“Vi
è una pace che supera ogni comprensione;
essa dimora nel cuore di coloro che vivono nell’Eterno.
Vi è un potere che fa nuove tutte le
cose; esso vive e opera in coloro che conoscono
il Sé come uno.”
Questa
è certamente una meditazione per principianti.
Essa contiene alcuni punti focali attraverso
i quali viene svolto un processo di riunione
dei pensieri e usato un metodo di rifocalizzazione.
(Ibidem,
pag. 228-29 ed. ingl.)
Di
solito occorre attenersi ad uno schema di meditazione
per parecchi anni a meno che non si abbia già
una certa esperienza e, generalmente, anche
chi è giunto allo stadio della contemplazione,
prova se stesso usando uno schema, per assicurarsi
di non ricadere in uno stato emozionale negativo
e quiescente.
(Ibidem,
pag. 227 ed. ingl.)
Esistono
molti altri schemi di meditazione in grado di
produrre gli stessi risultati, e molti altri
ancora per studenti più progrediti. Vi
sono anche schemi di meditazione studiati per
produrre risultati specifici in determinate
persone, ma è ovvio che non possono essere
inclusi in un libro come questo. Qui è
possibile solo suggerire una forma di meditazione
che si adatti a chiunque e non presenti pericoli.
In
tutte queste meditazioni, tuttavia, ciò
che più importa è tenere presente
che la mente deve essere mantenuta attivamente
occupata con idee e non con lo sforzo di concentrarsi.
Dietro ogni parola pronunciata e ogni stadio
eseguito, deve esservi la volontà di
capire e un’attività mentale concentrata
su un solo punto.
Nel
sesto stadio, dove si cerca di meditare in modo
preciso su una successione di parole che velano
una verità, il processo non dovrebbe
avere nulla di automatico. E’ abbastanza
facile indurre in se stessi uno stato di ipnosi
con la ripetizione ritmica di alcune parole.
Si dice, infatti, che Tennyson giungesse a un
elevato stato di coscienza ripetendo il suo
nome. Questo non è il nostro scopo. Le
condizioni automatiche di trance sono pericolose.
La
via più sicura è quella di un’intensa
attività mentale, contenuta entro il
campo di idee aperto da un particolare “pensiero
seme” oggetto della meditazione. Questa
attività esclude ogni pensiero estraneo,
tranne quelli suscitati dalle parole prese in
considerazione.
Al disorientato principiante, che è scoraggiato
dalla sua incapacità di pensare in questo
modo, Alice A. Bailey dà il seguente
suggerimento:
“Immagina
di dover tenere una conferenza su queste parole.
Pensa di preparare gli appunti da svolgere poi
nel discorso. Segui con la mente questo lavoro
punto per punto, e scoprirai che saranno passati
cinque minuti senza che la tua attenzione abbia
divagato, tanto sarà stato il tuo interesse.”
Il
metodo sequenziale che abbiamo suggerito offre
al neofita una via priva di pericoli. Ne esistono
altri che verranno in mente allo studente intelligente.
Interi mondi di pensiero sono aperti, dove la
mente può spaziare a volontà (notate
queste parole) purché siano in rapporto
con il pensiero seme e abbiano un sicuro riferimento
con l’idea sulla quale cerchiamo di concentrarci.
E’ evidente che ognuno seguirà
la tendenza della sua mente - artistica, scientifica
o filosofica - e questa sarà per lui
la linea di minor resistenza.
(Ibidem,
pag. 229-32 ed. ingl., adattato)
