso iniziale del Sentiero del Discepolato, riguarda grandi verità che (dal punto di vista degli Esseri Illuminati) sono soltanto l’abc della vita. Queste verità sono:

a. la manifestazione della divinità sul piano fisico;
b. la dottrina degli Avatar, rivelata dalla storia religiosa;
c. la natura della coscienza, mediante lo sviluppo della psicologia;
d. la dottrina della Trinità, che si esprime mediante gli aspetti e gli attributi.

Si vedrà che queste quattro espressioni della verità trasmettono tutta la conoscenza di cui l’iniziato deve essere dotato quando sale il Monte della Trasfigurazione al momento della terza iniziazione. Esse gli hanno conferito una percezione spirituale del Piano.

Di quella Vita non sappiamo assolutamente nulla. La contemplazione del suo significato appartiene a Coloro che possono muoversi a volontà entro “i recinti del Signore di Vita” nella stessa Shamballa. Tutto quello che possiamo conoscerne è il suo gradino più basso. Questo ci mette in grado di studiare l’impulso o l’istinto che consente a tutte le forme di vita di funzionare, che incarna i principi di risposta ai contatti e all’ambiente, e che si incarna nell’alito di vita; in un modo molto misterioso si riferisce anche all’aria e al fuoco. Sarebbe inutile dilungarmi oltre su questo soggetto.

2. Vi è anche la porta della volontà. Si tratta di un potere penetrante che collega il Piano al Proposito e che ha in sé facoltà di persistenza coerente. La ragione di questa persistenza è che essa non dipende dal contenuto della forma, sia essa la forma di un atomo, di un uomo o di un pianeta, ma da un dinamico proposito vitale e immutabile latente nella coscienza dell’Essere planetario. Il Quale, “avendo pervaso l’intero universo con un frammento di Sé, RIMANE, più grande, più inscrutabile” e “con intento più fermo” di qualsiasi sua creatura, anche di quelle più avanzate e vicine a Lui. Hanno una chiara percezione del Suo proposito divino soltanto coloro che non appartengono in alcun modo alla nostra umanità; sono le Vite che vennero con Lui su questo pianeta, e che rimarranno con Lui come “prigionieri dell’intenzione amorevole” fino a quando l’ultimo “stanco pellegrino avrà trovato la via di casa”.

Questa volontà spirituale è qualcosa di cui l’umanità non sa nulla; è nascosta e velata dalla volontà personale dell’individuo e dalla volontà di gruppo dell’anima. L’essere umano procede tramite queste due esperienze fino a quando la sua volontà individuale non sia sviluppata e radicata, focalizzata e riorientata, e la sua volontà di gruppo non sia sviluppata in modo tale da includere e assorbire la volontà individuale consacrata e cosciente. Quando questa fusione ha avuto luogo (alla terza iniziazione) si schiude una grande rivelazione e, per la prima volta, l’iniziato percepisce la volontà universale e ne viene in contatto; da quel momento egli dice: “Padre, sia fatta non la mia, ma la Tua volontà”. Qualcosa di ciò che comporta quella volontà potrà emergere studiando questa settima regola e alcune delle successive.

3. Non trovo le parole per esprimere la natura della terza porta. In mancanza di meglio chiamiamola la porta del senso monadico di dualità essenziale. Il corpo e la vita, l’anima e la personalità, la Triade Spirituale e la sua espressione, il Cristo incarnato, tutte queste dualità hanno fatto la loro parte. L’uomo è passato da un’espansione di coscienza all’altra. Ora giunge alla dualità spirito e materia, prima ch’essa si risolva in qualcosa di cui i termini “unità isolata” e “sintesi universale” non danno che una pallida idea inadeguata. L’iniziato del grado di Maestro di Saggezza e (su una voluta più alta della spirale) anche del grado di Cristo, concentra tutti gli sforzi sullo sviluppo di questo sistema di identificazione. Fino alla quarta iniziazione, il termine “sistema di espansioni” sembrerebbe illuminante; dopo quella grande iniziazione, il termine “sistema d’identificazione” sembrerebbe più appropriato.

Quando l’iniziato ha attraversato, simbolicamente, le tre porte, egli affronta la vita, ogni evento, ogni predeterminazione, ogni saggezza, ogni attività e tutto il servizio e il progresso che il futuro può contenere, dal punto di vista della ragione pura (infallibile e immutabile), della vera volontà spirituale (completamente identificata con il Proposito del Logos planetario) e del rapporto focalizzato più elevato possibile. Il mistero della relazione gli si rivela. Allora l’intero schema dell’evoluzione e dell’intenzione di Colui nel Quale egli ha vita, movimento ed essere gli diviene chiaro; non ha più nulla da imparare in questo sistema planetario; è divenuto universale nel suo atteggiamento verso tutte le forme di vita ed è anche identificato con “l’unità isolata” di Sanat Kumara. Poche delle grandi Vite Che formano il gruppo interno della Camera del Consiglio di Shamballa sono ora più avanzate di lui. I “Tre Supremi”, i “Sette Raggianti”, le “Vite che incarnano i quarantanove Fuochi”, i “Buddha di Attività” e certi “Spiriti Eterni” provenienti da centri di vita spirituale dinamica come Sirio, o dalla costellazione che in un dato momento forma un triangolo con il nostro Sole e con Sirio, e un Rappresentante di Venere, sono molto, molto più avanzati. Comunque, tutti gli iniziati di sesto grado e alcuni Maestri che hanno ricevuto un’istruzione specializzata perché appartenenti al primo raggio, di Volontà o Potere (il raggio che condiziona lo stesso Shamballa) fanno parte del Grande Consiglio. Pur tuttavia molti Maestri e Chohan, dopo aver svolto varie funzioni sul pianeta operando con la legge dell’evoluzione, escono completamente dalla nostra vita planetaria.

(Ibidem, pag. 139-42 ed. ingl.)

La chiave di tutto questo lavoro esoterico richiesto da Shamballa va trovata nello sviluppo dell’arte di visualizzare. Mediante la visualizzazione diverranno possibili tre espressioni della coscienza umana:

1. si potrà costruire l’antahkarana e vedere nettamente il risplendere della Triade. Sarà questa la nuova visione, conseguenza dello sviluppo del senso della visione;

2. saranno visualizzati anche gruppi, grandi insiemi e sintesi maggiori, ciò che condurrà a una definita espansione della coscienza. Così sarà sviluppato il senso di sintesi;

3. tutte le arti creative saranno favorite da questo addestramento che, procedendo, consentirà il rapido sviluppo della nuova arte del futuro in tutti i settori del creatività. Lo sviluppo del senso della visione e del senso di sintesi, mediante la visualizzazione, condurrà al senso di essere la vita nella forma.

(Ibidem, pag. 123 ed. ingl.)

L’Iniziazione può essere ora presa in formazione di gruppo: fatto completamente nuovo nel lavoro della Gerarchia. I candidati non si presentano uno per uno innanzi all’Iniziatore, ma molti simultaneamente. Insieme possono pensare in completo accordo; insieme vengono messi alla prova e insieme raggiungono “il punto di trionfo” che prende il posto del “punto di tensione”; insieme vedono “brillare la Stella” e insieme l’energia, che emana dalla Verga Iniziatoria, li rende idonei a ricevere l’energia specializzata, che sarà usata in seguito nel loro futuro servizio mondiale. Questo approccio di gruppo, questo intento di gruppo, questa “riservatezza silenziosa e il riconoscimento vocale di gruppo”, e questa consacrazione e visione di gruppo non sono più allo stadio sperimentale. Tale realizzazione di gruppo (non mi riferisco qui al vostro particolare gruppo, che non ha conseguito un successo rilevante) segna il punto in cui si potrà inaugurare una nuova fase di attività in Shamballa. Questo permetterà al Signore del Mondo di divenire il Sovrano di un Pianeta Sacro, cosa che non si è potuta verificare prima d’ora. La nostra Terra ora può divenire un Pianeta Sacro, se le giuste condizioni saranno compiute. L’espressione di una nuova qualità divina (fino ad ora non rivelata e che noi non riconosceremmo attualmente se ci fosse presentata) si sta lentamente cristallizzando, mediante questo processo accelerato di iniziazione. Oggi i discepoli sono testimoni dell’apparizione di una caratteristica solare, tramite il loro Logos planetario, esattamente come le “Vite di analogo Intento” - come si dice esotericamente - ne furono testimoni molti eoni fa. E’ a questa sconosciuta e misteriosa qualità che si riferisce “la Stella che brilla”.

(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 325-26 ed. ingl.)

… Allo stesso modo, non c’è nulla, nel mondo di Shamballa, che sia della stessa natura del mondo fenomenico dell’uomo nei tre mondi, o perfino del mondo dell’anima. E’ un mondo di energia pura, di luce e di forza guidata; può esse visto come correnti e centri di forza, e tutti formano un modello di perfetta bellezza e invocano con potenza il mondo dell’anima e il mondo fenomenico; costituisce quindi, in un senso molto reale, il mondo delle cause e dell’iniziazione.

(Ibidem, pag. 292-93 ed. ingl.)

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