Quinto.
Quando ciò sia compiuto, e l’aspirante acquisisca
la facoltà di focalizzarsi nella testa, il risultato
dell’astrazione è il seguente:
I
cinque sensi vengono sintetizzati dal sesto, la mente.
Questa è il fattore coordinante. In seguito si
comprenderà che l’anima svolge una funzione
analoga. La triplice personalità viene così
posta in diretta comunicazione con l’anima, e…
a poco a poco chi medita finisce per perdere la coscienza
delle limitazioni della natura corporea, e il cervello
può essere direttamente impressionato dall’anima
tramite la mente. La coscienza cerebrale è tenuta
in stato di attesa positiva e tutte le sue reazioni al
mondo fenomenico sono completamente, anche se temporaneamente,
inibite.
Sesto.
La personalità intellettuale di ordine elevato,
con il centro di attenzione focalizzato nella regione
del corpo pituitario, comincia a vibrare all’unisono
con il centro superiore nella regione della ghiandola
pineale. Si origina allora un campo magnetico tra l’aspetto
positivo dell’anima e la personalità in attesa,
resa ricettiva dall’attenzione focalizzata. Allora,
ci vien detto, la luce irrompe, ed ecco l’uomo illuminato
e l’apparire della luce nella testa.
Tutto
questo è il risultato di una vita disciplinata
e della focalizzazione della coscienza nella testa. Ciò
è a sua volta ottenuto con lo sforzo di vivere
concentrati nella vita quotidiana e anche mediante precisi
esercizi di concentrazione. A questi segue la pratica
della meditazione e, dopo molto tempo, la capacità
di contemplare.
Quanto
precede è un breve riassunto della meccanica del
processo che è necessariamente succinto e incompleto.
Sono tuttavia idee da accettare in via sperimentale prima
di potersi accostare in modo intelligente alla meditazione…
Formulata
e temporaneamente accettata la nostra ipotesi, procediamo
nel lavoro fino a quando essa non si dimostri errata o
la nostra attenzione non se ne distolga. Un’ipotesi
non è necessariamente falsa se non si dimostra
vera entro un limite di tempo da noi stabilito. Spesso
la ricerca in questo campo di conoscenza viene abbandonata
perché manca la necessaria perseveranza, oppure
perché l’interesse si volge altrove.
Noi
siamo invece decisi a proseguire le nostre indagini, dando
alle tecniche e alle formule antiche il tempo necessario
per dimostrarsi vere. Cominciamo dunque aderendo al primo
requisito e cercando di vivere con un atteggiamento mentale
più concentrato e praticando ogni giorno la meditazione
e la concentrazione.
Se
siamo principianti, o possediamo una mente disorganizzata,
fluida, mutevole e instabile, iniziamo a praticare la
concentrazione. Se siamo intellettuali esperti o abbiamo
quella facilità a fissare l’attenzione propria
degli uomini d’affari, dovremo solo riorientare
la mente verso un nuovo campo di consapevolezza e iniziare
la meditazione vera e propria. E’ facile insegnare
la meditazione ad un uomo che svolga mansioni direttive
e desideri impararla.
(Dall’intelletto
all’intuizione, pag. 211-16 ed. ingl.)
