B.
Alcune domande pertinenti
Quali
sono gli obiettivi della meditazione?
Il proposito
della meditazione è il contatto con l’anima e,
alla fine, l’unione con l’anima; l’intero
scopo della meditazione è di mettere l’uomo in
grado di divenire nella manifestazione esterna ciò
che è nella realtà interiore. Attraverso la
pratica della meditazione egli è in grado di identificarsi
con l’aspetto anima e non soltanto con le caratteristiche
della personalità.
Mediante
la meditazione,… si sviluppano i poteri dell’anima.
Ogni corpo o veicolo per mezzo del quale l’anima si
esprime (sui livelli mentale, emotivo e fisico) porta latenti
in sé certi poteri innati, ma l’anima, che ne
è la sorgente, li possiede nella loro forma più
pura e sublime…
I poteri
dell’anima si sviluppano in modo normale e naturale.
Ciò avviene non perché si desideri svilupparli
coscientemente, ma perché, quando il Dio interiore
assume il controllo e domina i Suoi corpi, i Suoi poteri si
manifestano sul piano fisico e le facoltà latenti si
manifestano come realtà conosciute…
…Gli
assunti della meditazione sono elevatissimi e corroborati
dalla testimonianza dei mistici e degli iniziati di ogni tempo.
Il fatto che altri siano riusciti può darci coraggio
e suscitare il nostro interesse, ma nient’altro, fino
a che noi stessi non ci metteremo decisamente all’opera;
poiché questo processo per lo sviluppo della coscienza
raziocinante deve essere autoiniziato e autoapplicato.
Ciò
implica lo sviluppo della mente come senso di sintesi, o senso
comune, e ne dispone l’impiego in relazione al mondo
dell’esistenza terrena, delle emozioni e del pensiero.
Implica inoltre di orientarla a volontà verso il mondo
dell’anima e la propria facoltà di agire da intermediaria
fra l’anima e il cervello fisico.
Il primo
scopo si raggiunge e si determina con metodi adatti di educazione
e di preparazione exoterici; il secondo è reso possibile
dalla meditazione, forma superiore del processo educativo.
(Dall’intelletto
all’intuizione, pag. 83-87 ed. ingl.)
Può
chiunque lo desideri trarre profitto e utilizzare le tecniche
di meditazione?
…Si
dovrebbe tener presente fin dall’inizio che l’impulso
stesso che spinge ad agire in questo senso indica il richiamo
dell’anima verso il Sentiero della Conoscenza. Nessuno
si scoraggi se scopre in sé la mancanza di alcuni requisiti
essenziali. La maggior parte di noi è più evoluta,
più saggia e più dotata di quanto non pensi.
Tutti possono cominciare subito a concentrarsi, se lo vogliono.
Possediamo
ampie conoscenze, potere mentale e capacità che non
sono mai state tratte dal regno del subconscio per essere
usate in modo oggettivo; chiunque abbia osservato l’effetto
della meditazione su un principiante potrà confermare
questa affermazione…
I risultati
del primo passo nella disciplina della meditazione, cioè
nella concentrazione, sono a volte sorprendenti. Molti scoprono
se stessi; trovano capacità nascoste e una comprensione
mai utilizzata prima; sviluppano una consapevolezza, anche
del mondo fenomenico, che appare loro miracolosa; constatano
improvvisamente la realtà della mente e la possibilità
di servirsene, e la distinzione fra il conoscitore e lo strumento
di conoscenza appare loro di un’evidenza lampante.
Nello stesso tempo, però, sentono che viene a mancare
qualcosa. I sogni precedenti di beatitudine e pace, che la
preghiera e la meditazione mistica avevano comportato, scompaiono;
temporaneamente, essi sperimentano un senso di aridità,
di mancanza, di vuoto, che è spesso molto penoso. Ciò
è dovuto al fatto che il centro dell’attenzione
si è allontanato dalle cose dei sensi, per quanto belle.
Ciò
che la mente conosce e può ricordare non è ancora
percepito, e l’apparato senziente non s’impone
alla coscienza nel modo abituale. E’ un periodo di transizione,
che occorre sopportare fino a che il nuovo mondo non cominci
ad imprimersi sull’aspirante. Questa è una delle
ragioni per cui occorrono grande costanza e perseveranza,
specialmente negli stadi preliminari della meditazione.
Uno dei
primi effetti del lavoro di meditazione è di solito
un aumento di efficienza nella vita quotidiana, sia che questa
si svolga in casa, in un ufficio o in un qualsiasi campo dell’attività
umana. L’applicazione mentale alle ordinarie occupazioni
è già di per se stessa un esercizio di concentrazione
dai risultati notevoli. Che attraverso la pratica della meditazione
e della concentrazione si raggiunga o meno l’illuminazione
finale, si sarà sempre acquisito molto e notevolmente
arricchito la vita; la produttività e il potere saranno
di gran lunga maggiori e la sfera d’influenza più
vasta.
…Chiunque
non sia soltanto un emotivo, abbia una buona educazione e
intenda lavorare con perseveranza, potrà con buona
determinazione accingersi allo studio della meditazione. Potrà
cominciare con l’organizzare la propria vita, in modo
da poter muovere i primi passi sul sentiero dell’illuminazione,
e questa organizzazione è già di per sé
uno dei passi più difficili. E’ bene ricordare
che ogni inizio è difficile, poiché si devono
compensare abitudini e ritmi instaurati da molti anni. Ma
una volta fatto questo, il lavoro diventa più facile.
In sintesi,
quindi,… la risposta alla nostra domanda può
essere espressa nel modo che segue.
Primo.
Noi accettiamo l’ipotesi che esista un’anima e
che questa possa essere conosciuta dall’uomo che educhi
e controlli la sua mente.
Secondo.
Sulla base di tale ipotesi cominciamo a coordinare i tre aspetti
della natura inferiore e ad unificare mente, emozioni e corpo
fisico in un Tutto organizzato e unitario. Otteniamo questo
praticando la concentrazione.
Terzo.
Appena la concentrazione sfocia nella meditazione (che è
una concentrazione prolungata), si comincia ad avvertire l’imposizione
della volontà dell’anima sulla mente. A poco
a poco, anima, mente e cervello entrano in rapporto sempre
più stretto. Dapprima la mente domina il cervello e
la natura emozionale. Poi l’anima domina la mente. Il
primo stadio si raggiunge con la concentrazione, il secondo
con la meditazione.
Da questa
sequenza di attività l’attento osservatore si
renderà conto che si tratta di compiere un vero e proprio
lavoro e che la qualità fondamentale necessaria è
la perseveranza… L’organizzazione della vita di
pensiero sempre e ovunque e, in secondo luogo, la pratica
della concentrazione esercitata con regolarità, ogni
giorno, a un’ora fissa se possibile, stabiliscono un’attitudine
alla concentrazione e conducono al successo.
(Ibidem,
pag. 199-206 ed. ingl.)
E’
necessario ritirarsi in solitudine per evocare l’anima?
La maggior
parte di noi vive in mezzo a condizioni in cui la pace e la
quiete complete sono davvero impossibili; e la soluzione nel
mondo odierno risiede nella giusta comprensione del nostro
problema e del privilegio che è nostro nel dimostrare
un nuovo aspetto di antiche verità.
Come occidentali,
apparteniamo ad una razza più giovane. Nell’antichissimo
Oriente i pochi avventurosi pionieri cercarono l’isolamento,
accertarono per noi le opportunità e custodirono le
regole. Tennero al sicuro la tecnica fino al tempo in cui
gli uomini fossero stati pronti ad avanzare numerosi, e non
solo ad uno ad un uno.
Quel tempo
è venuto. Nella tensione… della vita moderna…
uomini e donne in ogni luogo possono trovare il centro di
pace entro se stessi, e lo trovano, e possono penetrare in
quello stato di concentrazione positiva e silente che permette
loro di raggiungere la stessa meta, acquisire la stessa conoscenza
e immergersi nella stessa Luce cui le grandi Figure del genere
umano hanno reso testimonianza.
Il luogo
isolato dove ritrarsi l’uomo lo trova in se stesso;
il luogo di silenzio dove si entra in contatto con la vita
dell’anima è quel punto entro la testa in cui
anima e corpo s’incontrano… L’uomo che si
esercita sufficientemente nella concentrazione, in qualsiasi
momento e in qualsiasi luogo si trovi, può ritirare
il proprio pensiero in un centro che è in lui, e in
quel centro entro la testa procede la grande opera di unificazione.
(Ibidem,
pag. 208-210 ed. ingl.)
La vera
concentrazione nasce da una vita intensa retta dal pensiero,
e per l’aspirante il primo passo è di cominciare
ad organizzare la sua vita quotidiana, regolare le sue attività
e divenire focalizzato e concentrato in un solo punto pur
continuando la sua esistenza. Ciò è possibile
a tutti coloro che sono disposti a compiere lo sforzo necessario
e possono proseguirlo con perseveranza…
Quando
siamo capaci di riorganizzare e mettere ordine nella nostra
vita, dimostriamo il nostro valore e la forza del nostro desiderio…
Quindi, l’uomo che si concentra non trascura nessuno
dei suoi doveri. Quelli verso la famiglia e gli amici, verso
il lavoro e la professione saranno svolti in modo più
perfetto ed efficiente…
(Ibidem, pag. 207 ed. ingl.)
