Due
sono le chiavi per utilizzare l’energia di Shamballa:
Uso di Gruppo e Comprensione.
(Astrologia
esoterica, pag. 581 ed. ingl.)
Iniziazione di gruppo
L’iniziato è sempre esistito. Il divino Figlio
di Dio si è sempre conosciuto per ciò che è.
Un iniziato non è il risultato del processo evolutivo.
Egli è la causa del processo evolutivo.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 61 ed. ingl.)
L’opera svolta attualmente da Shamballa e dalla Gerarchia
a favore dell’umanità tenderà anche a sviluppare
la coscienza di gruppo e la formazione di molti gruppi che saranno
organismi viventi e non organizzazioni; essa renderà
possibile l’iniziazione di gruppo e consentirà
a certi aspetti della volontà di svilupparsi correttamente
e senza pericolo.
(Ibidem, pag. 95 ed. ingl.)
L’iniziazione di gruppo significa che la maggior parte
dei membri sono ben orientati; che si propongono di accettare
la disciplina che li preparerà alla prossima grande espansione
di coscienza, e che nessuno di loro potrà in alcun modo
essere deviato dal suo proposito (notate questa parola con le
sue implicazioni di primo raggio o di Shamballa), qualunque
cosa avvenga nel suo ambiente o nella sua vita personale. E’
necessario che riflettiate a ciò, se volete fare il necessario
progresso.
(Ibidem,
pag. 36 ed. ingl.)
Affrontando questo tema da un altro punto di vista, la polarizzazione
mentale del discepolo, che cerca di entrare nella sfera di lavoro
gerarchico, produce un’unificazione dello sforzo iniziatico,
che è nuovo nella storia spirituale del pianeta e il
primo passo fatto attualmente sui piani interiori e sottili
per creare certe grandi “Crisi di Iniziazione”,
implicando simultaneamente tutti e tre i principali centri planetari
- cosa finora sconosciuta. Fino al 1875, l’iniziazione
era un processo sequenziale come pure un processo in gran parte
individuale. Questo va cambiando lentamente; gruppi vengono
ammessi all’iniziatore sulla base di una relazione sentita
e riconosciuta, che non è quella da discepolo a Maestro
(come fino ad ora), ma che è fondata su una relazione
fra iniziati, in gruppo, che esiste tra l’Umanità,
la Gerarchia e Shamballa. E’ appunto questo rapporto spirituale
e sentito in maniera sottile che oggi si esprime sul piano fisico
nello sforzo mondiale di instaurare retti rapporti umani.
(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 351-52 ed. ingl.)
Le Quattordici regole e Formule d’Approccio riguardano
soprattutto Shamballa o l’aspetto vita… l’espressione
dell’aspetto volontà… Esse trattano dello
sviluppo della coscienza di gruppo, perché soltanto in
formazione di gruppo, per ora, si può attingere alla
forza di Shamballa… Soltanto il gruppo, secondo il nuovo
modo di operare e l’iniziazione di gruppo recentemente
proposti, è in grado di invocare Shamballa.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 35 ed. ingl.)

Volontà di gruppo
Sono questi cambiamenti nelle “determinanti e cangianti
realtà” della coscienza dell’anima e della
consapevolezza dei membri della Gerarchia, che determinano le
nuove tendenze della vita dello Spirito e i nuovi metodi d’istruzione
dei discepoli, come per esempio l’esperimento di esteriorizzare
gli Ashram dei Maestri. E’ questo nuovo accostamento alle
condizioni di vita, per effetto dell’afflusso di nuove
energie, che produce la tendenza universale verso la consapevolezza
di gruppo; il suo massimo risultato in seno alla famiglia umana
è il compiere il primo passo verso l’iniziazione
di gruppo. Dell’iniziazione di gruppo non si era mai sentito
parlare prima d’ora tranne che in relazione alle iniziazioni
superiori emananti dal centro di Shamballa. L’iniziazione
di gruppo è basata su una volontà di gruppo uniforme
e unita, consacrata al servizio dell’umanità e
fondata sulla lealtà, la collaborazione e l’interdipendenza.
(Ibidem,
pag. 17 ed. ingl.)
Il gruppo riconosce e opera sotto l’influenza pervadente
del proposito; l’iniziato singolo opera con il Piano.
L’espressione di gruppo, nella misura in cui ne è
capace in un dato momento nel tempo e nello spazio, è
in linea con la Volontà di Colui nel Quale viviamo, ci
muoviamo e siamo, la Vita di tutto ciò che esiste…
Il gruppo può essere, e frequentemente è, responsivo
al “centro splendente”, Shamballa, mentre l’iniziato,
da solo e nella propria identità essenziale, non può
rispondervi. L’individuo dev’essere protetto dal
gruppo dai tremendi poteri che emanano da Shamballa. Questi
devono venire attenuati per lui col processo di distribuzione,
in modo che il loro impatto non sia focalizzato su uno dei suoi
centri o su tutti, ma venga ripartito fra tutti i membri del
gruppo. Ecco la chiave del significato del lavoro di gruppo.
Una delle sue funzioni principali, parlando esotericamente,
è quella di assorbire, ripartire, far circolare e poi
distribuire l’energia.
(Ibidem, pag. 68 ed. ingl.)
Un gruppo di discepoli dev’essere caratterizzato, come
ho detto, dalla ragion pura, che sostituirà la motivazione,
fondendosi alla fine nell’aspetto volontà della
Monade, il suo aspetto maggiore. Questo è, parlando tecnicamente,
Shamballa in diretto rapporto con l’Umanità. Cos’è
dunque la volontà del gruppo in qualsiasi ashram o gruppo
del Maestro? E’ presente in tutte le forme, abbastanza
vitale da condizionare i rapporti di gruppo e da unire tutti
in un gruppo di fratelli, che avanzano nella Luce? La volontà
spirituale delle personalità individuali è tanto
forte da negare il rapporto di personalità e da portare
al riconoscimento spirituale, allo scambio spirituale e alla
relazione spirituale? E’ solo in considerazione di questi
effetti fondamentali dello stare, in quanto gruppo, nella “chiara
luce della testa”, che è permesso ad un discepolo
di introdurre in questo insieme una sensibilità di pensiero
personale, e questo soltanto a causa di una provvisoria limitazione
del gruppo.
(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 6-7 ed. ingl.)
1. La Monade collega l’iniziato con la Volontà
di Dio, con il consiglio di Shamballa, con forze attive sul
pianeta Plutone e su un altro pianeta che deve restare ignoto,
e anche col Sole Centrale Spirituale.
2. L’Anima collega l’iniziato con l’Amore
di Dio, con l’aspetto coscienza della divinità,
con la Gerarchia nel suo insieme, penetrandovi attraverso l’Ashram
del Maestro che lo ha aiutato a conseguire l’iniziazione,
con i pianeti Venere e Mercurio, con il Sole Sirio e con il
Cuore del Sole.
3. La Personalità collega l’iniziato con la Mente
di Dio, con il principio intelligente della Vita planetaria,
con l’insieme dell’umanità, con Saturno e
Marte e con il Sole fisico attraverso il suo aspetto pranico.
4. L’aspetto Vita del pianeta, ossia il grande oceano
di forze nel quale questi tre aspetti vivono, si muovono e hanno
il loro essere, collega l’iniziato con la Vita che opera
tramite Shamballa, tramite la Gerarchia e tramite l’umanità,
e che fa così parte dell’immensa totalità
della manifestazione.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 96-97 ed. ingl.)
Il
discepolo, costruendo il ponte arcobaleno, l’antahkarana,
e il gruppo di discepoli, costruendo l’antahkarana di
gruppo, rendono possibile “la percezione triadica”…
Quando il discepolo ha gettato un filo di luce vivente (mediante
il potere dell’amore magnetico) attraverso lo spazio che
separa la Triade dalla personalità, scopre di far parte
di un gruppo. Questo riconoscimento del gruppo, espresso dapprima
in modo imperfetto e senza intelligenza, è il fattore
che gli permette di passare, lungo il filo ancorato, nell’Ashram
di un Maestro.
Secondo il vecchio insegnamento, l’Ashram del Maestro
e il punto focale della Gerarchia erano sui livelli superiori
del piano mentale. Oggi non è così. Essi si trovano
sul piano dell’amore spirituale, dell’intuizione
e della buddhi. La Gerarchia sta ritraendosi verso il centro
superiore di Shamballa e nello stesso tempo sta avanzando verso
il centro inferiore, l’umanità. Entrambe queste
attività sono state rese possibili dall’uomo stesso;
la crescente percezione intuitiva degli esponenti più
elevati dell’umanità consente all’uomo di
funzionare sul Sentiero del Discepolato e su dei livelli più
alti di prima. Questo fatto è riconosciuto dalla Gerarchia.
Anche la crescente aspirazione delle masse attira i Maestri
più vicino all’umanità, di quanto sia mai
accaduto prima. Questo è un esempio della capacità
che ha la coscienza d’iniziato di operare sui livelli
dell’iniziato e simultaneamente anche nei tre mondi. La
duplice attività della mente ne è un simbolo poiché
agisce come senso comune, occupandosi così di tutte le
questioni dei tre mondi, e, nello stesso tempo come mente spirituale,
occupandosi di tutte le questioni connesse all’anima,
alla luce e all’illuminazione.
La seconda richiesta, che il senso di sintesi sia lo scopo dell’istruzione
impartita ai postulanti nella Nuova Era, è una prova
diretta del nuovo contatto di Shamballa, perché la sintesi
è un attributo della Volontà divina e la qualità
preminente della divinità. Era inevitabile che intelligenza
e amore fossero gli obiettivi evolutivi sul pianeta e i due
primi aspetti a svilupparsi, poiché sono qualità
della volontà; essi rendono possibile la manifestazione
della Volontà divina, ne garantiscono l’applicazione
intelligente e il potere magnetico di attrarre a sé tutto
ciò che occorre per esprimere o manifestare il previsto
Proposito divino, visualizzato in sintesi e motivato, attuato,
progettato e reso possibile dall’aspetto dinamico della
medesima volontà.
E’ interessante notare come oggi nel mondo appaia con
tutta evidenza che l’energia di Shamballa colpisce direttamente
la coscienza umana e produce risultati diretti. L’aspetto
distruttore del primo Raggio, di Volontà o Potere, provoca
una distruzione di portata mondiale, per mezzo del primo regno
della natura, il regno minerale. Ciò che è fatto
di metalli e di prodotti chimici porta catastrofe e distruzione
sulla Terra, soprattutto nel regno umano. Nello stesso tempo,
il secondo attributo della volontà, la sintesi, evoca
una risposta altrettanto diffusa. Questo senso di sintesi ha
un effetto di massa prima di avere un effetto individuale ed
è un fatto interessante e importante da notare in questo
momento. Più tardi, il dinamismo inerente alla volontà,
esercitato dal Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo e dai discepoli
e dagli iniziati, trasformerà quella risposta istintiva
di massa in esperienza reale e determinerà “l’apparizione”
sulla Terra della nuova “qualità” sviluppata,
che la “vita” cerca di manifestare nella Nuova Era.
Nel primo volume di questo trattato ho richiamato l’attenzione
sui tre aspetti divini: Vita, Qualità, Apparenza. Ora
essi stanno per apparire nella loro forma definitiva per questo
ciclo particolare.
(Ibidem, pag. 119-20 ed. ingl.)
… L’umanità si era talmente evoluta che le
mete, le teorie, gli obiettivi, le determinazioni espresse oggi
dagli scritti e dal pensiero umano dimostravano che l’aspetto
Volontà della Divinità, nella sua prima manifestazione
embrionale, cominciava a far sentire la sua presenza. Avete
seguito questa indicazione? Avete compreso che la rivolta delle
masse e la loro determinazione di vincere tutti gli ostacoli
e impedimenti per un mondo migliore, indicano questo? Capite
che le rivoluzioni degli ultimi duecento anni sono segni dello
sforzo dell’aspetto Spirito? Quello Spirito è vita
e volontà; il mondo attuale manifesta i segni di una
nuova vita. Riflettete su questo nelle sue implicazioni moderne
e immediate e vedete in che direzione va il mondo sotto l’ispirazione
della Volontà Spirituale.
(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 278 ed. ingl.)

Istruzione di
gruppo
Quali sono alcune di queste nuove verità di cui sono
responsabile quale agente di trasmissione al mondo degli studiosi
di occultismo? Le enuncerò brevemente in ordine d’importanza.
1. L’insegnamento su Shamballa. Si è sempre detto
poco su questo soggetto. Solo il nome era noto. Questo insegnamento
include:
a. informazioni sulla natura dell’aspetto volontà;
b. indicazioni sui sottostanti propositi di Sanat Kumara;
c. direttive per la costruzione dell’antahkarana, che
è il primo passo verso il conseguimento della coscienza
monadica, e quindi il primo passo verso la Via dell’Evoluzione
Superiore.
2. L’insegnamento sul nuovo discepolato. Questo è
stato rivoluzionario per quanto riguarda le vecchie scuole di
occultismo…
3. L’insegnamento sui Sette Raggi…
4. L’insegnamento relativo alla nuova Astrologia…
5. Informazioni sul Nuovo Gruppo di Servitori del mondo e la
sua opera…
6. Il tentativo dì formare un avamposto esoterico degli
Ashram interiori. Ciò è messo in evidenza dal
lavoro che ho svolto con un gruppo particolare di aspiranti
e di discepoli accettati, le cui istruzioni, emananti dal mio
Ashram, sono state incluse nel libro Il Discepolato nella Nuova
Era(vol.
I e II).
7. L’insegnamento sulla nuova religione mondiale, con
l’accento posto sui tre più importanti periodi
di Plenilunio (Ariete, Toro, Gemelli, che generalmente cadono
in Aprile Maggio e Giugno) e i nove (occasionalmente dieci)
Pleniluni minori di ogni anno…
(I
Raggi e le Iniziazioni, pag. 251-54 ed. ingl.)
E’ difficile per gli studenti di esoterismo rendersi conto
che le future Scuole d’Illuminazione daranno importanza
all’aspetto vita e non al contatto con l’anima.
La meta sarà la trasferenza e non l’unione. Oggi
gli aspiranti e i discepoli sono in gran parte il risultato
del vecchio modo d’insegnare e sono il fiore dei processi
cui l’umanità è stata assoggettata. L’attuale
è un periodo di transizione vitale: i discepoli e gli
aspiranti sono in questo momento, in senso figurato, al medesimo
stadio di quello del gruppo che stiamo considerando, lo stadio
della trasferenza della vita dalla forma esteriore all’essere
interiore. Di qui la difficoltà che voi tutti incontrate
poiché il compito più arduo sta nel comprendere
in modo realistico quello che tento di comunicare. Il problema
del contatto con l’anima è una cosa che potete
comprendere e che, almeno teoricamente, afferrate. Il problema
del trasferire la vita dal punto più alto di conseguimento
attuale a qualche vago e mistico centro spirituale, non è
così facile da capire.
(Ibidem,
pag. 221-22 ed. ingl.)
Il discepolo individuale, che cerca l’iniziazione, si
fonde deliberatamente nel gruppo e il suo consenso è
totale e libero; egli raggiunge questa fusione con il proprio
sforzo individuale essendo (durante l’intero processo)
un agente assolutamente libero, che progredisce e diventa mentalmente
inclusivo, rapidamente o lentamente a sua scelta. Determina
egli stesso il momento e l’evento, senza interferenza
o ostruzione da parte di qualsiasi forza esterna. Questa è
una tecnica spirituale relativamente nuova e accettata da iniziati
e discepoli di ogni grado in tutti e tre i centri divini.
(Il
Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 353 ed. ingl.)
Lo stadio di riconoscimento della rivelazione, concessa all’iniziato
nei Misteri maggiori, si divide in due fasi minori. Si potrebbe
dire che sono tre, benché molto dipenda dall’iniziazione
che viene presa e dal raggio cui appartiene il discepolo preparato.
Sono:
1. Lo Stadio di Penetrazione. Si tratta di superare il mondo
dell’annebbiamento emotivo e raggiungere così due
obiettivi:
a. La luce della Triade Spirituale affluisce nella coscienza
dell’iniziato per mezzo dell’antahkarana, in modo
che il Piano per l’umanità e il Proposito divino
in relazione al pianeta diventino sempre più chiari.
Ciò inizia il rapporto con Shamballa.
b. Parte dell’annebbiamento emotivo mondiale viene così
dissi-pato; ne risulta una chiarificazione del piano astrale
e, di conseguenza, si rende un servizio all’umanità.
Ogni discepolo, che giunge al riconoscimento della rivelazione
dell’iniziato, libera luce e dissipa una parte dell’annebbiamento
emotivo che acceca la massa degli uomini. Il discepolo di sesto
raggio impiega molto più tempo in questo stadio di penetrazione
che non i discepoli di altri raggi, ma solo in questo ciclo
mondiale.
2. Lo Stadio di Polarizzazione. Questo è lo stadio in
cui l’ini-ziato, avendo lasciato entrare la luce e avendo
attraversato le dense nebbie del mondo dell’annebbiamento
emotivo, improvvisamente si rende esattamente conto di ciò
che ha fatto e adotta una posizione stabile, correttamente orientato
verso la visione (o, in altre parole, verso Shamballa). Una
delle cose che devono essere comprese è che l’iniziato,
essendo un punto di vita gerar-chica (sia alla periferia della
Gerarchia o dentro il cerchio o nel centro), è una parte
definita dello sforzo gerarchico. Quello sforzo è orientato
verso il centro maggiore di vita: Shamballa. Gli studenti sono
portati a credere che la Gerarchia sia orientata verso l’umanità.
Non è così. Essa risponde alle necessità
umane quando la richiesta è efficace, ed è custode
del Piano; ma l’orientamento dell’intero gruppo
gerarchico è diretto verso il primo aspetto, in quanto
esso esprime la Volontà del Logos e si manifesta attraverso
Shamballa. Esattamente come il discepo-lo deve fare due cose:
polarizzare la sua posizione stabilendo -retti rapporti umani
e allo stesso tempo diventare un membro -cosciente e attivo
del Regno di Dio, la Gerarchia, come l’iniziato, su una
voluta superiore della spirale, deve instaurare giusti rapporti
con la Gerarchia e diventare simultaneame-nte cosciente di Shamballa.
L’insegnamento che posso impartire qui è un punto
di realizzazione -desiderato, ma la fraseologia è relativamente
priva di significato, fatta eccezione per coloro che hanno più
o meno esperienza nei processi di iniziazione, in base alle
iniziazioni già prese. Questa polarizzazione, questo
punto di sforzo focalizzato, questo orientamento raggiunto è
l’idea fondamentale sottostante all’espressione
“la Montagna dell’Iniziazione”. L’iniziato
“pianta i piedi sulla vetta della montagna e, da quel
punto di altitudine, percepisce il pensiero di Dio, visualizza
il sogno entro la Mente di Dio, segue l’occhio di Dio
dal punto centrale fino alla meta esterna e vede se stesso come
tutto ciò che è, eppure entro il tutto”.
3. Lo stadio di Precipitazione. Essendosi così identificato,
attraverso la penetrazione e la polarizzazione, con il Piano
e con la Volontà di Dio (che è la chiave di Shamballa)
egli comincia quindi, come risultato di questo triplice riconoscimento,
a fare la sua parte per materializzare il Piano e portare in
manifestazione ed espressione esteriore quanto può di
quel Piano. Egli diventa così anzitutto un avamposto
della Gerarchia (che necessariamente significa sensibilità
all’energia di Shamballa) e poi, progressivamente, un
Agente di Luce: la Luce universale o la Luce della Monade.
Oggi non ho altro da dire circa l’iniziazione. Riflettete
su quanto ho dato e cercate di afferrare, fin dove lo permette
la vostra immaginazione, la magnificenza del processo iniziatico,
tanto più inclusivo di quanto non sia stato indicato
da qualsiasi insegnamento impartito fino ad ora. Quando la guerra
sarà terminata e il nuovo mondo, con la sua civiltà
e la sua cultura future comincerà a prendere forma, l’accento
sarà posto sempre più sul proposito della Divinità
che governa la Vita o Energia fondamentale, come si esprime
attraverso l’umanità. Questo sarà fatto
da esoteristi preparati. Gran parte di ciò che dicono
oggi i dirigenti mondiali e i lavoratori che servono in ogni
nazione, indica una risposta inconscia all’energia di
Shamballa. Verso la fine del secolo e durante le prime decadi
del ventunesimo secolo, sarà dato un insegnamento riguardante
Shamballa. Lo sforzo della mente astratta dell’uomo sarà
diretto verso questa comprensione, proprio come attualmente
lo sforzo del discepolo tende a stabilire il contatto con la
Gerarchia. L’annebbiamento emotivo va scomparendo; le
illusioni si stanno dissipando; la fase di penetrazione in una
nuova dimensione, in una nuova fase di sforzo e di realizzazione
si sta affermando rapidamente. Questo avviene nonostante tutto
l’orrore e la sofferenza, e sarà uno dei primi
risultati della tregua dopo la guerra. La guerra stessa distrugge
le illusioni, rivelando la necessità di un cambiamento
e creando la domanda di un nuovo mondo e di una futura bellezza
nel modo di vivere che sarà rivoluzionaria; sarà
anche la risposta materiale ad un intenso processo d’iniziazione,
al quale tutti i discepoli possono partecipare e per il quale
gli aspiranti avanzati possono prepararsi.
(Il
Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 259-62 ed. ingl.)
Il segreto delle iniziazioni superiori sta nell’uso esperto
della volontà superiore. Non sta nella purificazione
o nell’autodisciplina o in un qualsiasi altro mezzo che
in passato abbia servito ad intercettare la verità. L’intero
problema della volontà di Shamballa è in corso
di rivelazione e un giorno modificherà completamente
il modo di accostarsi all’iniziazione del discepolo della
Nuova Era. Il tema “la Via che conduce a Shamballa”
richiede studio riflessivo e comprensione esoterica. In questo
concetto della nuova e futura parte (se posso usare questo termine)
della Via o del Sentiero, che il discepolo moderno deve affrontare,
sta il segreto della prossima rivelazione e della dispensazione
spirituale che emergerà man mano che l’umanità
costruirà la nuova civiltà mondiale e comincerà
a formulare la nuova cultura. L’effetto di fuoco che consuma,
purifica, distrugge, prodotto dalla volontà monadica
sul suo riflesso deformato, la volontà individuale, merita
profonda considerazione.
(I Raggi e le Iniziazioni, pag. 30 ed. ingl.)
La Volontà governa la Via che conduce a Shamballa ed
è la base di qualsiasi accostamento, apprezzamento e
identificazione con l’Essere.
(Ibidem, pag. 46 ed. ingl.)
Vi sono tre porte che immettono a Shamballa, parlando in senso
figurato:
1. La porta della ragione, della pura percezione della verità.
Cristo dette la chiave di questo insegnamento quando disse:
“lo sono la Via, la Verità e la Vita”. Di
quella Via conosciamo molto, perché è stato impartito
un vasto insegnamento a suo riguardo che, se messo in pratica,
conduce l’uomo alla Gerarchia. Egli allora diviene parte
effettiva della Gerarchia. Di quella Verità conosciamo
(quali aspiranti) veramente pochissimo. La verità, come
la comprendiamo durante il percorso iniziale del Sentiero del
Discepolato, riguarda grandi verità che (dal punto di
vista degli Esseri Illuminati) sono soltanto l’abc della
vita. Queste verità sono:
a. la manifestazione della divinità sul piano fisico;
b. la dottrina degli Avatar, rivelata dalla storia religiosa;
c. la natura della coscienza, mediante lo sviluppo della psicologia;
d. la dottrina della Trinità, che si esprime mediante
gli aspetti e gli attributi.
Si vedrà che queste quattro espressioni della verità
trasmettono tutta la conoscenza di cui l’iniziato deve
essere dotato quando sale il Monte della Trasfigurazione al
momento della terza iniziazione. Esse gli hanno conferito una
percezione spirituale del Piano.
Di quella Vita non sappiamo assolutamente nulla. La contemplazione
del suo significato appartiene a Coloro che possono muoversi
a volontà entro “i recinti del Signore di Vita”
nella stessa Shamballa. Tutto quello che possiamo conoscerne
è il suo gradino più basso. Questo ci mette in
grado di studiare l’impulso o l’istinto che consente
a tutte le forme di vita di funzionare, che incarna i principi
di risposta ai contatti e all’ambiente, e che si incarna
nell’alito di vita; in un modo molto misterioso si riferisce
anche all’aria e al fuoco. Sarebbe inutile dilungarmi
oltre su questo soggetto.
2. Vi è anche la porta della volontà. Si tratta
di un potere penetrante che collega il Piano al Proposito e
che ha in sé facoltà di persistenza coerente.
La ragione di questa persistenza è che essa non dipende
dal contenuto della forma, sia essa la forma di un atomo, di
un uomo o di un pianeta, ma da un dinamico proposito vitale
e immutabile latente nella coscienza dell’Essere planetario.
Il Quale, “avendo pervaso l’intero universo con
un frammento di Sé, RIMANE, più grande, più
inscrutabile” e “con intento più fermo”
di qualsiasi sua creatura, anche di quelle più avanzate
e vicine a Lui. Hanno una chiara percezione del Suo proposito
divino soltanto coloro che non appartengono in alcun modo alla
nostra umanità; sono le Vite che vennero con Lui su questo
pianeta, e che rimarranno con Lui come “prigionieri dell’intenzione
amorevole” fino a quando l’ultimo “stanco
pellegrino avrà trovato la via di casa”.
Questa volontà spirituale è qualcosa di cui l’umanità
non sa nulla; è nascosta e velata dalla volontà
personale dell’individuo e dalla volontà di gruppo
dell’anima. L’essere umano procede tramite queste
due esperienze fino a quando la sua volontà individuale
non sia sviluppata e radicata, focalizzata e riorientata, e
la sua volontà di gruppo non sia sviluppata in modo tale
da includere e assorbire la volontà individuale consacrata
e cosciente. Quando questa fusione ha avuto luogo (alla terza
iniziazione) si schiude una grande rivelazione e, per la prima
volta, l’iniziato percepisce la volontà universale
e ne viene in contatto; da quel momento egli dice: “Padre,
sia fatta non la mia, ma la Tua volontà”. Qualcosa
di ciò che comporta quella volontà potrà
emergere studiando questa settima regola e alcune delle successive.
3. Non trovo le parole per esprimere la natura della terza porta.
In mancanza di meglio chiamiamola la porta del senso monadico
di dualità essenziale. Il corpo e la vita, l’anima
e la personalità, la Triade Spirituale e la sua espressione,
il Cristo incarnato, tutte queste dualità hanno fatto
la loro parte. L’uomo è passato da un’espansione
di coscienza all’altra. Ora giunge alla dualità
spirito e materia, prima ch’essa si risolva in qualcosa
di cui i termini “unità isolata” e “sintesi
universale” non danno che una pallida idea inadeguata.
L’iniziato del grado di Maestro di Saggezza e (su una
voluta più alta della spirale) anche del grado di Cristo,
concentra tutti gli sforzi sullo sviluppo di questo sistema
di identificazione. Fino alla quarta iniziazione, il termine
“sistema di espansioni” sembrerebbe illuminante;
dopo quella grande iniziazione, il termine “sistema d’identificazione”
sembrerebbe più appropriato.
Quando l’iniziato ha attraversato, simbolicamente, le
tre porte, egli affronta la vita, ogni evento, ogni predeterminazione,
ogni saggezza, ogni attività e tutto il servizio e il
progresso che il futuro può contenere, dal punto di vista
della ragione pura (infallibile e immutabile), della vera volontà
spirituale (completamente identificata con il Proposito del
Logos planetario) e del rapporto focalizzato più elevato
possibile. Il mistero della relazione gli si rivela. Allora
l’intero schema dell’evoluzione e dell’intenzione
di Colui nel Quale egli ha vita, movimento ed essere gli diviene
chiaro; non ha più nulla da imparare in questo sistema
planetario; è divenuto universale nel suo atteggiamento
verso tutte le forme di vita ed è anche identificato
con “l’unità isolata” di Sanat Kumara.
Poche delle grandi Vite Che formano il gruppo interno della
Camera del Consiglio di Shamballa sono ora più avanzate
di lui. I “Tre Supremi”, i “Sette Raggianti”,
le “Vite che incarnano i quarantanove Fuochi”, i
“Buddha di Attività” e certi “Spiriti
Eterni” provenienti da centri di vita spirituale dinamica
come Sirio, o dalla costellazione che in un dato momento forma
un triangolo con il nostro Sole e con Sirio, e un Rappresentante
di Venere, sono molto, molto più avanzati. Comunque,
tutti gli iniziati di sesto grado e alcuni Maestri che hanno
ricevuto un’istruzione specializzata perché appartenenti
al primo raggio, di Volontà o Potere (il raggio che condiziona
lo stesso Shamballa) fanno parte del Grande Consiglio. Pur tuttavia
molti Maestri e Chohan, dopo aver svolto varie funzioni sul
pianeta operando con la legge dell’evoluzione, escono
completamente dalla nostra vita planetaria.
(Ibidem, pag. 139-42 ed. ingl.)
La chiave di tutto questo lavoro esoterico richiesto da Shamballa
va trovata nello sviluppo dell’arte di visualizzare. Mediante
la visualizzazione diverranno possibili tre espressioni della
coscienza umana:
1. si potrà costruire l’antahkarana e vedere nettamente
il risplendere della Triade. Sarà questa la nuova visione,
conseguenza dello sviluppo del senso della visione;
2. saranno visualizzati anche gruppi, grandi insiemi e sintesi
maggiori, ciò che condurrà a una definita espansione
della coscienza. Così sarà sviluppato il senso
di sintesi;
3. tutte le arti creative saranno favorite da questo addestramento
che, procedendo, consentirà il rapido sviluppo della
nuova arte del futuro in tutti i settori del creatività.
Lo sviluppo del senso della visione e del senso di sintesi,
mediante la visualizzazione, condurrà al senso di essere
la vita nella forma.
(Ibidem, pag. 123 ed. ingl.)
L’Iniziazione può essere ora presa in formazione
di gruppo: fatto completamente nuovo nel lavoro della Gerarchia.
I candidati non si presentano uno per uno innanzi all’Iniziatore,
ma molti simultaneamente. Insieme possono pensare in completo
accordo; insieme vengono messi alla prova e insieme raggiungono
“il punto di trionfo” che prende il posto del “punto
di tensione”; insieme vedono “brillare la Stella”
e insieme l’energia, che emana dalla Verga Iniziatoria,
li rende idonei a ricevere l’energia specializzata, che
sarà usata in seguito nel loro futuro servizio mondiale.
Questo approccio di gruppo, questo intento di gruppo, questa
“riservatezza silenziosa e il riconoscimento vocale di
gruppo”, e questa consacrazione e visione di gruppo non
sono più allo stadio sperimentale. Tale realizzazione
di gruppo (non mi riferisco qui al vostro particolare gruppo,
che non ha conseguito un successo rilevante) segna il punto
in cui si potrà inaugurare una nuova fase di attività
in Shamballa. Questo permetterà al Signore del Mondo
di divenire il Sovrano di un Pianeta Sacro, cosa che non si
è potuta verificare prima d’ora. La nostra Terra
ora può divenire un Pianeta Sacro, se le giuste condizioni
saranno compiute. L’espressione di una nuova qualità
divina (fino ad ora non rivelata e che noi non riconosceremmo
attualmente se ci fosse presentata) si sta lentamente cristallizzando,
mediante questo processo accelerato di iniziazione. Oggi i discepoli
sono testimoni dell’apparizione di una caratteristica
solare, tramite il loro Logos planetario, esattamente come le
“Vite di analogo Intento” - come si dice esotericamente
- ne furono testimoni molti eoni fa. E’ a questa sconosciuta
e misteriosa qualità che si riferisce “la Stella
che brilla”.
(Il Discepolato nella Nuova Era, vol. II,
pag. 325-26 ed. ingl.)
… Allo stesso modo, non c’è nulla, nel mondo
di Shamballa, che sia della stessa natura del mondo fenomenico
dell’uomo nei tre mondi, o perfino del mondo dell’anima.
E’ un mondo di energia pura, di luce e di forza guidata;
può esse visto come correnti e centri di forza, e tutti
formano un modello di perfetta bellezza e invocano con potenza
il mondo dell’anima e il mondo fenomenico; costituisce
quindi, in un senso molto reale, il mondo delle cause e dell’iniziazione.
(Ibidem, pag. 292-93 ed. ingl.)

SHAMBALLA
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