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L’uso e il significato della Grande Invocazione

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No. 157 -2006
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La Grande Invocazione

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.

Che Luce, Amore e Potere
ristabiliscano il Piano sulla Terra
.


La bellezza e la forza di questa Invocazione stanno nella sua semplicità e nell'espressione di certe verità centrali, innate negli uomini e normalmente accettate da tutti: la verità dell'esistenza di una Intelligenza fondamentale a cui si dà il nome di Dio; la verità che, dietro a tutte le apparenze esteriori, il grande motore dell'universo è l'Amore; la verità che una grande Individualità, chiamata dai cristiani il Cristo, venne sulla Terra e incarnò quell'Amore affinché noi potessimo meglio comprenderlo; la verità che tanto l'amore quanto l'intelligenza sono effetto di ciò che viene chiamata la Volontà di Dio; infine la verità evidente che il Piano divino può attuarsi soltanto tramite l'umanità.

L'intera Invocazione si riferisce alla riserva di energia che si libra al disopra dell'umanità, si rivela gradualmente ed è la causa immediata, sulla Terra, di tutti gli eventi che indicano l'emergere di ciò che è nuovo e migliore, e il progredire dell'afflusso di luce nella coscienza umana.

L'appello invocativo finora è stato di natura egoistica e temporanea nella sua formulazione. Gli uomini hanno pregato per se stessi; hanno invocato l'aiuto divino per le persone amate; hanno dato una interpretazione materialistica alle loro essenziali e profonde aspirazioni.

Questa Invocazione è una preghiera per tutto il mondo; non è un appello personale o un impulso invocativo temporaneo ma esprime il bisogno dell'umanità intera e, attraverso tutte le sue difficoltà, tutti i dubbi e i problemi, penetra direttamente nella Mente e nel Cuore di Colui in cui viviamo, ci muoviamo e siamo, Colui che rimarrà con noi fino alla fine dei secoli e “fino a quando l'ultimo stanco pellegrino non abbia trovato la via verso la Casa del Padre”.

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Dal Punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.

In questi tre versi ci si riferisce alla Mente di Dio come punto di focalizzazione per la luce divina in rapporto con l'anima di tutte le cose. La parola anima, nel suo significato di luce, include l'anima umana e il punto di luce che noi consideriamo l'anima dell'umanità, anima che arreca luce e diffonde illuminazione. E' necessario ricordare sempre che la luce è energia attiva.

Quando invochiamo la Mente di Dio e diciamo: “Affluisca Luce nelle menti degli uomini, scenda Luce sulla Terra”, noi esprimiamo uno dei grandi bisogni dell'umanità e, grazie al potere e all'efficacia dell'Invocazione e della preghiera, la risposta è certa. Allorché in tutti gli uomini, in tutti i tempi, in ogni circostanza, è presente l'impulso a esprimere con la parola un appello al Centro spirituale invisibile, sorge la certezza che tale centro esiste. L'Invocazione è vecchia quanto l'umanità stessa.

Il Cristo disse che gli uomini “amano le tenebre più della luce poiché le loro azioni sono cattive”. Nondimeno, una delle cose belle del presente è che la luce può penetrare in ogni luogo oscuro, e nulla vi è di nascosto che non sarà rivelato. L'umanità riconosce il presente stato di tenebre e di miseria e quindi desidera la luce. L'illuminazione della mente degli uomini affinché possano vedere le cose quali sono, possano intendere i giusti moventi e il modo di stabilire giusti rapporti umani, rappresenta ora la necessità maggiore. Nella luce, vedremo finalmente la luce; giungerà il momento in cui migliaia di figli degli uomini e innumerevoli gruppi potranno dire come Ermete e il Cristo: “Io sono (o siamo) la luce del mondo”.

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Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.

Nella seconda strofa, viene invocato il Cuore di Dio e viene considerato il punto focale dell'amore. Questo “cuore” del mondo manifestato è la Gerarchia, grande agente trasmettitore di amore ad ogni forma nella manifestazione divina.

L'amore è un'energia che deve giungere fino al cuore degli uomini e fecondare l'umanità con la qualità della comprensione amorevole; questo è il significato del binomio amore-intelligenza.

Quando i discepoli lavoreranno sotto la direzione del Cristo, arriverà un tempo in cui Egli si muoverà in mezzo agli uomini; sarà riconosciuto pubblicamente e potrà compiere il suo lavoro non soltanto interiormente, ma anche esteriormente. Nel congedarsi dai suoi discepoli, Cristo fece una promessa: “Io sarò con voi sempre, fino alla fine dei secoli”.

Il ritorno del Cristo sarà accompagnato e seguito da un grande sviluppo della coscienza cristica fra gli uomini; Egli sprigionerà nel mondo degli uomini la potenza e la specifica energia dell'amore intuitivo. Due saranno i risultati della diffusione di questa energia di amore.

Primo: l'energia attiva della comprensione amorevole susciterà una potente reazione contro l'odio. Odio, separatività e intolleranza verranno considerati quali un solo ed unico peccato, poiché si riconoscerà che tutti i peccati ora considerati come male derivano dall'odio o dal suo prodotto, la coscienza antisociale.

Secondo: innumerevoli uomini costituiranno ovunque dei gruppi per promuovere la buona volontà e per attuare giusti rapporti umani. Il loro numero sarà così grande che, da una piccola minoranza relativamente trascurabile, essi diverranno la più diffusa e influente forza del mondo.

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Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.

Questi tre versi saranno interpretati con semplicità come una preghiera per ottenere che la volontà umana sia portata a uniformarsi alla Volontà divina, anche se questa non è sempre compresa.

In questi tre versi è contenuta l'indicazione che l'umanità stessa non può ancora comprendere pienamente il Proposito di Dio, quell'aspetto della Volontà divina che cerca espressione sulla Terra. Il proposito della Volontà di Dio cerca di influenzare la volontà umana, e viene chiamato buona volontà, proposito amorevole o intenzione ferma di stabilire giusti rapporti umani.

La Volontà divina quale è essenzialmente, rimane il grande Mistero. Questo problema si pose perfino al Cristo, il quale nel momento in cui ebbe la visione della vastità della sua missione come Salvatore del mondo, si rivolse al Padre esclamando: “Padre, sia fatta non la mia ma la Tua Volontà”. Parole che segnano l'abbandono completo dei corpi con i quali aveva tentato di salvare l'umanità. La sua missione in quel momento poté sembrare un apparente fallimento, e per portarla al suo pieno compimento, per vederne cioè i frutti in manifestazione, Egli ha aspettato quasi duemila anni. Infatti solo ora la sua missione potrà produrre la sua piena fruizione. Ma Egli non può procedere nella sua missione senza l'azione reciproca da parte dell'umanità.

Questa Invocazione è dunque essenzialmente l'Invocazione del Cristo; la “sua nota si è diffusa” nel mondo intero per mezzo della sua enunciazione e per mezzo dell'uso che ne fa la Gerarchia spirituale. Ora le sue parole devono diffondersi nel mondo intero per mezzo della sua enunciazione da parte degli uomini. Il suo significato a poco a poco deve essere espresso dalle masse. Cristo potrà allora realmente “tornare sulla Terra”, contemplare “il travaglio della sua anima ed essere soddisfatto”.

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Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede

Dopo aver invocato i tre aspetti o poteri: Mente, Amore e Volontà, in questi tre versi troviamo l'indicazione dell'esistenza dei poteri latenti nell'umanità stessa, “nel centro che vien detto il genere umano”.

Qui e soltanto qui tutte tre le qualità divine, nel tempo e nello spazio, possono esprimersi nella loro pienezza; qui e soltanto qui l'amore può nascere veramente, l'intelligenza può essere applicata in modo corretto, e la Volontà di Dio può dimostrare la sua effettiva volontà di bene. “La porta dietro cui il male risiede” può essere sbarrata soltanto dall'umanità, aiutata unicamente dallo spirito divino insito in ogni essere umano.

L'ultimo verso richiede forse una spiegazione. E' un modo simbolico per esprimere l'idea di rendere i propositi del male inattivi e inefficaci. Non vi è un determinato luogo dove dimori il male. Il Nuovo Testamento, nell'Apocalisse, parla del male, della distruzione del male, della sconfitta di Satana.

La “porta dietro cui il male risiede” è mantenuta aperta dall'umanità con i suoi desideri egoistici, i suoi odi, la sua separatività, la sua avidità, le sue barriere razziali e nazionali, le sue basse ambizioni personali, la sua avidità di potere e saranno sostituite da un intenso desiderio di giusti rapporti fra gli uomini, dalla determinazione di creare un mondo migliore e più in pace e dall'espressione della volontà di bene in tutto il mondo. Con il sostituirsi di queste qualità alle precedenti, la porta dietro cui il male risiede si chiuderà progressivamente, in senso simbolico, semplicemente grazie al peso dell'opinione pubblica ed al giusto desiderio degli uomini. Nulla potrà arrestare questo processo.

Così sarà instaurato sulla Terra il Piano originale. Simultaneamente, la porta che conduce nel mondo delle realtà spirituali si spalancherà dinanzi agli uomini e sarà chiusa la porta dietro cui il male risiede. Così attraverso il “centro che vien detto il genere umano” il Piano di Amore e di Luce opererà e colpirà il male, l’egoismo e la separatività, chiudendolo per sempre nella sua tomba. Così anche il proposito del Creatore di tutte le cose si compirà.

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Che Luce Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.


E' chiaro che le prime tre strofe invocano i tre aspetti della vita divina, aspetti universalmente riconosciuti, la mente di Dio, l'amore di Dio, il volere di Dio. La quarta strofa indica la relazione dell'umanità con queste tre energie, intelligenza, amore e volontà, e la profonda responsabilità che incombe sugli uomini d'intraprendere la diffusione dell'amore e della luce sulla Terra per ristabilire il Piano. Questo Piano chiama l'umanità a esprimere l'amore ed esorta fortemente l'uomo a “far risplendere la sua luce”. Viene poi la solenne richiesta che questo Piano di Amore e di Luce, operando per mezzo dell'umanità, possa “sbarrare la porta dietro cui il male risiede”.

L'ultimo verso contiene, dunque, l'idea di restaurazione; indica la nota fondamentale per il futuro, lasciando intravedere che, quando l'idea originale di Dio e la iniziale intenzione non siano più frustrate dal libero arbitrio dell'uomo e dal male - materialismo ed egoismo - il proposito divino si compirà grazie al cambiamento avvenuto nel cuore degli uomini e nella meta che essi si propongono.

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IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA GRANDE INVOCAZIONE

La Grande Invocazione, se largamente diffusa, potrà essere per la nuova religione mondiale ciò che furono il Padre Nostro per la cristianità e il ventitreesimo salmo per gli Ebrei di tendenza spirituale. Vi sono tre modi di penetrare nel significato di questa Invocazione:

  1. quello del pubblico in genere.
  2. quello degli esoteristi, cioè degli aspiranti e dei discepoli.
  3. quello dei membri della Gerarchia.

Primo: il grande pubblico la considererà come una preghiera al Dio trascendente; non Lo riconoscerà ancora come immanente nella sua creazione; le moltitudini la emetteranno sulle ali della speranza, speranza di Luce, amore e pace, cui anelano. La considereranno anche come una preghiera per l'illuminazione di tutti gli uomini eminenti e dirigenti in tutti i gruppi che si occupano degli affari del mondo; per un flusso di amore e di comprensione fra gli uomini sì che possano vivere in pace l'uno con l'altro; come una richiesta perché si attui la Volontà di Dio, Volontà di cui nulla possono conoscere e che sembra loro così inscrutabile e onnipervadente che la loro normale reazione debba essere la pazienza e la propensione ad astenersi dal domandare; come una preghiera per rafforzare la responsabilità umana perché si possano eliminare i mali riconosciuti che oggi turbano l'umanità e perché qualche vaga sorgente di male sia resa innocua; e infine come una preghiera per restaurare una altrettanto vaga condizione primordiale di felicità piena e far sparire dalla Terra il dolore e le pene. Tutto ciò è bene per le masse, ed è immediatamente possibile.

Secondo: gli esoteristi, gli aspiranti e le persone di tendenza spirituale ne avranno una comprensione più profonda; per essi significherà il riconoscimento del mondo delle cause e di Coloro che stanno soggettivamente dietro le scene del mondo, pronti a rendere forti gli uomini di vera visione, pronti a indicare non solo la ragione degli avvenimenti nei vari settori del vivere umano, ma anche a rivelare ciò che metterà l'umanità in grado di avanzare, fuori dalle tenebre, nella luce. Con questo atteggiamento basilare, sarà evidente la necessità di una diffusa espressione di queste realtà sottostanti, e maturerà un'epoca di espansione spirituale, predisposta dai discepoli e attuata dagli esoteristi. Epoca che ha avuto inizio nel 1875 quando fu proclamato il fatto dell'esistenza dei Maestri di Saggezza. Essa proseguì nonostante presentazioni erronee, attacchi concettuali e disprezzo. Non sono mancati il riconoscimento della natura sostanziale delle prove disponibili e la reazione intuitiva degli studiosi di occultismo e di numerosi intellettuali.

Si sta per riconoscere un nuovo tipo di mistico che differisce da quello del passato per il suo interesse pratico per le vicende correnti del mondo, e non solo per le questioni religiose e di chiesa. Egli si distingue per la mancanza di interesse per il proprio sviluppo personale, per la sua capacità di scorgere il Dio immanente in tutte le fedi e non solo nella sua particolare religione, ed anche per la capacità di vivere nella luce della Presenza divina. Tutti i mistici lo hanno sempre fatto in misura più o meno grande, ma il mistico moderno differisce da quello del passato in quanto è in grado di indicare chiaramente agli altri la tecnica del Sentiero; egli unisce testa e cuore, intelligenza e sentimento, e a questi aggiunge una percezione intuitiva finora mancante. Ora la via del mistico è illuminata dalla chiara luce della Triade spirituale, e non soltanto da quella dell'anima.

Terzo: in entrambi i gruppi - il pubblico in genere e gli aspiranti e i discepoli - vi sono alcuni che emergono dalla media generale perché dotati di più profonda penetrazione mentale e comprensione; essi sono nella “terra di nessuno”, agendo in un caso come intermediari tra le moltitudini e gli esoteristi, nell'altro tra questi e i membri della Gerarchia. Non dimenticate che anch'Essi usano la Grande Invocazione, e che non passa giorno senza che il Cristo stesso la pronunci.

L'uso di questa Invocazione o preghiera e la crescente attesa della venuta del Cristo rappresentano oggi la maggiore speranza dell'umanità. Grandi Figli di Dio sono sempre venuti e verranno in risposta all'appello dell'umanità. Colui che tutto il mondo attende è già sulla Via.

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INVOCAZIONE E PREGHIERA

La scienza di invocazione è in realtà l'organizzazione intelligente dell'energia spirituale e delle forze dell'amore che, quando sono efficaci, evocano la risposta di Esseri spirituali i quali possono operare apertamente fra gli uomini, stabilendo in tal modo uno stretto rapporto e una costante comunicazione fra l'umanità e la Gerarchia spirituale.

Possiamo dire che l'Invocazione è di tre specie; vi è anzitutto la richiesta delle moltitudini espressa inconsciamente, il grido di aiuto che scaturisce dal cuore degli uomini ogni volta che vengono a trovarsi in periodi di crisi come l'attuale. Tale grido di invocazione si eleva incessantemente da tutti gli uomini che vivono in condizioni disastrose ed è diretto al potere che li trascende, e che essi sentono può venire e verrà in loro aiuto nel momento del bisogno estremo. Questa intensa, muta invocazione si innalza oggi da tutto il mondo.

Vi è poi uno spirito invocante che uomini sinceri manifestano quando, partecipando ai riti della propria religione, si valgono delle preghiere e dell'adorazione in comune per esporre le loro domande di aiuto dinanzi a Dio. Questi, uniti alle moltitudini, costituiscono un immenso corpo di esseri invocanti; in questo momento il loro intento assume grandi proporzioni e la loro invocazione si eleva fino all'Altissimo.
Vi sono infine gli aspiranti e i discepoli, i quali usano certe formule, certe invocazioni accuratamente composte e, così facendo, concentrano il grido e l'appello invocante degli altri due gruppi, dando loro la giusta direzione e potenza. Questi tre gruppi sono oggi, coscientemente o no, attivi e il loro sforzo concorde garantisce la conseguente evocazione.

Invocazione, preghiera, aspirazione, non importa quale sia la parola usata, poiché ognuno di questi tre metodi tende a produrre il contatto con energie spirituali e a metterle in attività. Il pensiero chiaro e diretto, unito alla percezione mentale, farà sì che tali energie divengano l'oggetto del desiderio umano.

Questa Invocazione è essenzialmente una preghiera, che sintetizza il più alto desiderio, la più alta aspirazione e richiesta spirituale dell'anima stessa dell'umanità.

Quando il discepolo accettato o l'aspirante in prova la usa, assume un atteggiamento meditativo, ossia un atteggiamento di concentrazione, di orientamento spirituale e di ricettività. Ciò equivale a pregare. Egli assume l'atteggiamento della meditazione (un profondo atteggiamento mentale e ferma elevazione), ma impiega il metodo della preghiera, la quale è un mezzo potente per stabilire e mantenere giusti rapporti spirituali e umani. Quando, in atteggiamento meditativo, utilizzando lo strumento della preghiera (tramite l’Invocazione), egli giunge a stabilire con la massa degli uomini un rapporto, che altrimenti sarebbe impossibile, può divenire un canale per la loro inespressa necessità e, al tempo stesso, si unisce alla Gerarchia spirituale, che è evocata dal desiderio delle masse.

Una gigantesca meditazione di gruppo si sta svolgendo sul nostro pianeta in diverse fasi. Tutte le unità ed i gruppi che meditano sono collegati gli uni agli altri dall'unità di movente spirituale; essi cercano una stretta collaborazione e tentano di portare il loro lavoro di meditazione a uno stato di quiete positiva universale, affinché la formulazione del desiderio spirituale possa essere proseguita con successo e la ricezione di energia spirituale possa essere una ricezione congiunta. Mediante la preghiera individuale, la meditazione e l'invocazione, è in atto un grande sforzo per conseguire l'allineamento che, rafforzandosi, potrà servire tutta l'umanità.

Regolando il pensiero e le idee, coltivando uno spirito amorevole, e usando la Grande Invocazione, mediante la quale si invocano le forze e energie di cui vi è tanto bisogno, ognuno può dare il suo contributo.

Concentratevi sulla Grande Invocazione pensando che in essa è racchiuso il divino intento e si riassumono le conclusioni del pensiero di Dio. Concentrate su ciò il pensiero meditativo e il potere di riflessione. Ricercate l'idea astratta che si cela in questa Invocazione. La troverete se saprete usare ogni frase come un “gradino” per salire a livelli dì pensiero finora non raggiunti.

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ORIGINE DELL'INVOCAZIONE

L'uomo invoca l'avvicinarsi di Dio in vari modi: per mezzo di un confuso muto appello, o grido di invocazione delle moltitudini e anche per mezzo di una deliberata e determinata invocazione da parte degli aspiranti orientati spiritualmente, dei servitori intelligenti e convinti.

Poca attenzione è stata data al fattore dell'invocazione espressa dai popoli; eppure nel corso delle età, il grido d'invocazione dell'umanità si è elevato fino alla Gerarchia e ha ricevuto una risposta. Come spiegazione, ecco le parole di Shri Krishna nella Bhagavad Gita, o Canto del Signore, che sono un preannuncio della venuta del Cristo:

“Ogni qual volta la legge decade e insorge ovunque la licenza, allora Io mi manifesto.
Per la salvezza dei buoni e la distruzione dei malvagi, per instaurare saldamente la legge,
Io m'incarno di età in età
.”

Durante il periodo di licenza e malvagità dell'Impero Romano, venne Cristo.
Nel Gayatri si trova l'esempio di un'antichissima invocazione al Sole:

“Svelaci il volto del vero Sole spirituale,
nascosto ora da un disco di luce d'oro,
affinché possiamo conoscere la Verità
e compiere tutto il nostro dovere,
mentre viaggiamo verso i tuoi sacri piedi.”


Dovremmo ancora aggiungere le Quattro, Nobili Verità enunciate dal Buddha, ben note a noi tutti, poiché riassumono la causa e la fonte di tutte le sofferenze dell'umanità. Sono state tradotte in molti modi, ma tutte esprimono la medesima aspirazione, il medesimo appello e significato. Durante il periodo giudaico furono dati agli uomini i “Dieci Comandamenti”, sui quali vennero basate le leggi che governano i rapporti fra gli uomini dell'Occidente. Poi venne Cristo e ci diede la legge fondamentale che regge l'universo, la legge dell'Amore. Ci diede pure il Padre Nostro, in cui i concetti principali sono la Paternità di Dio, la venuta del regno di Dio e i giusti rapporti umani.

Oggi l'umanità si trova in un particolare ed eccezionale punto di mezzo tra un passato infelice e un futuro pieno di promesse che potranno attuarsi se il Ritorno del Cristo verrà riconosciuto e se verrà compiuta la debita preparazione. Il presente è pieno di promesse e anche di difficoltà poiché oggi, e nel futuro immediato, il destino del mondo e, se possiamo dirlo con riguardo, l'immediata attività del Cristo sono nelle mani degli uomini. Le atroci sofferenze prodotte dalla guerra e le angosciose condizioni dell'intera famiglia umana indussero il Cristo, nel 1945, a prendere una grande decisione, che si espresse in due affermazioni della massima importanza. Egli annunciò alla Gerarchia spirituale riunita e a tutti i suoi servitori e discepoli di aver deciso di venire di nuovo in contatto fisico con l'umanità se questa avesse compiuto i passi necessari per instaurare giusti rapporti tra gli uomini. Egli diede poi al mondo, a uso di tutti gli uomini, una delle più antiche preghiere che si conoscano, ma il cui utilizzo non era stato finora permesso che ai più elevati Esseri spirituali. Ci è stato detto che Egli la pronunciò per la prima volta al plenilunio di giugno del 1945, il plenilunio del Cristo, come quello di maggio è dedicato al Buddha. Non è stato facile tradurre quegli antichi versi (così antichi da non avere data o alcun possibile riferimento) con parole moderne, ma è stato fatto, e la Grande Invocazione potrà divenire la preghiera mondiale.

Il pensiero umano è così conservatore, che il proclamare che questa Invocazione è una delle più grandi e potenti fra le preghiere esistenti nel mondo, ed è all'altezza di tutte le altre espressioni del desiderio e dell'intenzione spirituale, provocherà probabilmente molte critiche. Non ha importanza. Pochi, anzi pochissimi, usarono il Padre Nostro all'inizio del Cristianesimo, perché fu necessario esprimerlo in termini comprensibili e tradurlo in modo adeguato prima che il suo uso largamente diffuso fosse possibile. Ci vollero dei secoli perché ciò avvenisse. Oggi ci sono tutte le facilitazioni immaginabili per la rapida diffusione e le abbiamo usate ampiamente per diffondere ovunque la Grande Invocazione.

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IL DESTINO DELL'UMANITA'

Questi pochi pensieri potranno servire a rendere più chiara l'Invocazione nella vostra mente, e a darle una nuova vitalità. Collegata a tutte le antiche e principali fedi, essa ci offre speranza per il futuro e, allo stesso tempo, è di una importanza attuale e pratica. L'Invocazione non è vaga, né imprecisa, esprime le attuali necessità fondamentali dell'umanità, cioè necessità di luce e di amore, necessità di comprensione della volontà divina, necessità di porre fine al male. Essa esclama trionfalmente: “Scenda Luce sulla Terra... Possa Cristo tornare sulla Terra... Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini... Possa il Piano di Amore e di Luce sbarrare la porta dietro cui il male risiede”. Infine conclude:

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra”. L'accento è sempre posto sul luogo della manifestazione: la Terra.

Avrete già notato, studiando l'Invocazione, che esiste una stretta relazione tra il primo verso e l'ultimo; il destino dell'umanità è di essere l'esponente della mente di Dio, che esprime così l'intelligenza attiva, motivata dall'amore e attuata dalla volontà. Il tempo non è ancora giunto, ma se il pensiero umano è ben diretto e se l'aspirazione abbastanza potente, allora, per la prima volta nella storia dell'umanità, il suo destino potrà essere pubblicamente riconosciuto e gli uomini potranno essere maggiormente e volontariamente portati all'attività a cui sono destinati in modo particolare. Questo è uno degli obiettivi principali dell'Invocazione; il suo uso costante produrrà una concezione inclusiva dello sviluppo spirituale e conferirà al pensiero umano una qualità di sintesi che finora mancava. Con l'affluire della luce nella mente degli uomini, il Piano divino sarà più ampiamente compreso e la volontà di bene sarà più intensamente desiderata e invocata.

Questo grande grido invocativo è triplice. Grido che invoca la luce che illumini la via, che penetri nei recessi della Terra. Grido per richiamare più amore nel mondo, quale lo intendono gli uomini di buona volontà e quelli dotati di sentimenti umanitari. Appello intuitivo degli aspiranti e dei discepoli per invocare il manifestarsi della Volontà di Dio. Questa Invocazione riguarda tutta l'umanità. Gli uomini più semplici e istintivi, gli uomini di buona volontà, gli aspiranti e i discepoli, tutti danno il proprio contributo di sentimento, intelligenza, intuizione. Tutti si fondono nella Grande Invocazione. Tenete costantemente presente questa fusione fondamentale, che ora trova una espressione, e traete coraggio e forza da questo avvicinamento congiunto alla Sorgente di Vita, Amore e Luce. Nulla potrà resistere alla richiesta concorde di tutti gli uomini.

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Il significato della presentazione di questo allineamento cosmico, planetario e individuale, sotto forma di preghiera o invocazione, è che esso provoca, come risultato di un uso corretto, un afflusso che giunge proprio al cuore dell'umanità, proveniente dalle sorgenti più elevate.

Il carattere unico dell'Invocazione consiste nel fatto che essa rappresenta un metodo d'integrazione, congiungendo il Padre, il Cristo e l'umanità in un vincolo unico. Il Cristo ha sempre posto in rilievo la Paternità di Dio, concetto che Egli sostituì a quello del crudele Geova. Nel 17° capitolo del Vangelo di Giovanni (una delle più grandi opere spirituali) è messa in rilievo la relazione della coscienza cristica con la coscienza di Dio stesso. Cristo collegò il concetto di Spirito con la personalità pienamente sviluppata pervasa dall'anima, e la fondamentale unità esistente tra tutti gli esseri in tutte le forme, e il Padre. La Grande Invocazione mette in rapporto la volontà del Padre, l'amore della Gerarchia e il servizio dell'umanità in un grande Triangolo di energie, che produrrà due risultati principali: la chiusura della “porta dietro cui il male risiede” e l'attuazione, per mezzo del potere di Dio liberato sulla Terra mediante l'Invocazione, del Piano d'Amore e di Luce.

L'Invocazione è quindi unica nel suo genere, in quanto invoca i tre aspetti divini simultaneamente.
Nessuno può usare questa Invocazione di illuminazione e d'amore senza causare profondi mutamenti nel suo atteggiamento interiore e nell'orientamento della sua vita; il carattere e i fini verranno mutati e la vita diverrà spiritualmente utile. “Come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è”, questa è una legge fondamentale della natura; il costante volgere la mente alla necessità di luce e alla prospettiva dell'illuminazione non può essere e non sarà senza effetto.

La Gerarchia spirituale del pianeta si preoccupa soltanto che l'umanità, nel suo insieme, si avvalga di questa occasione spirituale, che oggi è presente come non lo fu mai prima. La Grande Invocazione ci è stata data in questo momento di opportunità, perché la usiamo in cooperazione con Coloro che ne fanno uso per il bene dell'umanità.
Questa Invocazione non appartiene ad alcun gruppo o organizzazione. Essa appartiene all'umanità intera. Decine di migliaia di uomini di buona volontà in tutto il mondo la recitano ogni giorno.
Il punto culminante di questo costante appello invocatore è il plenilunio di giugno. (E' il plenilunio dei Gemelli che talvolta cade in maggio. Il plenilunio è riconosciuto in tutto il mondo, in quanto non subisce differenze di calendario).
In questo giorno, l'espressione simultanea dell'Invocazione risuona in tutto il mondo in un grande appello invocativo a favore dell'umanità.

La Festa di giugno, dedicata in modo particolare al Cristo, e che mette in evidenza il suo rapporto con l'umanità, in realtà comprende tre giorni, ognuno dei quali ha una nota chiave differente:

  1. La nota chiave di Amore in senso gerarchico - libero da sentimento, emozione e enfasi personale - un amore che sacrifica e comprende, che agisce con forza e decisione e che opera per il bene del tutto e non nell'interesse di un gruppo o di un individuo particolare.
  2. La nota chiave di Risurrezione, che pone l'accento sulla nuova nota di vitalità del Cristo vivente e di quella “vita più abbondante” resa possibile da un ritorno ai veri valori.
  3. La nota chiave di Contatto, di un più stretto contatto tra Cristo e il Suo popolo, tra la Gerarchia e l'Umanità.

L'espressione “nota chiave” è stata scelta deliberatamente e significa il suono che precede ogni maggior afflusso alla Festa di Maggio; queste energie saranno liberate durante una solenne cerimonia che si svolgerà in ognuno dei tre giorni. A ogni cerimonia il Cristo reciterà l'Invocazione da solo, poi la Gerarchia unita intonerà una strofa invocando luce, amore e volontà di bene (una strofa per ogni giorno). Il risultato di questi solenni tre giorni di invocazione sarà seguito da un giorno culminante in cui la Gerarchia, guidata dal Cristo, reciterà tutta l'Invocazione, facendo precedere a ogni strofa la nota chiave appropriata, risuonata all'unisono.

Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.


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