
Dal
punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.
Nella seconda strofa, viene invocato
il Cuore di Dio e viene considerato il punto focale dell'amore.
Questo “cuore” del mondo manifestato è la
Gerarchia, grande agente trasmettitore di amore ad ogni forma
nella manifestazione divina.
L'amore è un'energia che
deve giungere fino al cuore degli uomini e fecondare l'umanità
con la qualità della comprensione amorevole; questo è
il significato del binomio amore-intelligenza.
Quando i discepoli lavoreranno sotto
la direzione del Cristo, arriverà un tempo in cui Egli
si muoverà in mezzo agli uomini; sarà riconosciuto
pubblicamente e potrà compiere il suo lavoro non soltanto
interiormente, ma anche esteriormente. Nel congedarsi dai suoi
discepoli, Cristo fece una promessa: “Io sarò
con voi sempre, fino alla fine dei secoli”.
Il ritorno del Cristo sarà
accompagnato e seguito da un grande sviluppo della coscienza
cristica fra gli uomini; Egli sprigionerà nel mondo degli
uomini la potenza e la specifica energia dell'amore intuitivo.
Due saranno i risultati della diffusione di questa energia di
amore.
Primo: l'energia attiva della comprensione
amorevole susciterà una potente reazione contro l'odio.
Odio, separatività e intolleranza verranno considerati
quali un solo ed unico peccato, poiché si riconoscerà
che tutti i peccati ora considerati come male derivano dall'odio
o dal suo prodotto, la coscienza antisociale.
Secondo: innumerevoli uomini costituiranno
ovunque dei gruppi per promuovere la buona volontà e
per attuare giusti rapporti umani. Il loro numero sarà
così grande che, da una piccola minoranza relativamente
trascurabile, essi diverranno la più diffusa e influente
forza del mondo.

Dal
centro ove il Volere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Questi tre versi
saranno interpretati con semplicità come una preghiera
per ottenere che la volontà umana sia portata a uniformarsi
alla Volontà divina, anche se questa non è sempre
compresa.
In questi tre versi
è contenuta l'indicazione che l'umanità stessa
non può ancora comprendere pienamente il Proposito di
Dio, quell'aspetto della Volontà divina che cerca espressione
sulla Terra. Il proposito della Volontà di Dio cerca
di influenzare la volontà umana, e viene chiamato buona
volontà, proposito amorevole o intenzione ferma di stabilire
giusti rapporti umani.
La Volontà
divina quale è essenzialmente, rimane il grande Mistero.
Questo problema si pose perfino al Cristo, il quale nel momento
in cui ebbe la visione della vastità della sua missione
come Salvatore del mondo, si rivolse al Padre esclamando: “Padre,
sia fatta non la mia ma la Tua Volontà”. Parole
che segnano l'abbandono completo dei corpi con i quali aveva
tentato di salvare l'umanità. La sua missione in quel
momento poté sembrare un apparente fallimento, e per
portarla al suo pieno compimento, per vederne cioè i
frutti in manifestazione, Egli ha aspettato quasi duemila anni.
Infatti solo ora la sua missione potrà produrre la sua
piena fruizione. Ma Egli non può procedere nella sua
missione senza l'azione reciproca da parte dell'umanità.
Questa Invocazione
è dunque essenzialmente l'Invocazione del Cristo; la
“sua nota si è diffusa” nel mondo intero
per mezzo della sua enunciazione e per mezzo dell'uso che ne
fa la Gerarchia spirituale. Ora le sue parole devono diffondersi
nel mondo intero per mezzo della sua enunciazione da parte degli
uomini. Il suo significato a poco a poco deve essere espresso
dalle masse. Cristo potrà allora realmente “tornare
sulla Terra”, contemplare “il travaglio
della sua anima ed essere soddisfatto”.

Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede
Dopo aver invocato i tre aspetti
o poteri: Mente, Amore e Volontà, in questi tre versi
troviamo l'indicazione dell'esistenza dei poteri latenti nell'umanità
stessa, “nel centro che vien detto il genere umano”.
Qui e soltanto qui tutte tre le
qualità divine, nel tempo e nello spazio, possono esprimersi
nella loro pienezza; qui e soltanto qui l'amore può nascere
veramente, l'intelligenza può essere applicata in modo
corretto, e la Volontà di Dio può dimostrare la
sua effettiva volontà di bene. “La porta dietro
cui il male risiede” può essere sbarrata soltanto
dall'umanità, aiutata unicamente dallo spirito divino
insito in ogni essere umano.
L'ultimo verso richiede forse una
spiegazione. E' un modo simbolico per esprimere l'idea di rendere
i propositi del male inattivi e inefficaci. Non vi è
un determinato luogo dove dimori il male. Il Nuovo Testamento,
nell'Apocalisse, parla del male, della distruzione del male,
della sconfitta di Satana.
La “porta dietro cui il male
risiede” è mantenuta aperta dall'umanità
con i suoi desideri egoistici, i suoi odi, la sua separatività,
la sua avidità, le sue barriere razziali e nazionali,
le sue basse ambizioni personali, la sua avidità di potere
e saranno sostituite da un intenso desiderio di giusti rapporti
fra gli uomini, dalla determinazione di creare un mondo migliore
e più in pace e dall'espressione della volontà
di bene in tutto il mondo. Con il sostituirsi di queste qualità
alle precedenti, la porta dietro cui il male risiede si chiuderà
progressivamente, in senso simbolico, semplicemente grazie al
peso dell'opinione pubblica ed al giusto desiderio degli uomini.
Nulla potrà arrestare questo processo.
Così sarà instaurato
sulla Terra il Piano originale. Simultaneamente, la porta che
conduce nel mondo delle realtà spirituali si spalancherà
dinanzi agli uomini e sarà chiusa la porta dietro cui
il male risiede. Così attraverso il “centro che
vien detto il genere umano” il Piano di Amore e di Luce
opererà e colpirà il male, l’egoismo e la
separatività, chiudendolo per sempre nella sua tomba.
Così anche il proposito del Creatore di tutte le cose
si compirà.

Che
Luce Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.
E' chiaro che le prime tre strofe invocano i tre aspetti della
vita divina, aspetti universalmente riconosciuti, la mente di
Dio, l'amore di Dio, il volere di Dio. La quarta strofa indica
la relazione dell'umanità con queste tre energie, intelligenza,
amore e volontà, e la profonda responsabilità
che incombe sugli uomini d'intraprendere la diffusione dell'amore
e della luce sulla Terra per ristabilire il Piano. Questo Piano
chiama l'umanità a esprimere l'amore ed esorta fortemente
l'uomo a “far risplendere la sua luce”.
Viene poi la solenne richiesta che questo Piano di Amore e di
Luce, operando per mezzo dell'umanità, possa “sbarrare
la porta dietro cui il male risiede”.
L'ultimo verso contiene,
dunque, l'idea di restaurazione; indica la nota fondamentale
per il futuro, lasciando intravedere che, quando l'idea originale
di Dio e la iniziale intenzione non siano più frustrate
dal libero arbitrio dell'uomo e dal male - materialismo ed egoismo
- il proposito divino si compirà grazie al cambiamento
avvenuto nel cuore degli uomini e nella meta che essi si propongono.

IL
SIGNIFICATO PROFONDO DELLA GRANDE INVOCAZIONE
La Grande Invocazione,
se largamente diffusa, potrà essere per la nuova religione
mondiale ciò che furono il Padre Nostro per la cristianità
e il ventitreesimo salmo per gli Ebrei di tendenza spirituale.
Vi sono tre modi di penetrare nel significato di questa Invocazione:
Primo:
il grande pubblico la considererà come una preghiera
al Dio trascendente; non Lo riconoscerà ancora come immanente
nella sua creazione; le moltitudini la emetteranno sulle ali
della speranza, speranza di Luce, amore e pace, cui anelano.
La considereranno anche come una preghiera per l'illuminazione
di tutti gli uomini eminenti e dirigenti in tutti i gruppi che
si occupano degli affari del mondo; per un flusso di amore e
di comprensione fra gli uomini sì che possano vivere
in pace l'uno con l'altro; come una richiesta perché
si attui la Volontà di Dio, Volontà di cui nulla
possono conoscere e che sembra loro così inscrutabile
e onnipervadente che la loro normale reazione debba essere la
pazienza e la propensione ad astenersi dal domandare; come una
preghiera per rafforzare la responsabilità umana perché
si possano eliminare i mali riconosciuti che oggi turbano l'umanità
e perché qualche vaga sorgente di male sia resa innocua;
e infine come una preghiera per restaurare una altrettanto vaga
condizione primordiale di felicità piena e far sparire
dalla Terra il dolore e le pene. Tutto ciò è bene
per le masse, ed è immediatamente possibile.
Secondo:
gli esoteristi, gli aspiranti e le persone di tendenza spirituale
ne avranno una comprensione più profonda; per essi significherà
il riconoscimento del mondo delle cause e di Coloro che stanno
soggettivamente dietro le scene del mondo, pronti a rendere
forti gli uomini di vera visione, pronti a indicare non solo
la ragione degli avvenimenti nei vari settori del vivere umano,
ma anche a rivelare ciò che metterà l'umanità
in grado di avanzare, fuori dalle tenebre, nella luce. Con questo
atteggiamento basilare, sarà evidente la necessità
di una diffusa espressione di queste realtà sottostanti,
e maturerà un'epoca di espansione spirituale, predisposta
dai discepoli e attuata dagli esoteristi. Epoca che ha avuto
inizio nel 1875 quando fu proclamato il fatto dell'esistenza
dei Maestri di Saggezza. Essa proseguì nonostante presentazioni
erronee, attacchi concettuali e disprezzo. Non sono mancati
il riconoscimento della natura sostanziale delle prove disponibili
e la reazione intuitiva degli studiosi di occultismo e di numerosi
intellettuali.
Si
sta per riconoscere un nuovo tipo di mistico che differisce
da quello del passato per il suo interesse pratico per le vicende
correnti del mondo, e non solo per le questioni religiose e
di chiesa. Egli si distingue per la mancanza di interesse per
il proprio sviluppo personale, per la sua capacità di
scorgere il Dio immanente in tutte le fedi e non solo nella
sua particolare religione, ed anche per la capacità di
vivere nella luce della Presenza divina. Tutti i mistici lo
hanno sempre fatto in misura più o meno grande, ma il
mistico moderno differisce da quello del passato in quanto è
in grado di indicare chiaramente agli altri la tecnica del Sentiero;
egli unisce testa e cuore, intelligenza e sentimento, e a questi
aggiunge una percezione intuitiva finora mancante. Ora la via
del mistico è illuminata dalla chiara luce della Triade
spirituale, e non soltanto da quella dell'anima.
Terzo:
in entrambi i gruppi - il pubblico in genere e gli aspiranti
e i discepoli - vi sono alcuni che emergono dalla media generale
perché dotati di più profonda penetrazione mentale
e comprensione; essi sono nella “terra di nessuno”,
agendo in un caso come intermediari tra le moltitudini e gli
esoteristi, nell'altro tra questi e i membri della Gerarchia.
Non dimenticate che anch'Essi usano la Grande Invocazione, e
che non passa giorno senza che il Cristo stesso la pronunci.
L'uso
di questa Invocazione o preghiera e la crescente attesa della
venuta del Cristo rappresentano oggi la maggiore speranza dell'umanità.
Grandi Figli di Dio sono sempre venuti e verranno in risposta
all'appello dell'umanità. Colui che tutto il mondo attende
è già sulla Via.

INVOCAZIONE E PREGHIERA
La scienza di invocazione
è in realtà l'organizzazione intelligente dell'energia
spirituale e delle forze dell'amore che, quando sono efficaci,
evocano la risposta di Esseri spirituali i quali possono operare
apertamente fra gli uomini, stabilendo in tal modo uno stretto
rapporto e una costante comunicazione fra l'umanità e
la Gerarchia spirituale.
Possiamo dire che
l'Invocazione è di tre specie; vi è anzitutto
la richiesta delle moltitudini espressa inconsciamente, il grido
di aiuto che scaturisce dal cuore degli uomini ogni volta che
vengono a trovarsi in periodi di crisi come l'attuale. Tale
grido di invocazione si eleva incessantemente da tutti gli uomini
che vivono in condizioni disastrose ed è diretto al potere
che li trascende, e che essi sentono può venire e verrà
in loro aiuto nel momento del bisogno estremo. Questa intensa,
muta invocazione si innalza oggi da tutto il mondo.
Vi è poi
uno spirito invocante che uomini sinceri manifestano quando,
partecipando ai riti della propria religione, si valgono delle
preghiere e dell'adorazione in comune per esporre le loro domande
di aiuto dinanzi a Dio. Questi, uniti alle moltitudini, costituiscono
un immenso corpo di esseri invocanti; in questo momento il loro
intento assume grandi proporzioni e la loro invocazione si eleva
fino all'Altissimo.
Vi sono infine gli aspiranti e i discepoli, i quali usano certe
formule, certe invocazioni accuratamente composte e, così
facendo, concentrano il grido e l'appello invocante degli altri
due gruppi, dando loro la giusta direzione e potenza. Questi
tre gruppi sono oggi, coscientemente o no, attivi e il loro
sforzo concorde garantisce la conseguente evocazione.
Invocazione, preghiera,
aspirazione, non importa quale sia la parola usata, poiché
ognuno di questi tre metodi tende a produrre il contatto con
energie spirituali e a metterle in attività. Il pensiero
chiaro e diretto, unito alla percezione mentale, farà
sì che tali energie divengano l'oggetto del desiderio
umano.
Questa Invocazione
è essenzialmente una preghiera, che sintetizza il più
alto desiderio, la più alta aspirazione e richiesta spirituale
dell'anima stessa dell'umanità.
Quando il discepolo
accettato o l'aspirante in prova la usa, assume un atteggiamento
meditativo, ossia un atteggiamento di concentrazione, di orientamento
spirituale e di ricettività. Ciò equivale a pregare.
Egli assume l'atteggiamento della meditazione (un profondo atteggiamento
mentale e ferma elevazione), ma impiega il metodo della preghiera,
la quale è un mezzo potente per stabilire e mantenere
giusti rapporti spirituali e umani. Quando, in atteggiamento
meditativo, utilizzando lo strumento della preghiera (tramite
l’Invocazione), egli giunge a stabilire con la massa degli
uomini un rapporto, che altrimenti sarebbe impossibile, può
divenire un canale per la loro inespressa necessità e,
al tempo stesso, si unisce alla Gerarchia spirituale, che è
evocata dal desiderio delle masse.
Una gigantesca meditazione
di gruppo si sta svolgendo sul nostro pianeta in diverse fasi.
Tutte le unità ed i gruppi che meditano sono collegati
gli uni agli altri dall'unità di movente spirituale;
essi cercano una stretta collaborazione e tentano di portare
il loro lavoro di meditazione a uno stato di quiete positiva
universale, affinché la formulazione del desiderio spirituale
possa essere proseguita con successo e la ricezione di energia
spirituale possa essere una ricezione congiunta. Mediante la
preghiera individuale, la meditazione e l'invocazione, è
in atto un grande sforzo per conseguire l'allineamento che,
rafforzandosi, potrà servire tutta l'umanità.
Regolando il pensiero
e le idee, coltivando uno spirito amorevole, e usando la Grande
Invocazione, mediante la quale si invocano le forze e energie
di cui vi è tanto bisogno, ognuno può dare il
suo contributo.
Concentratevi sulla
Grande Invocazione pensando che in essa è racchiuso il
divino intento e si riassumono le conclusioni del pensiero di
Dio. Concentrate su ciò il pensiero meditativo e il potere
di riflessione. Ricercate l'idea astratta che si cela in questa
Invocazione. La troverete se saprete usare ogni frase come un
“gradino” per salire a livelli dì pensiero
finora non raggiunti.

ORIGINE
DELL'INVOCAZIONE
L'uomo invoca l'avvicinarsi
di Dio in vari modi: per mezzo di un confuso muto appello, o
grido di invocazione delle moltitudini e anche per mezzo di
una deliberata e determinata invocazione da parte degli aspiranti
orientati spiritualmente, dei servitori intelligenti e convinti.
Poca attenzione
è stata data al fattore dell'invocazione espressa dai
popoli; eppure nel corso delle età, il grido d'invocazione
dell'umanità si è elevato fino alla Gerarchia
e ha ricevuto una risposta. Come spiegazione, ecco le parole
di Shri Krishna nella Bhagavad Gita, o Canto del Signore, che
sono un preannuncio della venuta del Cristo:
“Ogni
qual volta la legge
decade e insorge ovunque la licenza, allora Io mi manifesto.
Per la salvezza dei buoni e la distruzione dei malvagi, per
instaurare saldamente la legge,
Io m'incarno di età in età.”
Durante
il periodo di licenza e malvagità dell'Impero Romano,
venne Cristo.
Nel Gayatri si trova l'esempio di un'antichissima invocazione
al Sole:
“Svelaci
il volto del vero Sole spirituale,
nascosto ora da un disco di luce d'oro,
affinché possiamo conoscere la Verità
e compiere tutto il nostro dovere,
mentre viaggiamo verso i tuoi sacri piedi.”
Dovremmo ancora aggiungere le Quattro, Nobili Verità
enunciate dal Buddha, ben note a noi tutti, poiché riassumono
la causa e la fonte di tutte le sofferenze dell'umanità.
Sono state tradotte in molti modi, ma tutte esprimono la medesima
aspirazione, il medesimo appello e significato. Durante il periodo
giudaico furono dati agli uomini i “Dieci Comandamenti”,
sui quali vennero basate le leggi che governano i rapporti fra
gli uomini dell'Occidente. Poi venne Cristo e ci diede la legge
fondamentale che regge l'universo, la legge dell'Amore. Ci diede
pure il Padre Nostro, in cui i concetti principali sono la Paternità
di Dio, la venuta del regno di Dio e i giusti rapporti umani.
Oggi l'umanità
si trova in un particolare ed eccezionale punto di mezzo tra
un passato infelice e un futuro pieno di promesse che potranno
attuarsi se il Ritorno del Cristo verrà riconosciuto
e se verrà compiuta la debita preparazione. Il presente
è pieno di promesse e anche di difficoltà poiché
oggi, e nel futuro immediato, il destino del mondo e, se possiamo
dirlo con riguardo, l'immediata attività del Cristo sono
nelle mani degli uomini. Le atroci sofferenze prodotte dalla
guerra e le angosciose condizioni dell'intera famiglia umana
indussero il Cristo, nel 1945, a prendere una grande decisione,
che si espresse in due affermazioni della massima importanza.
Egli annunciò alla Gerarchia spirituale riunita e a tutti
i suoi servitori e discepoli di aver deciso di venire di nuovo
in contatto fisico con l'umanità se questa avesse compiuto
i passi necessari per instaurare giusti rapporti tra gli uomini.
Egli diede poi al mondo, a uso di tutti gli uomini, una delle
più antiche preghiere che si conoscano, ma il cui utilizzo
non era stato finora permesso che ai più elevati Esseri
spirituali. Ci è stato detto che Egli la pronunciò
per la prima volta al plenilunio di giugno del 1945, il plenilunio
del Cristo, come quello di maggio è dedicato al Buddha.
Non è stato facile tradurre quegli antichi versi (così
antichi da non avere data o alcun possibile riferimento) con
parole moderne, ma è stato fatto, e la Grande Invocazione
potrà divenire la preghiera mondiale.
Il pensiero umano
è così conservatore, che il proclamare che questa
Invocazione è una delle più grandi e potenti fra
le preghiere esistenti nel mondo, ed è all'altezza di
tutte le altre espressioni del desiderio e dell'intenzione spirituale,
provocherà probabilmente molte critiche. Non ha importanza.
Pochi, anzi pochissimi, usarono il Padre Nostro all'inizio del
Cristianesimo, perché fu necessario esprimerlo in termini
comprensibili e tradurlo in modo adeguato prima che il suo uso
largamente diffuso fosse possibile. Ci vollero dei secoli perché
ciò avvenisse. Oggi ci sono tutte le facilitazioni immaginabili
per la rapida diffusione e le abbiamo usate ampiamente per diffondere
ovunque la Grande Invocazione.

IL
DESTINO DELL'UMANITA'
Questi
pochi pensieri potranno servire a rendere più chiara
l'Invocazione nella vostra mente, e a darle una nuova vitalità.
Collegata a tutte le antiche e principali fedi, essa ci offre
speranza per il futuro e, allo stesso tempo, è di una
importanza attuale e pratica. L'Invocazione non è vaga,
né imprecisa, esprime le attuali necessità fondamentali
dell'umanità, cioè necessità di luce e
di amore, necessità di comprensione della volontà
divina, necessità di porre fine al male. Essa esclama
trionfalmente: “Scenda Luce sulla Terra... Possa Cristo
tornare sulla Terra... Il proposito guidi i piccoli voleri degli
uomini... Possa il Piano di Amore e di Luce sbarrare la porta
dietro cui il male risiede”. Infine conclude:
“Che
Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra”.
L'accento è sempre posto sul luogo della manifestazione:
la Terra.
Avrete
già notato, studiando l'Invocazione, che esiste una stretta
relazione tra il primo verso e l'ultimo; il destino dell'umanità
è di essere l'esponente della mente di Dio, che esprime
così l'intelligenza attiva, motivata dall'amore e attuata
dalla volontà. Il tempo non è ancora giunto, ma
se il pensiero umano è ben diretto e se l'aspirazione
abbastanza potente, allora, per la prima volta nella storia
dell'umanità, il suo destino potrà essere pubblicamente
riconosciuto e gli uomini potranno essere maggiormente e volontariamente
portati all'attività a cui sono destinati in modo particolare.
Questo è uno degli obiettivi principali dell'Invocazione;
il suo uso costante produrrà una concezione inclusiva
dello sviluppo spirituale e conferirà al pensiero umano
una qualità di sintesi che finora mancava. Con l'affluire
della luce nella mente degli uomini, il Piano divino sarà
più ampiamente compreso e la volontà di bene sarà
più intensamente desiderata e invocata.
Questo
grande grido invocativo è triplice. Grido che invoca
la luce che illumini la via, che penetri nei recessi della Terra.
Grido per richiamare più amore nel mondo, quale lo intendono
gli uomini di buona volontà e quelli dotati di sentimenti
umanitari. Appello intuitivo degli aspiranti e dei discepoli
per invocare il manifestarsi della Volontà di Dio. Questa
Invocazione riguarda tutta l'umanità. Gli uomini più
semplici e istintivi, gli uomini di buona volontà, gli
aspiranti e i discepoli, tutti danno il proprio contributo di
sentimento, intelligenza, intuizione. Tutti si fondono nella
Grande Invocazione. Tenete costantemente presente questa fusione
fondamentale, che ora trova una espressione, e traete coraggio
e forza da questo avvicinamento congiunto alla Sorgente di Vita,
Amore e Luce. Nulla potrà resistere alla richiesta concorde
di tutti gli uomini.

Il
significato della presentazione di questo allineamento cosmico,
planetario e individuale, sotto forma di preghiera o invocazione,
è che esso provoca, come risultato di un uso corretto,
un afflusso che giunge proprio al cuore dell'umanità,
proveniente dalle sorgenti più elevate.
Il
carattere unico dell'Invocazione consiste nel fatto che essa
rappresenta un metodo d'integrazione, congiungendo il Padre,
il Cristo e l'umanità in un vincolo unico. Il Cristo
ha sempre posto in rilievo la Paternità di Dio, concetto
che Egli sostituì a quello del crudele Geova. Nel 17°
capitolo del Vangelo di Giovanni (una delle più grandi
opere spirituali) è messa in rilievo la relazione della
coscienza cristica con la coscienza di Dio stesso. Cristo collegò
il concetto di Spirito con la personalità pienamente
sviluppata pervasa dall'anima, e la fondamentale unità
esistente tra tutti gli esseri in tutte le forme, e il Padre.
La Grande Invocazione mette in rapporto la volontà del
Padre, l'amore della Gerarchia e il servizio dell'umanità
in un grande Triangolo di energie, che produrrà due risultati
principali: la chiusura della “porta dietro cui il male
risiede” e l'attuazione, per mezzo del potere di Dio liberato
sulla Terra mediante l'Invocazione, del Piano d'Amore e di Luce.
L'Invocazione
è quindi unica nel suo genere, in quanto invoca i tre
aspetti divini simultaneamente.
Nessuno può usare questa Invocazione di illuminazione
e d'amore senza causare profondi mutamenti nel suo atteggiamento
interiore e nell'orientamento della sua vita; il carattere e
i fini verranno mutati e la vita diverrà spiritualmente
utile. “Come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è”,
questa è una legge fondamentale della natura; il costante
volgere la mente alla necessità di luce e alla prospettiva
dell'illuminazione non può essere e non sarà senza
effetto.
La
Gerarchia spirituale del pianeta si preoccupa soltanto che l'umanità,
nel suo insieme, si avvalga di questa occasione spirituale,
che oggi è presente come non lo fu mai prima. La Grande
Invocazione ci è stata data in questo momento di opportunità,
perché la usiamo in cooperazione con Coloro che ne fanno
uso per il bene dell'umanità.
Questa Invocazione non appartiene ad alcun gruppo o organizzazione.
Essa appartiene all'umanità intera. Decine di migliaia
di uomini di buona volontà in tutto il mondo la recitano
ogni giorno.
Il punto culminante di questo costante appello invocatore è
il plenilunio di giugno. (E' il plenilunio dei Gemelli che talvolta
cade in maggio. Il plenilunio è riconosciuto in tutto
il mondo, in quanto non subisce differenze di calendario).
In questo giorno, l'espressione simultanea dell'Invocazione
risuona in tutto il mondo in un grande appello invocativo a
favore dell'umanità.
La
Festa di giugno, dedicata in modo particolare al Cristo, e che
mette in evidenza il suo rapporto con l'umanità, in realtà
comprende tre giorni, ognuno dei quali ha una nota chiave differente: