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Introduzione alla meditazione

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Bollettino dei Triangoli
No. 157 -2006
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B. Alcune domande pertinenti

Quali sono gli obiettivi della meditazione?

Il proposito della meditazione è il contatto con l’anima e, alla fine, l’unione con l’anima; l’intero scopo della meditazione è di mettere l’uomo in grado di divenire nella manifestazione esterna ciò che è nella realtà interiore. Attraverso la pratica della meditazione egli è in grado di identificarsi con l’aspetto anima e non soltanto con le caratteristiche della personalità.

Mediante la meditazione,… si sviluppano i poteri dell’anima. Ogni corpo o veicolo per mezzo del quale l’anima si esprime (sui livelli mentale, emotivo e fisico) porta latenti in sé certi poteri innati, ma l’anima, che ne è la sorgente, li possiede nella loro forma più pura e sublime…

I poteri dell’anima si sviluppano in modo normale e naturale. Ciò avviene non perché si desideri svilupparli coscientemente, ma perché, quando il Dio interiore assume il controllo e domina i Suoi corpi, i Suoi poteri si manifestano sul piano fisico e le facoltà latenti si manifestano come realtà conosciute…

…Gli assunti della meditazione sono elevatissimi e corroborati dalla testimonianza dei mistici e degli iniziati di ogni tempo. Il fatto che altri siano riusciti può darci coraggio e suscitare il nostro interesse, ma nient’altro, fino a che noi stessi non ci metteremo decisamente all’opera; poiché questo processo per lo sviluppo della coscienza raziocinante deve essere autoiniziato e autoapplicato.

Ciò implica lo sviluppo della mente come senso di sintesi, o senso comune, e ne dispone l’impiego in relazione al mondo dell’esistenza terrena, delle emozioni e del pensiero. Implica inoltre di orientarla a volontà verso il mondo dell’anima e la propria facoltà di agire da intermediaria fra l’anima e il cervello fisico.

Il primo scopo si raggiunge e si determina con metodi adatti di educazione e di preparazione exoterici; il secondo è reso possibile dalla meditazione, forma superiore del processo educativo.

(Dall’intelletto all’intuizione, pag. 83-87 ed. ingl.)

 

Può chiunque lo desideri trarre profitto e utilizzare le tecniche di meditazione?

…Si dovrebbe tener presente fin dall’inizio che l’impulso stesso che spinge ad agire in questo senso indica il richiamo dell’anima verso il Sentiero della Conoscenza. Nessuno si scoraggi se scopre in sé la mancanza di alcuni requisiti essenziali. La maggior parte di noi è più evoluta, più saggia e più dotata di quanto non pensi. Tutti possono cominciare subito a concentrarsi, se lo vogliono.

Possediamo ampie conoscenze, potere mentale e capacità che non sono mai state tratte dal regno del subconscio per essere usate in modo oggettivo; chiunque abbia osservato l’effetto della meditazione su un principiante potrà confermare questa affermazione…

I risultati del primo passo nella disciplina della meditazione, cioè nella concentrazione, sono a volte sorprendenti. Molti scoprono se stessi; trovano capacità nascoste e una comprensione mai utilizzata prima; sviluppano una consapevolezza, anche del mondo fenomenico, che appare loro miracolosa; constatano improvvisamente la realtà della mente e la possibilità di servirsene, e la distinzione fra il conoscitore e lo strumento di conoscenza appare loro di un’evidenza lampante.

Nello stesso tempo, però, sentono che viene a mancare qualcosa. I sogni precedenti di beatitudine e pace, che la preghiera e la meditazione mistica avevano comportato, scompaiono; temporaneamente, essi sperimentano un senso di aridità, di mancanza, di vuoto, che è spesso molto penoso. Ciò è dovuto al fatto che il centro dell’attenzione si è allontanato dalle cose dei sensi, per quanto belle.

Ciò che la mente conosce e può ricordare non è ancora percepito, e l’apparato senziente non s’impone alla coscienza nel modo abituale. E’ un periodo di transizione, che occorre sopportare fino a che il nuovo mondo non cominci ad imprimersi sull’aspirante. Questa è una delle ragioni per cui occorrono grande costanza e perseveranza, specialmente negli stadi preliminari della meditazione.

Uno dei primi effetti del lavoro di meditazione è di solito un aumento di efficienza nella vita quotidiana, sia che questa si svolga in casa, in un ufficio o in un qualsiasi campo dell’attività umana. L’applicazione mentale alle ordinarie occupazioni è già di per se stessa un esercizio di concentrazione dai risultati notevoli. Che attraverso la pratica della meditazione e della concentrazione si raggiunga o meno l’illuminazione finale, si sarà sempre acquisito molto e notevolmente arricchito la vita; la produttività e il potere saranno di gran lunga maggiori e la sfera d’influenza più vasta.

…Chiunque non sia soltanto un emotivo, abbia una buona educazione e intenda lavorare con perseveranza, potrà con buona determinazione accingersi allo studio della meditazione. Potrà cominciare con l’organizzare la propria vita, in modo da poter muovere i primi passi sul sentiero dell’illuminazione, e questa organizzazione è già di per sé uno dei passi più difficili. E’ bene ricordare che ogni inizio è difficile, poiché si devono compensare abitudini e ritmi instaurati da molti anni. Ma una volta fatto questo, il lavoro diventa più facile.

In sintesi, quindi,… la risposta alla nostra domanda può essere espressa nel modo che segue.

Primo. Noi accettiamo l’ipotesi che esista un’anima e che questa possa essere conosciuta dall’uomo che educhi e controlli la sua mente.

Secondo. Sulla base di tale ipotesi cominciamo a coordinare i tre aspetti della natura inferiore e ad unificare mente, emozioni e corpo fisico in un Tutto organizzato e unitario. Otteniamo questo praticando la concentrazione.

Terzo. Appena la concentrazione sfocia nella meditazione (che è una concentrazione prolungata), si comincia ad avvertire l’imposizione della volontà dell’anima sulla mente. A poco a poco, anima, mente e cervello entrano in rapporto sempre più stretto. Dapprima la mente domina il cervello e la natura emozionale. Poi l’anima domina la mente. Il primo stadio si raggiunge con la concentrazione, il secondo con la meditazione.

Da questa sequenza di attività l’attento osservatore si renderà conto che si tratta di compiere un vero e proprio lavoro e che la qualità fondamentale necessaria è la perseveranza… L’organizzazione della vita di pensiero sempre e ovunque e, in secondo luogo, la pratica della concentrazione esercitata con regolarità, ogni giorno, a un’ora fissa se possibile, stabiliscono un’attitudine alla concentrazione e conducono al successo.

(Ibidem, pag. 199-206 ed. ingl.)

 

E’ necessario ritirarsi in solitudine per evocare l’anima?

La maggior parte di noi vive in mezzo a condizioni in cui la pace e la quiete complete sono davvero impossibili; e la soluzione nel mondo odierno risiede nella giusta comprensione del nostro problema e del privilegio che è nostro nel dimostrare un nuovo aspetto di antiche verità.

Come occidentali, apparteniamo ad una razza più giovane. Nell’antichissimo Oriente i pochi avventurosi pionieri cercarono l’isolamento, accertarono per noi le opportunità e custodirono le regole. Tennero al sicuro la tecnica fino al tempo in cui gli uomini fossero stati pronti ad avanzare numerosi, e non solo ad uno ad un uno.

Quel tempo è venuto. Nella tensione… della vita moderna… uomini e donne in ogni luogo possono trovare il centro di pace entro se stessi, e lo trovano, e possono penetrare in quello stato di concentrazione positiva e silente che permette loro di raggiungere la stessa meta, acquisire la stessa conoscenza e immergersi nella stessa Luce cui le grandi Figure del genere umano hanno reso testimonianza.

Il luogo isolato dove ritrarsi l’uomo lo trova in se stesso; il luogo di silenzio dove si entra in contatto con la vita dell’anima è quel punto entro la testa in cui anima e corpo s’incontrano… L’uomo che si esercita sufficientemente nella concentrazione, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo si trovi, può ritirare il proprio pensiero in un centro che è in lui, e in quel centro entro la testa procede la grande opera di unificazione.

(Ibidem, pag. 208-210 ed. ingl.)

La vera concentrazione nasce da una vita intensa retta dal pensiero, e per l’aspirante il primo passo è di cominciare ad organizzare la sua vita quotidiana, regolare le sue attività e divenire focalizzato e concentrato in un solo punto pur continuando la sua esistenza. Ciò è possibile a tutti coloro che sono disposti a compiere lo sforzo necessario e possono proseguirlo con perseveranza…

Quando siamo capaci di riorganizzare e mettere ordine nella nostra vita, dimostriamo il nostro valore e la forza del nostro desiderio… Quindi, l’uomo che si concentra non trascura nessuno dei suoi doveri. Quelli verso la famiglia e gli amici, verso il lavoro e la professione saranno svolti in modo più perfetto ed efficiente…

(Ibidem, pag. 207 ed. ingl.)

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